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    Aggrediti due giovani rappresentanti della Folletto


    E’ successo a Curti. Un inquilino di una palazzina dove gli agenti Folletto stavano ultimando il proprio giro di lavoro ha ordinato ai due ragazzi di andare via con spintoni e modi non troppo gentili CURTI – Rissa sfiorata a Curti al parco Appio tra un aggressivo inquilino, o apparentemente tale, e due agenti Folletto […]

    E’ successo a Curti. Un inquilino di una palazzina dove gli agenti Folletto stavano ultimando il proprio giro di lavoro ha ordinato ai due ragazzi di andare via con spintoni e modi non troppo gentili

    CURTI – Rissa sfiorata a Curti al parco Appio tra un aggressivo inquilino, o apparentemente tale, e due agenti Folletto colpevoli solo di fare il proprio lavoro.

    Sabato pomeriggio, intorno alle 18, i due agenti regolarmente autorizzati ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 114/98 che regola proprio le attività commerciali (porta a porta compreso), stavano ultimando il loro giro di lavoro nel parco quando da una abitazione del primo piano della palazzina A1 è uscito un giovane sulla trentina poi identificato anche da altri condomini come il figlio del proprietario dell’appartamento (residente però nel napoletano, a suo dire). Invece di chiedere spiegazioni in modo civile, ha perentoriamente ordinato, con un tono molto sopra le righe, ai due di abbandonare il palazzo.

    Inutili i tentativi conciliatori dei due agenti Folletto che, educati e addestrati alla civiltà e al buon senso, hanno cercato di spiegare all’incauto e aggressivo carneade che il porta a porta è una professione regolarmente autorizzata. I due hanno immediatamente esibito il tesserino di riconoscimento dove viene specificata l’abilitazione alla vendita regolata dal codice del commercio, ma a nulla sono valse le spiegazioni “legali”.

    Di fronte alla prevaricazione e alla violenza verbale del signor T. i due non si sono scomposti e neanche quando quest’ultimo ha alzato le mani nel tentativo (miseramente fallito) di spingere verso l’uscita uno dei due, nessuna reazione da parte degli agenti che hanno mantenuto una calma esemplare.

    Ancora più irritato dalla richiesta di uno dei due di chiamare la polizia se si sentiva proprio disturbato e offeso dal loro lavoro, ha alzato i toni della polemica cominciando a qualificarsi egli stesso come una forza dell’ordine ma rifiutandosi di esibire il tesserino professionale (ignorando, evidentemente, che la falsa attestazione professionale è un reato) e chiedendo con insistenza i dati dei due agenti che, non avendo nulla da nascondere, hanno immediatamente fornito ricevendo un laconico silenzio quando hanno richiesto il nominativo del signor T. che solo alla fine del giro di lavoro ha visto i due uscire dal palazzo.

    Un incontro ad alta tensione come pochi ce ne sono per gli agenti Folletto. Pochi incontri spiacevoli il più delle volte dovute all’ignoranza di certi individui che, non conoscendo le leggi e interpretando a proprio uso e consumo quelle (poche) conosciute, fanno una magra figura.

    Paolo Luna

     

    Di seguito, l’articolo 19 del codice del commercio che regola l’attività della vendita “porta a porta” (decreto legislativo 114/98)

    Art. 19

    Vendite effettuate presso il domicilio dei consumatori

    1. La vendita al dettaglio o la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio dei consumatori, è oggetta a previa comunicazione al comune nel quale l’esercente ha la residenza, se persona fisica, o la sede legale.

    2. L’attività può essere iniziata decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 1.

    3. Nella comunicazione deve essere dichiarata la sussistenza dei requisiti di cui all’articolo 5 e il settore merceologico.

    4. Il soggetto di cui al comma 1, che intende avvalersi per l’esercizio dell’attività di incaricati, ne comunica l’elenco all’autorità di pubblica sicurezza del luogo nel quale ha la residenza o la sede legale e risponde agli effetti civili dell’attività dei medesimi. Gli incaricati devono essere in possesso dei requisiti di cui all’articolo 5, comma 2.

    5. L’impresa di cui al comma 1 rilascia un tesserino di riconoscimento alle persone incaricate, che deve ritirare non appena esse perdano i requisiti richiesti dall’articolo 5, comma 2.

    6. Il tesserino di riconoscimento di cui al comma 5 deve essere numerato e aggiornato annualmente, deve contenere le generalità e la fotografia dell’incaricato, l’indicazione a stampa della sede e dei prodotti oggetto dell’attività dell’impresa, nonché del nome del responsabile dell’impresa stessa, e la firma di quest’ultimo e deve essere esposto in modo visibile durante le operazioni di vendita.

    7. Le disposizioni concernenti gli incaricati si applicano anche nel caso di operazioni di vendita a domicilio del consumatore effettuate dal commerciante sulle aree pubbliche in forma itinerante.

    8. Il tesserino di riconoscimento di cui ai commi 5 e 6 è obbligatorio anche per l’imprenditore che effettua personalmente le operazioni disciplinate dal presente articolo.

    9. Alle vendite di cui al presente articolo si applica altresì la disposizione dell’articolo 18, comma 7.

    PUBBLICATO IL: 1 settembre 2013 ALLE ORE 16:08