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    Agg. 11.37 – TUTTE LE FOTO MADDALONI / Coniugi gioiellieri ed usurali distruggono la vita di una commerciante con 6 complici. TUTTI ARRESTATI


    [nggallery id=3] Operazione dei carabinieri della Compagnia della città del Foro.    MADDALONI - A conclusione di un’articolata indagine, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere- Sezione c r i m i n a l i t à economica e finanziaria – il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di S.Maria C.V. ha […]

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    Nelle foto, da sinistra, Tommaso Giglio e e sua moglie Costanza Orso

    Operazione dei carabinieri della Compagnia della città del Foro. 

     

    MADDALONI - A conclusione di un’articolata indagine, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere- Sezione c r i m i n a l i t à economica e finanziaria – il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di S.Maria C.V. ha eseguite) stamane, mercoledì 9 gennaio ha eseguito otto decreti di fermo di indiziato di delitto nei confronti di:

    1 . Tommaso Giglio nato a Maddaloni di 48 anni- titolare di una gioielleria;
    2. Lorenzo Vinciguerra  nato a Maddaloni  di 31 anni – commerciante

    3.Luigi Marciano nato a Maddaloni di 24 anni nullafacente
    4. Francesco Carfora  nato a Maddaloni di 63 anni – nullafacente
    5. Giuseppe Fedele  nato a Maddaloni di 60 anni- commerciante
    6. Michele Cioffi nato a Maddaloni di 64 anni pensionato
    7. Gaetano Galbiati di Caserta 45enne -ex appartenente alla Polizia Penitenziaria

    8. Costanza Orso di  Maddaloni di 40 anni – titolare della gioielleria, in quanto moglie di Tommaso Giglio).
    I reati contestati agli indagali, nei diversi ruoli, riguardano fatti di cui agli articoli 110, 644- 1°2° e 4° comma e.p.(concorso in usura aggravata), 110,56-629 cpv c.p. (concorso in estorsione aggravata) ed altri fatti illeciti collegati, tra cui lesioni personali e furto aggravato.

    L’operazionein questione giunta a conclusione di complesse indagini, a carico dei degli indagati, gravi indiziati di colpevolezza in relazione ai delitti di usura, estorsione e detenzione di armi. L’indagine penale ha avuto origine dalla  di denuncia sporta in data 2 ottobre 2012 da Loredana Stefania Palmieri- titolare di una ricevitoria di Maddaloni-la quale rappresentava dì essere sottoposta ad usura ad opera di alcuni commercianti della zona.
    La donna si è presentata presso gli u f f i c i della Compagnia Carabinieri di S. Maria C.V. accom

    pagnata da Pietro Russo, responsabile provinciale dell’associazione Antiracket , esternando i suoi timori a recarsi al Commissariato di zona ove prestava servizio il fratello di uno dei protagonisti della vicenda che si apprestava a denunciare. Le indagini tecniche- consistite in intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno dimostrato che la denunciante per far fronte ad una crisi di liquiditi insorta nella metà dell’anno 201 1 era stata costretta a richiedere un iniziale prestito a Giuseppe Fedele, il quale si offriva di anticipare a titolo oneroso l’ammontare delle vincite
    superiori all’importo di Euro 2.200.00, fino al quale è consentita la riscossione presso la ricevitoria. La prima elargizione ammontava ad euro 3.000,00 con pagamento di interessi pari ad euro 300.00 con cadenza settimanale.

    Il prestito progressivamente raggiungeva l’importo complessivo di 42.500.00 euro circa per solo capitale, con corresponsione di euro 23.000,00 a titolo di interessi nell’arco di soli sei mesi durante i quali la vittima v e r s a va all’usuraio la somma complessiva di circa 65.000,00 curo.

    L’impossibilità di far fronte alle successive restituzioni induceva la donna a riccorrere a distinti ed ulteriori rapporti di prestito  di fronte alla necessità inevitabile di corrispondere rate in restituzione- maggiorate nell’arco di un solo semestre di interessi elevati ( superiori al 100% rispetto alla solo capitale)- contratti con la ricezione del primo prestito, così da innescare un meccanismo a catena che coinvolgev a  distinti ”creditori”- usurai, successivamente identificali negli arrestati di oggi. L’importo complessivamente ricevuto in prestito dalla Palmieri ammonta a circa 100.000,00 euro, mentre la somma restituita in soli sei mesi è risultata pari al doppio dell’importo medesimo, con corresponsione di interessi usurari in misura superiore al 400 % annuo.
    Degno di nota è il fatto che la vittima usuraia si rivolgeva ad un secondo usuraio per corrispondere le rate di interessi relativi al prestito elargilo dal primo.

    A seguito del rifiuto della donna di esaudire le incessanti richieste degli indagati- invero dettata dall’indisponibilità economica- il (Figlio ed il Marciano non esitavano a formulare esplicite minacce di morte quotidiane nei confronti della Palmieri e del marito oltre che nei confronti delle fìglio minore. I due, ancor più di recente (solo pochi giorni fa) concordavano di appiccare, a scopo intimidatorio  il fuoco all’autovettura della Palmieri che, per  ovvie  ragioni di cautela, è stata ricoverata. L’indole spregiudicata e criminale degli usurai, alcuni dei quali gravati da precedenti specifici- si è spinta al punto da spingere Giglio o Marciano ad aggredire  Antonio Pascarella, dipendente della denunciante, al fine di intimorirla e costringerla a pagare.

    Dalle indagini emerge come quasi tutti gli indagati non abbiano effettuato dichiarazioni dei redditi negli ultimi anni.

    Si sottolinea come, ancora una volta, dalla importante decisione della parte lesa di denunciare i suoi usurai è stato possibile attivare immediatamente ( poco più di un mese di indagini) gli accertamenti, anche patrimoniali, che hanno consentito a quest’ufficio di emettere, alla luce del consistente quadro probatorio acquisito, il presente decreto di fermo.
    Allo stato non emerge alcun concreto collegamento con la criminalità organizzala locale.
    Il prosieguo delle indagini consentirà di far luce sulla reale portata e sulle dimensioni del fenomeno usurario, di cui il provvedimento eseguito rappresenta solo uno spaccato.

     

    Santa Maria Capua Vetere, 9 gennaio 2013

    II Procuratore Aggiunto della Repubblica
    Luigi Gay

    Santa Maria Capua Vetere – Alle prime luci dell’alba è stata eseguita da parte dei Carabinieri del N.O.R.- Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere un’operazione denominata “Dea Bendata”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nell’ambito della quale sono eseguiti otto provvedimenti di fermo del P.M. nei confronti di altrettanti indagati, tutti resisi responsabili dei reati di usura ed estorsione. Nell’ambito dell’attività investigativa è emerso che un gruppo di soggetti ha posto in essere un’attività usuraria nei confronti di una donna, titolare di una ricevitoria del lotto, arrivando ad estorcere alla vittima complessivamente fino a 400,00 al giorno per i soli interessi usurari sulle somme prestate. E’ in corso anche l’esecuzione di decreti di sequestro finalizzati al recupero del denaro illecitamente percepito dagli usurai.

    Ulteriori dettagli verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi alle ore 10.45, presso la Procura della Repubblica di Santa Mara Capua Vetere.

    PUBBLICATO IL: 9 gennaio 2013 ALLE ORE 10:18