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    UFFICI DEL GIUDICE DI PACE / “Guerra fredda” tra i sindaci di Sessa Aurunca e Cellole, Tommasino e Izzo


    La fascia tricolore del comune litoraneo rispedisce le accuse al mittente.”I ritardi nell’apertura della sede giudiziaria sono da addossare al Ministero di Grazia e Giustizia” CELLOLE -  “Il sindaco di Sessa Aurunca, Luigi Tommasino, sta tentando di rompere gli equilibri tra le due comunità. Questo non è il modo di agire, scaricando la responsabilità della […]

    Nelle foto, da sinistra, i sindaci di Cellole e Sessa Aurunca, Aldo Izzo e Luigi Tommasino

    La fascia tricolore del comune litoraneo rispedisce le accuse al mittente.”I ritardi nell’apertura della sede giudiziaria sono da addossare al Ministero di Grazia e Giustizia”

    CELLOLE -  “Il sindaco di Sessa Aurunca, Luigi Tommasino, sta tentando di rompere gli equilibri tra le due comunità. Questo non è il modo di agire, scaricando la responsabilità della soppressione degli uffici del giudice di pace sulla mia amministrazione, responsabilità che è da addossare solo al Ministero di Grazia e Giustizia”. E’ guerra fredda ormai tra il sindaco di Cellole, Aldo Izzo, ed il suo collega di Sessa Aurunca, dopo le accuse che quest’ultimo gli ha mosso relativamente ai ritardi nella riapertura degli uffici del giudice di pace. I due Comuni, infatti, insieme ad altri limitrofi hanno sottoscritto qualche tempo fa una convenzione in base alla quale ogni Ente mette a disposizione una cifra per consentire il mantenimento degli uffici. Al Comune di Cellole spetterebbe il quindici per cento della spesa “ma dobbiamo sapere la somma che il Comune dovrà mettere a disposizione per mantenere l’ufficio del giudice di pace- ha continuato il sindaco Izzo-, anche perché senza la quantificazione della spesa la procedura è illegittima. Ma soprattutto perché, in virtù della trasparenza amministrativa, ogni singolo cittadino della mia città deve conoscere quanto spende per questa convenzione. Questo è il nostro modo di agire”, ha spiegato.
    Il medico di Cellole ha spiegato che il Comune ha aderito a questa iniziativa mettendo a disposizione il 15% della somma totale ma che non può procedere a firmare la convenzione senza aver quantificato tale percentuale. I responsabili comunali ritengono che senza sapere la somma la procedura è illegittima e non si può procedere con la convenzione.

    PUBBLICATO IL: 30 aprile 2013 ALLE ORE 18:03