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    CURTI / Accusato di bancarotta fraudolenta, assolto il titolare dell’impresa Cira


      Con lui assolto anche l’acquirente dell’immobile su cui la procura temeva vi fosse stata una simulazione per eludere i creditori.  CURTI - Assolti dall’accusa di bancarotta fraudolenta un imprenditore di Curti ed il suo coimputato. Antonio Rauccio,titolare della CIRA,azienda che commercializzava prodotti dolciari in provincia di Caserta e Antonio Zibella,accusati di bancarotta fraudolenta,sono stati assolti dal […]

     

    Con lui assolto anche l’acquirente dell’immobile su cui la procura temeva vi fosse stata una simulazione per eludere i creditori. 

    CURTI - Assolti dall’accusa di bancarotta fraudolenta un imprenditore di Curti ed il suo coimputato.
    Antonio Rauccio,titolare della CIRA,azienda che commercializzava prodotti dolciari in provincia di Caserta e Antonio Zibella,accusati di bancarotta fraudolenta,sono stati assolti dal Tribunale di S.Maria Capua Vetere, II^ sezione penale,perchè il fatto non sussiste. Questi i fatti. La Società di cui era amministratore  Rauccio,fu dichiarata fallita dal Tribunale di S.Maria; nel corso della istruttoria fallimentare il Curatore nominato dal Tribunale accertò che il dissesto era dovuto a debiti contratti dall’azienda con le banche e soprattutto a causa delle richieste dell’Equitalia; la ditta,venuta meno l’esclusiva commerciale per alcuni prodotti alimentari, aveva vissuto un periodo di crisi nelle vendite.
    Il curatore apprese che circa due anni prima del fallimento Rauccio aveva alienato un appartamento Zibella,con regolare atto notarile, per cui la curatela iniziò l’azione revocatoria sul bene e gli atti vennero inviati alla Procura della Repubblica in quanto l’atto notarile venne ritenuto simulato; il P.M. chiese il rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta per entrambi ritenendo che l’atto era stato posto in essere in modo simulato e che la vendita era stata effettuata ad un prezzo di gran lunga inferiore a quello del valore effettivo al fine di sottrarre garanzie ai creditori del fallimento. All’udienza del 15 maggio il P.M. ha chiesto per gli imputati la condanna ad anni due e mesi sei di reclusione,ma il Tribunale mandava assolti entrambi perchè il fatto non sussiste. Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Vincenzo Russo e Federico Simoncelli

    PUBBLICATO IL: 15 maggio 2013 ALLE ORE 19:03