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    L’EDITORIALE – Gaetano Piccirillo morto a terra, i genitori in ginocchio che lo piangono e la vergogna dell’indifferenza e delle attivita’ didattiche che sono continuate senza alcuna limitazione e senza alcun rispetto


      Nell’estate scorsa anche Napolitano si è indignato davanti all’atteggiamento dei bagnanti che hanno continuato i loro divertimenti davanti ad un cadavere riverso sulla spiaggia. Questa è anche peggiore e se il Preside della facoltà di Ingegneria, Piero Salatino, avesse un minimo di dignità professionale dovrebbe dimettersi. Ma, naturalmente, non lo farà CASERTA - Quella […]

    Nella foto, da sinistra il Preside della Facoltà di Ingegneria di Napoli, Piero Salatino, a destra Gaetano Piccirillo

     

    Nell’estate scorsa anche Napolitano si è indignato davanti all’atteggiamento dei bagnanti che hanno continuato i loro divertimenti davanti ad un cadavere riverso sulla spiaggia. Questa è anche peggiore e se il Preside della facoltà di Ingegneria, Piero Salatino, avesse un minimo di dignità professionale dovrebbe dimettersi. Ma, naturalmente, non lo farà

    CASERTA - Quella scena di autentico, lancinante e insondabile dolore faceva a pugni con quella delle altre aule, ancora piene e brulicanti di studenti, di attività didattiche che proseguivano nella totale indifferenza, neanche fosse morto un animale, ammesso e non concesso che con un animale ci si possa comportare così. Quel padre e quella madre inginocchiati, che piangevano davanti al corpo del proprio figlio, che avevano lasciato vivo, fiducioso ed emozionato per il suo primo esame e che ora vedevano lì, senza vita, straniti e forse speranzosi che tutto quello che stavano vedendo fosse solo un incubo.

    Attorno a quella scena, si consumava un altro dramma: il dramma del sentimento ma anche della ragione che in un’università, ma soprattutto in quell’università dovrebbe rappresentare una indelebile e indistruttibile stella polare.

    In questa ultima estate, molto si è parlato, molto si è scritto e molto si è polemizzato sull’atteggiamento dei vacanzieri da spiaggia, che non hanno smesso di fare il bagno, di giocare a racchettoni, al cospetto di un cadavere, riposto pietosamente sulla riva, dopo che il mare lo aveva affogato. Per l’occasione anche il Presidente della Repubblica, Napolitano, si è indignato. Quella vista ieri, nel palazzo della facoltà di Ingegneria è una scena ancora peggiore, visto che si è consumata in un luogo in cui si dovrebbero costruire i nuovi ingegni, le nuove classi dirigenti, il nervo professionale ma anche morale di questo Paese.

    Non aver fermato, immediatamente tutte le attività di fronte a quella tragedia, che colpiva, per di più uno studente, un componente di quella comunità accademica, fa capire che il tratto dell’umanità, del valore sacrale di una socialità che non necessariamente deve essere collegata a valori religiosi, ma che trova in altri valori, quelli universali che sono scritti a lettere indelebili nei documenti morali più importanti approvati dai grandi consessi della democrazia, non appartengono più purtroppo, a quelle istituzioni che dovrebbero rappresentare un punto di riferimento esemplare per la riaffermazione, ma forse sarebbe ancora più preciso dire, per la custodia imperitura del primato di questi valori, che nè il tempo, nè le rivoluzioni culturali scientifiche ne le revisioni morali possono scalfire o anche solo porre in discussione.

    La pìetas non appartiene solo all’esercizio di una buona esistenza da parte di un altrettanto buon cristiano. Attraversa i secoli, i millenni, e in nessun consesso sociale e civile che non sia infiltrato, manomesso fino ad essere dominato dal nullismo e dal relativismo, ha sempre rappresentato una reazione a momenti umanissimi, come quello di ieri, davanti a cui era giusto fermarsi e riflettere. Bestiale, autenticamente bestiale il fatto che questo non sia capitato ieri, davanti al povero corpo di Gaetano Piccirillo.

     

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 8 gennaio 2014 ALLE ORE 12:41