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    ASI, Piero Cappello una ne fa e cento ne pensa. Oltre la poltrona a vita, guardate cosa ha combinato con l’adesione del Comune di S. MARIA LA FOSSA


      Ora tutto il dossier della bozza del nuovo Statuto è in mano alla Regione CASERTA – Troppi buchi, troppe ombre nelle procedure che hanno portato il Consiglio Generale dell’Asi di Caserta ad approvare la nuova bozza dello Statuto che andava necessariamente adeguato al nuovo regolamento per le Asi varato con la legge regionale n 19 […]

     

    Nella foto Martusciello, Papa, Martino e Cappello

    Ora tutto il dossier della bozza del nuovo Statuto è in mano alla Regione

    CASERTA – Troppi buchi, troppe ombre nelle procedure che hanno portato il Consiglio Generale dell’Asi di Caserta ad approvare la nuova bozza dello Statuto che andava necessariamente adeguato al nuovo regolamento per le Asi varato con la legge regionale n 19 del 6 dicembre scorso, pubblicata sul Burc n. 70 del 9 dicembre.

    Vi risparmiamo il racconto dei vari maneggi operati dal presidente Piero Cappello per arrivare addirittura a un voto di rinnovo delle cariche e anche della sua, che ha incrociato la reazione durissima del sindaco di Mondragone, il quale ha scritto una lettera alla Regione, di cui vi diamo conto nel link in basso.

    Fatto sta che alla fine Piero Cappello ha dovuto limitarsi solo all’approvazione del nuovo Statuto, che solo da oggi, venerdì, Casertace ha a disposizione. Dateci il tempo di leggere le 15 pagine che lo compongono e, soprattutto, quelle che regolano l’elezione degli organismi interni e vi parleremo della buffa, stravagante norma inserita, con cui, sostanzialmente Piero Cappello, autore di una gestione, a dir poco catastrofica per i debiti accumulati e per prebende clientelari distribuite (vi rimandiamo alla lettura delle nostre 10 e più puntate dell’inchiesta pubblicata la scorsa estate), gestione che evidentemente, Cappello non vuole assolutamente mollare.

    Non sarà semplicissimo per lui ottenere sponde in Regione Campania, come dimostra il mittente della lettera che ha indotto proprio la Regione ha chiedere al presidente la modifica dell’ordine del giorno e il taglio da questo del punto relativo all’elezione dei nuovi organismi: Giovanni Schiappa è un uomo di Paolo Romano e Paolo Romano è stato il politico che ha protetto, difeso in una espressione emblematica del peggior consociativismo di cui la stessa politica casertana è stata capace, la poltrona di Piero Cappello.

    Ma da qualche tempo, precisamente, dal momento in cui, in sede di assemblea dei sindaci dell’Azienda Santiaria Locale di Caserta, Enzo Cappello, primo cittadino di Piedimonte Matese e fratello del presidente dell’Asi, appoggiò ed avallò il cosiddetto lodo Polverino che tagliò fuori Paolo Romano dalle cariche del comitato dei sindaci, dicevamo, il presidente del Consiglio regionale ha messo anche i Cappello sul suo libro nero.

    Ma al di là di questo, restano come abbiamo scritto all’inizio le tante ombre su tutto quello che è capitato negli ultimi 3 mesi, a partire dai titoli elettivi posseduti da ognuno dei 24 comuni aderenti all’Asi.

    Al riguardo, il regolamento delle Asi prevede che tre mesi prima della scadenza degli organismi amministrativi, di indirizzo e di controllo, dovevano essere mandate delle raccomandate ad ogni comune per la nomina del nuovo rappresentante… ed invece, nulla di questo è stato fatto.

    Probabilmente si è giocato sull’ambiguità e sull’incertezza di una fase di passaggio dal regolamento precedente delle Asi campane, datato 1998, a quello approvato a dicembre. Ma la sensazione è che si sia trattato di un espediente per consentire ai rappresentanti, più scaduti di un cartone di latte dimenticato da anni in un deposito di ferri vecchi, di rimanere al loro posto e di ribadire, tutto sommato la relazione, diciamo così di mutua solidarietà con il presidente e il comitato direttivo, con cui questo consiglio generale ha fatto di tutto e di più negli anni, stringendo un rapporto che chiamare familiare è poco, un rapporto che si può definire in ogni maniera, eccetto nella maniera in cui dovrebbe svilupparsi, all’interno di una cornice di doveri e di etica istituzionale.

    Veniamo al caso Santa Maria La Fossa, di cui abbiamo solo accennato, in un altro articolo un paio di giorni fa. Il presupposto non irrilevante per affrontare la questione è di carne ed ossa, ed è seduto comodamente dietro ad una delle scrivanie più remunerate dell’Asi di Caserta. Un presupposto che di nome fa Roberto, di cognome fa Martino, di professione fa l’architetto, di parentela fa … cognato dell’attuale sindaco di Santa Maria La Fossa, Antonio Papa, iscritto, sostenitore e componente della direzione provinciale del Pd.

    Che ti combina quel simpaticone di Piero Cappello: da un lato fa uno Statuto, adattandolo a nuovo regolamento. Uno Statuto che oggi non è assolutamente in vigore, in quanto occorrerà il palcet della Regione Campania. In questa bozza, (che se si chiama bozza, significherà pur qualcosa), inserisce il comune di Santa Maria La Fossa come nuovo componente. Ed incredibilmente, questa norma che è ancora in nuce, diventa operativa prima ancora che il voto avvenga, perchè Santa Maria La Fossa partecipa alla seduta del Consiglio generale del 7 febbraio, approvando una bozza di Statuto che contiene un bambino ancora in grembo, cioè il Comune di Santa Maria La Fossa, al quale, però super Piero attribuisce già la maggiore età, il titolo e la possibilità di approvare se stesso come bozza. Un’autentica follia. Altro che Rapubblica delle Banane.

    Per il momento ci fermiamo qui e vi garantiamo che noi non vorremmo occuparci di Asi, dato che ci siamo pure stufati di raccontare quello che succede, senza che alcuna autorità amministrativa o anche di altro tipo intervenga, ma è che siamo costretti a farlo, inondati come siamo di lettere, segnalazioni, denunce e proteste di ogni genere.

    Ricordiamo l’appuntamento fissato per oggi pomeriggio, ma che potrebbe slittare a lunedì con la lettura commentata della bozza di Statuto approvata il 7 febbraio e che è bozza per tutto, eccetto per lo Status del Comune di Santa Maria la Fossa.

    Gianluigi Guarino

    CLICCA QUI PER LEGGERE LA LETTERA DEL SINDACO DI MONDRAGONE

     

    PUBBLICATO IL: 14 febbraio 2014 ALLE ORE 13:50