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    A 5 ANNI DALLA STRAGE DI SAN GENNARO – Castel Volturno è ancora una “città vuota”


      Stamane, mercoledì, kermesse di commemorazione per l’omicidio dei 6 stranieri uccisi dal gruppo di fuoco di Setola.  CASTEL VOLTURNO – Sono trascorsi 5 anni da quel 18 settembre del 2008, quando il gruppo di fuoco di Giuseppe Setola aprì il fuoco contro alcuni extracomunitari seduti fuori la lavanderia Ob Ob exotic fascions di Ischitella. Rimasero […]

    Nella foto, il luogo della strage di San Gennaro

     

    Stamane, mercoledì, kermesse di commemorazione per l’omicidio dei 6 stranieri uccisi dal gruppo di fuoco di Setola. 

    CASTEL VOLTURNO – Sono trascorsi 5 anni da quel 18 settembre del 2008, quando il gruppo di fuoco di Giuseppe Setola aprì il fuoco contro alcuni extracomunitari seduti fuori la lavanderia Ob Ob exotic fascions di Ischitella. Rimasero uccisi sei africani e proprio stamane, mercoledì, mediante una kermesse commemorativa tenutasi in loco sono state ricordate quelle vittime.

    Dopo 5 anni da quella notte di sangue e di proiettili sparati all’impazzata, numerose sono state le operazioni di polizia eseguite in loco, svariati sono i procedimenti giudiziari ancora in corso, a carico degli esecutori materiali della strage, e molteplici sono state le iniziative della società civile che ha tentato di promuovere un’immagine diversa della Castel Volturno che conosciamo noi.

    Ma per chi vive da anni in loco sembra che quella buriana che si è abbattuta sulla città all’inizio dell’evento delittuso, fatta di slogan, di articoli giornalistici sconvolgenti, di mobilitazioni pubbliche e politiche, di passerelle istituzionali si è, poi, un po’ affievolita. Risultato: l’operazione dei repulisti ha bonificato il terreno dalle “erbacce”, ma resta ancora qualche difficoltà nel piantare una nuova coltura che produca frutti nuovi e sani.

    A fatica si affrontano questioni e problematiche ormai endemiche al territorio che affondano le loro radici in un passato che produce continuamente conseguenze ed effetti nella storia dell’associazionismo locale, del mondo della politica e nelle attività da mettere in cantiere.

    Sembra quasi di vivere in un paese in “stand by”, in un paese che attende la sua rinascita, ma brancola ancora nella cultura del proprio passato, nella nebbia dei propri misfatti.

    Si vive perennemente, per così dire, in una città svuotata e vuota di contenuti culturali nuovi e variegati. Intanto i copiosi ritardi accumulatisi nel tempo, nelle scelte politiche da prendere per concedere un futuro alla città, stanno continuando a condizionare lo sviluppo di Castel Volturno.

    Max Ive

     

    PUBBLICATO IL: 18 settembre 2013 ALLE ORE 15:51