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    AVERSA – Ristoratore minacciato con le bombe, per i propri debiti. Due attentatori arrestati


      L’operazione eseguita dai Carabinieri della città normanna e dai colleghi della Stazione di Lusciano su delega della Procura della Repubblica di Napoli Nord   AVERSA - Nella mattinata di oggi, lunedì, su delega della Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri della Sezione Radiomobile e della Stazione di Lusciano del Reparto Territoriale di Aversa hanno […]

     

    L’operazione eseguita dai Carabinieri della città normanna e dai colleghi della Stazione di Lusciano su delega della Procura della Repubblica di Napoli Nord

     

    AVERSA - Nella mattinata di oggi, lunedì, su delega della Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri della Sezione Radiomobile e della Stazione di Lusciano del Reparto Territoriale di Aversa hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di due indagati, Antonio Capone, di 62 anni e Agostino Capone, di 38 anni, ritenuti responsabili dei reati di detenzione e porto di materiale esplodente per aver fatto esplodere degli ordigni nei pressi di un noto ristorante del centro di Aversa e di un’autovettura. L’attività d’indagine condotta e l’analisi degli ordigni esplosivi e del relativo confezionamento, nonchè la loro non elevata potenzialità offensiva, escludeva fin da subito la matrice camorristica riconducendo le ipotesi investigative riguardo alla criminalità comune, ovvero a problematiche di natura personale.

    Dalle attività investigative, espletate sul conto della P.O. è emerso che questi nella precedente attività di promotore finanziario, è risultato debitore nei confronti di vari soggetti di ingenti somme di denaro. Dal  prosieguo delle indagini infatti è risultato che uno di tali creditori, poi tratto in arresto, al fine di indurre la P.O. a saldare il proprio debito ammontante a centinaia di migliaia di euro aveva, con l’ausilio del padre, dapprima minacciato la vittima anche per telefono e poi il 24 settembre 2013 aveva compiuto un attentato dinamitardo in danno del ristorante di proprietà della moglie della P.O..

    La mancata risoluzione della questione debitoria ha indotto gli indagati a nuove minacce telefoniche, cui è seguito un successivo attentato dinamitardo, questa volta in danno dell’autovettura di proprietà di uno dei familiari della vittima e avvenuto il 03 ottobre 2013 nello spazio antistante l’abitazione delle persone offese.

    Gli indagati dovranno, dunque, rispondere dei reati di concorso in danneggiamento, esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose.

    PUBBLICATO IL: 2 dicembre 2013 ALLE ORE 17:01