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    ARRESTATO ANTONIO SCHIAVONE fratello di Sandokan


      Ordinanza anche per Francesco Bidognetti e per il figlio Aniello. Tutti e 3 sono considerati corresponsabili dell’omicidio di Aldo Scalzone avvenuto nel 1991 e per il quale Sandokan e l’altro fratello Walter sono stati già condannati all’ergastolo, mentre Di Bona ha rimediato 16 anni CASAL DI PRINCIPE – Nella giornata di ieri, mercoledì al termine […]

    Nella foto, Antonio Schiavone

     

    Ordinanza anche per Francesco Bidognetti e per il figlio Aniello. Tutti e 3 sono considerati corresponsabili dell’omicidio di Aldo Scalzone avvenuto nel 1991 e per il quale Sandokan e l’altro fratello Walter sono stati già condannati all’ergastolo, mentre Di Bona ha rimediato 16 anni

    CASAL DI PRINCIPE – Nella giornata di ieri, mercoledì al termine di una complessa indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, la Squadra Mobile di Caserta e personale del Servizio Centrale Operativo e del Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio, aggravato dal metodo mafioso e dal fine di agevolare l’organizzazione di stampo mafioso denominata “dei Casalesi” – emessa dall’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Napoli – nei confronti di Francesco Bidognetti, Aniello Bidognetti e di Antonio Schiavone, fratello di Francesco Schiavone detto Sandokan.

    La misura cautelare rappresenta l’ulteriore epilogo di un’accurata indagine, coordinata dalla DDA di Napoli e condotta dalla Squadra Mobile di Caserta, riguardante l’omicidio di Aldo Scalzone, avvenuto il 20.10.1991 a Casal di Principe.

    Per tale omicidio la Corte di Assise di S. Maria C.V. aveva già emesso, il 29.10.2004, una sentenza di condanna all’ergastolo nei confronti di Francesco Schiavone, detto Sandokan, del fratello di questi Walter e di Giuseppe Diana, detto “cuoll e paper”, e a tredici anni di reclusione nei confronti Franco Di Bona.

    Recenti approfondimenti investigativi – suffragati anche dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, già affiliato al clan dei casalesi-gruppo SCHIAVONE e materiale esecutore dell’omicidio, effettuato su mandato dei capi dell’organizzazione – avevano, infatti, apportato un ulteriore contributo per accertare il coinvolgimento anche dei destinatari della misura cautelare eseguita ieri, e in particolare sul ruolo svolto da Antonio Schiavone, uno dei fratelli di Francesco Schiavone detto Sandokan.

    Veniva confermato che il movente dell’omicidio di SCALZONE Aldo si inquadrava nel contesto della violenta faida che all’epoca, nei primi anni ’90, contrapponeva il gruppo SCHIAVONE-BIDOGNETTI a quello DE FALCO-QUADRANO-CATERINO, essendo lo SCALZONE un imprenditore strettamente legato a DE FALCO Vincenzo, ucciso poco tempo prima.

    Veniva altresì confermato, secondo la ricostruzione accusatoria, il coinvolgimento, in qualità di mandante, di BIDOGNETTI Francesco, detto “Cicciotto e mezzanott”, e quello svolto dal suo primogenito Aniello.

    Veniva, infine delineato, il ruolo svolto da Antonio Schiavone, fratello minore di Sandokan, che, nella fase organizzativa del delitto, fu tra i latori del mandato omicidiario impartito dai due capi clan all’epoca detenuti.

    PUBBLICATO IL: 24 ottobre 2013 ALLE ORE 12:15