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    Ammazzò il marito della sorella, che la tradiva: arrestato il suo complice


      L’uomo fu ucciso per motivi sentimentali. La moglie convinse il fratello a commettere l’omicidio e la procura, rappresentata dal pm Luigi Gay, oggi, lunedì, ha chiesto il fermo di un 41enne vicino agli elementi di spicco dei clan locali, che avrebbe aiutato i Campana.   Maddaloni – A conclusione di una complessa indagine, coordinata e […]

    Nelle foto, da sinistra, Antonio Pipiciello, Rosario Campana e Vincenza Campana

     

    L’uomo fu ucciso per motivi sentimentali. La moglie convinse il fratello a commettere l’omicidio e la procura, rappresentata dal pm Luigi Gay, oggi, lunedì, ha chiesto il fermo di un 41enne vicino agli elementi di spicco dei clan locali, che avrebbe aiutato i Campana.

     

    Maddaloni – A conclusione di una complessa indagine, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere – Sezione reati contro la persona e condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, stamane, lunedì, è stato notificato ed eseguito, un decreto di fermo emesso da questo Ufficio nei confronti di:

    Antonio Pipiciello, 41enne di Maddaloni, attualmente detenuto per l’espiazione dì una pena definitiva di 5 mesi per altri reati.

    L’imputazione nei suoi confronti è di concorso in omicidio nella vicenda di  Antonio Palumbo, cavvenuto a Maddaloni il 5 aprile 1997.

    Per lo stesso fatto, nel novembre 2002 furono riconosciuti colpevoli dalla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere e condannati alla pena definitiva di anni 21 la moglie della vittima, Vincenza Campana, quale mandante,  il fratello della donna, Rosario Campana, quale esecutore materiale.

    Le indagini condotte permisero di stabilire che Antonio Palumbo era stato attirato con un inganno in un noccioleto situato nei pressi del cimitero di Maddaloni, lontano dal centro abitato, ove fu barbaramente ucciso a colpi di fucile a canne mozze, caricato con pallettoni.

    Le prime risultanze investigative, che portarono prima al fermo e poi alla condanna dei congiunti della vittima, consentirono di stabilire che l’omicidio era maturato in ambito familiare.

    Gli inquirenti, infatti, accertarono che il movente del delitto era scaturito da una relazione sentimentale che Palumbo avrebbe intrattenuto con una giovane donna. A suscitare l’ira della moglie fu il timore delle svantaggiose conseguenze economiche che sarebbero ricadute su di lei e sulle sue figlie per effetto di un’avventuruosa separazione dal coniuge.

    Difatti, in caso di separazione, avrebbe perso alcuni agi.   Di conseguenza, il fratello della donna, Rosario, pregiudicato, tossicodipendente, esegui l’omicidìo del al fine di trarne un successivo vantaggio economico. Infatti, nella fase iniziale delle indagini gli investigatori documentarono che, ancor prima di avere notizie certe sulla sorte del marito, la donna si era recata in banca per prelevare una cospicua somma dal conto corrente cointestato con il marito, lasciandovi solo un’irrisoria somma. Inoltre aveva sollecitato la restituzione della somma di £ire 13.000.000, data in prestito proprio dal marito;  tutto questo sempre prima del rinvenimento del cadavere.

    All’epoca l’omicidio destò sgomento tra la popolazione, proprio per l’efferatezza con cui era stato commesso.

    La riapertura delle indagini è stata possibile grazie alle dichiarazioni rese da due collaboratori di giustizia, già elementi di  spicco del clan camorristico operante su Maddaloni, i quali, confermando il movente del delitto, hanno indicato Antonio Pipiciello quale complice di Rosario Campana nella consumazione materiale dell’omicidio. Pipiciello, già noto alle forze per i suo trascorsi giudiziari, all’epoca dei fatti manteneva stretti contatti con Rosario Campana perché di “Enzina”, convivente di quest’ultimo.

    Il provvedimento restrittivo emesso nei confronti di Pipiciello è stato adottato sulla base di precisi riscontri alle dichiarazioni dei due collaboratori di giustizia nonché grazie ai risultati di attività tecniche. La gravità del fatto hanno reso infine necessario adottare il citato fermo del PM Luigi Gay.

    PUBBLICATO IL: 17 dicembre 2012 ALLE ORE 12:30