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    IL VIDEO / La Reggia «Patrimonio dell’umanità», ma quale umanità ?


    E’ probabile che le transenne restino a far da cornice al monumento vanvitelliano anche nei giorni delle festività natalizie.  Quando la manutenzione è l’ultimo pensiero.  Si sa: la lingua italiana è capricciosa e, se non si è attenti, si può incappare in qualche errore. Nel nostro caso, non grammaticale, ma semantico. La parola umanità può […]

    E’ probabile che le transenne restino a far da cornice al monumento vanvitelliano anche nei giorni delle festività natalizie.  Quando la manutenzione è l’ultimo pensiero. 

    Si sa: la lingua italiana è capricciosa e, se non si è attenti, si può incappare in qualche errore. Nel nostro caso, non grammaticale, ma semantico. La parola umanità può essere interpretata in due modi diversi, quanto distanti tra loro.

    L’umanità, come la totalità degli uomini che popolano la Terra, nelle sue più bizzarre e grottesche sfumature; il complesso di individui che, quotidianamente, partecipa al grande moto che è la vita.

    L’umanità, l’altra umanità: quella più rara, quanto preziosa, oggigiorno. L’insieme di doti e sentimenti ,solitamente positivi, che si ritengono propri dell’uomo e lo distinguono dalle bestie.

    Da più di un mese, da quando il Palazzo vanvitelliano appare come un cantiere a cielo aperto; da quando la caduta di un capitello ha richiesto il transennamento – probabile che resti anche nei giorni di Natale e oltre – dell’area antistante l’entrata , ci chiediamo a quale umanità si riferiscono lor signori, quando, sprezzanti dell’ambiguità semantica, parlano di Reggia come «Patrimonio dell’umanità».

    Leo Longanesi amava ripetere che «gli italiani, alle manutenzioni, preferiscono le inaugurazioni». E, forse, tutti i torti non li aveva. Ennò!

    Giovanni Vanore

     

    PUBBLICATO IL: 26 novembre 2012 ALLE ORE 10:30