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    AGG 13.58 – ORE 9,03 ESCLUSIVISSIMA. ASL CAMORRA E APPALTI – Ecco, nel dettaglio perchè Bottino è stato arrestato. Polverino “inguaiato” dalla maxi gara da 27 milioni di euro. ORA E’ RICOVERATO NELL’OSPEDALE DI S.MARIA C.V.


    I carabinieri e il  personale Dia di Napoli hanno eseguito 13 misure cautelari nell’ambito di una indagine della procura di Napoli su appalti all’ospedale civile di Caserta. Agli arrestati sono stati contestati a vario titolo le accuse di concorso esterno associazione a delinquere di stampo mafioso, abuso d’ufficio, corruzione e turbativa d’asta avvalendosi del metodo mafioso. Le […]

    Nella foto, in alto, da sinistra, Luce, Polverino e Bottino. In basso, invece, Angelo e Roberto Grillo e Gasparin

    I carabinieri e il  personale Dia di Napoli hanno eseguito 13 misure cautelari nell’ambito di una indagine della procura di Napoli su appalti all’ospedale civile di Caserta. Agli arrestati sono stati contestati a vario titolo le accuse di concorso esterno associazione a delinquere di stampo mafioso, abuso d’ufficio, corruzione e turbativa d’asta avvalendosi del metodo mafioso. Le gare sotto esame sono quelle per la gestione dei servizi di pulizia nel nosocomio casertano

     Agg.13.58 - Per il momento Angelo Polverino riesce a scansare il carcere in quanto, dopo il malore accusato al momento in cui gli agenti della Dia si sono presentati al suo cospetto per arrestarlo, è stato ricoverato nel reparto di cardiologia dell’ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere, dove si trova piantonato.

     

    Agg.13.24 - Siamo in grado di fare chiarezza sulla tipologia delle diverse accuse, formulate ai danni dei 13 indagati. Su 12 indagati su 13 (manca Bottino il quale evidentemente non è perseguibile per la gara in questione, gestita da Giuseppe Gasparin, nella qualità di presidente della commissione aggiudicatrice) grava l’indagine per turbativa d’asta aggravata dall’articolo 7 (metodo mafioso). Possiamo immediatamente chiarire che il consigliere regionale Angelo Polverino è indagato “solo” per l’episodio della super gara da 27 milioni di euro aggiudicata nel 2006. Riassumendo Angelo Polverino è in carcere con l’accusa di turbativa d’asta, ai sensi dell’articolo 353 co. 1 e 2 del codice penale, reato compiuto in concorso con altri, articoli 110 e 112(aggravanti) e per l’articolo 7 della legge 2003 del 1991 che in parole povere significa concorso esterno in associazione camorristica.

    Esistono altri addebiti in questa inchiesta. Ad esempio, Francesco Bottino viene posto ai domiciliari con l’accusa di abuso di ufficio aggravato dall’articolo 7. L’episodio in questione coinvolge anche Angelo Grillo e Giuseppe Grillo (figlio di Angelo).

    Secondo quello che scrive il giudice, Francesco Alfonso Bottino, nella qualità di direttore generale dell’Asl Caserta 1, Angelo Grillo e Giuseppe Grillo nella qualità di beneficiari, in concorso tra loro e nello svolgimento delle funzioni attribuite a Bottino compivano diversi atti illegittimi nell’ambito di un medesimo disegno criminoso preesistente.

    Bottino con atto del 27 febbraio 2006 e contratti di pari data, repertorio numero 124 del 27 febbraio 2006, prorogava alla ditta New Splash il servizio di pulizie di presidi ospedalieri e strutture territoriali dell’Asl Caserta 1 (affidato dallo stesso Bottino con il contratto del 20 aprile 2005) per ulteriori tre anni a decorrere dal primo gennaio 2008 al 31 dicembre 2010, per un importo di euro annui 4.760.016, in violazione – secondo il Gip – dell’articolo 4 del decreto legislativo 490/94 e successive modificazioni, dell’articolo 10 del decreto del presidente della Repubblica 252/98, dell’articolo 91 del decreto legislativo 159/2011 che espressamente prevedono la preventiva richiesta alla prefettura delle informazioni antimafia, nonchè in totale violazione delle normative contemplate nel codice degli appalti, ovvero art. 57 del decreto legislativo n.163 del 12 aprile 2006 e del decreto legislativo n.113 del 31 luglio 2007, che prevede l’aggiudicazione di contratti pubblici mediante procedura negoziata, senza previa pubblicazione di bando di gara. Solo in ipotesi tassative ivi dettagliatamente indicate ( non ricorrenti nel caso di specie) e dandone corso con adeguata motivazione nella delibera o determina a contrarre, intenzionalmente procurava a Giuseppe Grillo (figlio di Angelo) legale rappresentante e amministratore unico della ditta New Splash Srl, nonchè al padre Angelo Grillo, gestore di fatto della suddetta società l’ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nell’ammontare dell’importo dell’appalto prorogato con pari danno per l’ente pubblico Asl Ce 1.

    Bottino, con atto numero 1440 del 13 aprile 2006, ad oggetto “servizio di pulizia locale dei presidi ospedalieri e territoriali dell’Asl Ce 1″, con incluso il centro di riabilitazione sito in via Collecini a Caserta affidava alla ditta New Splash con decorrenza immediata il servizio di pulizia presso il suddetto centro per un importo di 183mila 333 euro e 84 centesimi all’anno “nelle more – scrive testualmente il giudice Iaselli – della formalizzazione degli atti ufficiali di affidamento”.

    Questo, sempre secondo il Gip, in palese violazione della normativa contemplata nel codice degli appalti che prevede, come regola per l’espletamento della gara per evitare danni alla concorrenza per il pregiudizio a possibili imprese offerenti.

    Oltre alla suddetta omessa preventiva pubblicazione di un bando di gara, Bottino ometteva la redazione di alcun atto di affidamento. “Dunque – scrive Iaselli – il servizio pubblico veniva di fatto affidato alla ditta New Splash Srl, a seguito della sola nota di bottino che intenzionalmente procurava alla ditta un ennesimo ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nell’ammontare dell’importo sopra indicato”.

    Ancora Bottino, con delibera n. 566 del 4 novembre 2008 avviava il procedimento amministrativo, finalizzato all’adozione del provvedimento di recesso unilaterale del suddetto contratto stipulato il 20 aprile del 2005. “Detta delibera scrive il giudice risultava motivata dalla sussistenza, nei confronti della ditta delle cause interdittive di cui all’art. 4 del dlgs 490/94 (interdittiva antimafia ndd), comunicata all’Asl Ce 1 con nota della prefettura di Caserta acquisita al protocollo 11.474 del 20 maggio 2008.

    Dunque – prosegue il Gip – la delibera veniva adottata solo dopo sei mesi dalla comunicazione dell’interdittiva antimafia, in palese violazione degli articoli 4 del decreto legislativo 490/94, dell’art.11 del DPR 252/98 e 94 del Dlgs 159 del 2011. Ancora, il procedimento si concludeva solo in data 3 marzo 2009, con la delibera n. 118 dell’Asl di Caserta, di rescissione unilaterale del contratto in essere con la ditta New Splash, provocando intenzionalmente alla ditta un ennesimo ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nel pagamento del servizio di pulizia prestato fino alla data di risoluzione del contratto. Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’organizzazione camorristica denominata clan Belforte, a cui appartiene Angelo Grillo, operante prevalentemente a Marcianise, Portico di Caserta, Macerata Campania e paesi limitrofi”.

     

    Agg.12.23 - Merita un ulteriore breve approfondimento, la vicenda della gara aggiudicata nel 2006 per 27 milioni di euro alla Co.lo. Coop di Milano e all’Ati composta dalla Derichbourg multiservizi spa e dal Consorzio Conesp. I 13 indagati già citati nell’aggiornamento delle 11.51, secondo il Gip Iaselli avrebbero svolto, nella presunta turbativa d’asta i seguenti ruoli: Giuseppe Gasparin, in qualità di presidente della commissione per l’aggiudicazione della predetta gara d’appalto;

    Angelo Polverino in qualità di consigliere regionale di maggioranza;

    Antonio Rinaldi, in qualità di rappresentante legale della procedura d’appalto della ditta Co.lo. Coop;

    Fiore Ranieri in qualità di amministratore unico della ditta Co.lo. Coop;

    Pasquale De Feudis in qualità di gestore della stessa;

    Lazzaro Luce in qualità di amministratore unico della società Derichebourg multiservizi Spa;

    Antonio Pascarella nella qualità di rappresentante legale della procedura d’appalto della società Derichebourg multiservizi Spa;

    Angelo Grillo, Roberto Grillo, Giuseppe Grillo (figlio di Angelo) e Giuseppe Grillo fu Francesco, alias Peppe o Piezz, in qualità di gestori di fatto;

    Isac Gabraij e altri due soggetti non identificati, in qualità di autori materiali, ed esecutori delle condotte ispirate dai predetti Grillo.

    Segnatamente i pubblici ufficiali operavano attraverso plurime violazioni di legge e false attestazioni, consistite, secondo il Gip Iaselli, nell’assegnare in maniera del tutto arbitraria all’Ati Derichebourg più Consep il punteggio di offerta tecnica di 58,9 punti su 60 disponibili notevolmente superiore a quello delle altre società partecipanti alla gara, agendo anche in violazione dei doveri di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità inerente alle loro funzioni di pubblici ufficiali, con l’aggravante, continua il giudice Iaselli – di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’organizzazione camorristica clan Belforte, a cui appartiene Angelo Grillo  dunque, si tratta di un preannuncio di quella che sarà poi la contestazione del 416 bis ndd) operante prevalentemente a Marcianise, Portico di Caserta e paesi limitrofi, nonchè in relazione alla posizione di Lazzaro Luce e di Antonio Pascarella al fine di agevolare anche l’organizzazione camorristica del Clan dei Casalesi.

    Agg 11,51 - Cominciamo a fare n po’ di ordine tra le stronzate che stanno scrivendo le agenzie. L’articolo 7, cioè l’aggravante di tutti i reati relativo all’aver favorito i clan della camorra, è stato contestato a tutti gli indagati, compreso ad Angelo Polverino. Stiamo parlando dell’articolo 7, della legge 203/91, che non è una cosa leggera, ma si tratta di un concorso esterno a tutti gli effetti.

    Altra cosa è invece  l’associazione di stampo mafioso, regolata dall’articolo 416 bis del codice penale e che, giusto per dire, non è stata contestata neppure a Nicola Cosentino.

    Tra poco vi diremo con precisione per quali degli indagati è stato ipotizzato il reato di partecipazione diretta all’associazione camorristica, ma per il momento possiamo ribadire con certezza che l’articolo 7 è stato contestato a tutti gli indagati. Giusto per fare un esmpio, Giuseppe Gasparin, Angelo Polverino, Angelo Grillo, Roberto Grillo, Giuseppe Grillo di Angelo, Guseppe Grillo, fu Francesco, Pasquale De Feudis, Antonio Rinaldi, Fiore Ranieri, Isuf Gabraj, Lazzaro Luce e Antonio Pascarella, indagati dei reati di turbativa d’asta (353 c. p) in concorso (articolo 110 c.p.) e dell’articolo 7 della già citata legge 203 del 91, che è appunto l’aggravante di aver favorito la camorra, relativamente alla gara, scrive testualmente il Gip Iaselli “a procedura aperta per l’affidamento del servizio di pulizia delle strutture Asl di Caserta per la durata di 3 anni dell’importo complessivo di 27 milioni di euro, al fine di aggiudicare la medesima gara alla ditta Co.lo.coop di Milano e all’ati comnposta dalla ditta Derichebourgh multiservizi S.p.a. e al consorzio Conesp”. Il resto tra poco.

    Agg 11,16 - Gli indagati sono Angelo Grillo, 63 anni di Marcianise; Giuseppe Grillo 31enne, fu Francesco, alias “Pallino”, oppure “Peppe o piezz”, di Marcianise; Giuseppe Grillo 37enne, figlio di Angelo Grillo;  Roberto Grillo, 26 anni, anche lui figlio di Angelo Grillo, ex vicepresidente del Consiglio comunale della sua città; Isaf Gabraj, albanese, 42 anni, domiciliato a Capua; Pasquale De Feudis, 66 anni, residente a Como; Giuseppe Gasparin, ex sindaco di Caserta, attuale direttore amministrativo dell’Asl, al tempo dell’inchiesta che risale a fatti del 2006, dirigente al Provveditorato; Lazzaro Luce, 52 anni, imprenditore di S.Maria a Vico, residente ad Arienzo, attuale presidente del Savoia Calcio, dopo aver guidato, sempre da presidente, il Gladiator e l’Ippogrifo Sarro; Antonio Pascarella, 45enne, nato a S.Felice a Cancello, residente a S.Maria a Vico; Angelo Polverino, 56 anni, consigliere regionale della Campania del Pdl, vicecoordinatore provinciale dello stesso partito, ex consigliere comunale di Caserta; Fiore Ranieri, nato a Toronto, residente Cesano Boscone, 48 anni, legale rappresentante della Co.lo.coop; Antonio Rinaldi, residente a Napoli; Francesco Alfonso Bottino, 71enne, residente a Napoli, attuale direttore generale dell’ospedale S.Anna e S.Sebastiano di Caserta, già direttore generale dell’Asl Ce1 e poi nell’Asl unificata

    Agg 11,03 - Tra gli illeciti riscontrati nell’indagine della procura di Napoli che ha portato a 13 misure cautelari per turbativa d’asta nelle gare per la pulizia nell’ospedale civile di Caserta, e’ emerso checi fu un affidamento del servizio senza gara a un’azienda vicina al clan Belforte, e l’arbitraria proroga per tre anni del contratto avvenuta ben un anno e mezzo prima dello scadere di quello in vigore. La ditta fu anche destinataria di una interdittiva antimafia, ma il contratto con questa fu sospeso dopo 6 mesi dalla comunicazione del provvedimento.

    Dopo la revoca, il contratto fu ‘passato’ a un’azienda riconducibile direttamente ai Casalesi. Quando questo contratto ando’ in scadenza, l’imprenditore vicino ai Belforte estromesso dall’interdittiva tento’ di ritornare titolare dell’appalto in ogni modo, partecipando alla gara attraverso una ditta con sede al Nord Italia. E il presidente della commissione che avrebbe dovuto aggiudicare il servizio fu minacciato, pistole in pugno, perche’ favorisse quell’azienda. Pur intimorito, l’uomo denuncio’ l’episodio, anche se in forma evasiva e sommaria, e in parallelo prese accordi per aggiudicare alla ditta dei Casalesi la gara.

    Le indagini si sono avvalse di tecniche tradizionali, quali servizi di osservazione e pedinamenti nonche’ riscontri di natura documentale, ma anche di intercettazioni ambientali e telefoniche e riprese video. Il giro d’affari degli appalti truccati era milionario

    Agg 10,56 - Il terremoto giudiziario che ha colpito la sanità casertana avrà, indirettamente, anche un contraccolpo politico, dato che fino a quando durerà la detenzione di Angelo Polverino, il vice-coordinatore provinciale del Pdl sarà sospeso dal Consiglio regionale. In sostanza si ripeterà la stessa dinamica di successione che si è attuata con Fabozzi e Lucia Esposito. Il posto di Polverino dovrebbe essere occupato dal primo non eletto, Giuseppe Sagliocco, che però, attualmente, è primo cittadino di Aversa. Il secondo non eletto, invece, è Ventriglia

    Agg 10,46 – Quando Angelo Polverino ha visto i militari dell’Arma sotto casa  è stato improvvisamente colto da un malore. I Carabinieri hanno accompagnato il consigliere regionale presso l’ospedale Civile di Caserta dove è tuttora tenuto sotto controllo. Proprio nel nosocomio casertano, in mattinata, i carabinieri si erano già  recati per notificare l’ordine di custodia cautelare a Francesco Bottino al direttore generale Francesco Bottino

    Agg 10, 35 – Gli appalti dell’ospedale di Caserta al centro dell’inchiesta della Dda di Napoli che ha portato all’arresto del consigliere regionale Angelo Polverino ammonterebbero a decine di milioni di euro. Le ditte coinvolte sarebbero vicine al clan dei Belforte. Nel corso delle indagini, poi, e’ emersa anche una “forte ingerenza dei politici nell’amministrazione degli appalti pubblici, –  dicono i pm – concretizzatasi nel segnalare ai dirigenti Asl da loro stessi nominati, le ditte cui fare aggiudicare le gare”

    Agg 10,19 - Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Napoli dal Gip Iaselli su richiesta del pm della Dda Landolfi. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri e dal personale della Dia

    Agg 9,52 - Gli arrestati sono tredici, accusati, a vario titolo, di turbativa d’asta con l’aggravante dell’articolo 7, concorso esterno in associazione mafiosa e concussione.

    Agg 9,27 - La nostra notizia di primissima mano, ovviamente manca anche dei primi dettagli, ma siccome Casertacece si è molto occupata negli anni delle vicende interne all’Asl, vedendo i nomi degli indagati, riusciamo facilmente a dedurre che l’inchiesta riguarda sicuramente gli appalti per i servizi di pulizia in tutte le sedi dell’Asl di Caserta. I provvedimenti sono ancora in via di esecuzione

    CASERTA - Sono stati colpiti dal provvedimento di custodia cautelare in carcere il consigliere regionale del Pdl Angelo Polverino, gia’ indagato per l’uso improprio di rimborsi erogati ai gruppi consiliari per truffa e peculato, Lazzaro Luce, Giuseppe Gasparin, direttore generale dell’ospedale di Caserta, Pasquale De Feudis, l’imprenditore Angelo Grillo e i figli Giuseppe e Roberto. Mentre Francesco Bottino,  Giuseppe Grillo, nipote di Angelo Grillo, Antonio Pascarella e  Antonio Rinaldi sono sottoposti agli arresti domiciliari.

    PUBBLICATO IL: 7 novembre 2013 ALLE ORE 9:06