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    Arrestati 4 dirigenti della So.ge.fi.l., che si occupa della riscossione tributi anche a CASAL DI PRINCIPE


      14 persone sono indagate. L’operazione eseguita dalla Guardia di Finanza ha interessato soprattutto numerosi comuni della Calabria CASAL DI PRINCIPE –  Sono scattate, stamane, mercoledì, le manette ai polsi per 4 responsabili della società So.ge.fi.l, la ditta specializzata nella riscossione dei tributi. Nell’operazione denominata “Redde rationem”, effettuata dalla Guardia di Finanza, sono stati consegnati […]

     

    14 persone sono indagate. L’operazione eseguita dalla Guardia di Finanza ha interessato soprattutto numerosi comuni della Calabria

    CASAL DI PRINCIPE –  Sono scattate, stamane, mercoledì, le manette ai polsi per 4 responsabili della società So.ge.fi.l, la ditta specializzata nella riscossione dei tributi. Nell’operazione denominata “Redde rationem”, effettuata dalla Guardia di Finanza, sono stati consegnati alla giustizia: Mario Lo Po, 50 anni, la sorella Maria Grazia, 45 anni, Giovanna Trovato, 36 anni, moglie di Lo Po, e il fratello di questa, Leonardo Trovato, 33 anni. Ci sono, poi altri 14 indagati, tra cui alcuni amministratori di comuni calabresi. La Guardia di Finanza ha effettuato delle indagini molto rapide, seppur specialistiche, per arrivare all’arresto dei quattro dirigenti della So.ge.fi.l, i fratelli Lo Po, finiti in carcere, e i fratelli Trovato, ai domiciliari. La societa’, come già scritto in precedenza, si occupa della riscossione dei tributi per circa 80 comuni in Calabria, Basilicata e Campania, tra cui Catanzaro e anche Casal di Principe. Il denaro incamerato pero’, secondo le accuse, era utilizzato per scopi privati dagli arrestati, e solo in minima parte versato ai comuni, tra cui alcuni che sono finiti in dissesto per il mancato incasso.

    Secondo gli inquirenti una volta incassate,  le somme provenienti dalla riscossione, anziche’ essere riversate agli Enti a cui legittimamente spettavano, venivano distratte dagli indagati che le utilizzavano per le proprie esigenze personali. L’appropriazione di danaro pubblico e’ stata quantificata in oltre 15 milioni euro, parte dei quali sono stati utilizzati anche per acquisiti on line su siti e-commerce e per ricaricare carte poste pay in uso agli amministratori della societa’. Dall’analisi della contabilita’ e dei rapporti di conto corrente sono emersi pagamenti per diverse centinaia di migliaia di euro nei confronti degli amministratori stessi e delle imprese a loro collegate per non meglio specificate consulenze, nella piena consapevolezza di una sempre piu’ grave situazione debitoria nei confronti degli Enti. Numerosissimi Comuni, ritrovandosi in stato di dissesto a causa dei mancati introiti tributari (molti di essi si sono visti negare anche i rendiconti dell’attivita’ esattoriale), hanno anche avviato azioni legali presso le autorita’ competenti (Procure della Repubblica, Corte dei Conti, etc.). A carico degli amministratori della societa’ sono stati contestati, inoltre, diversi reati societari, tra cui, in particolare, il falso in bilancio, la formazione fittizia del capitale sociale e l’ostacolo all’esercizio delle funzioni delle Autorita’ pubbliche di vigilanza. In tutto sono state denunciate 13 persone. Contestualmente agli arresti sono in corso di esecuzione sequestri preventivi ai fini della confisca per equivalente di appartamenti, ville, box e terreni nella disponibilita’ di due degli indagati.

     

     

    PUBBLICATO IL: 17 luglio 2013 ALLE ORE 16:00