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    TUTTE LE FOTO – LA NOTA Consorzio Agrario, in 26 allo stremo senza stipendio da 6 mesi. Porte aperte a Casertace, ma senza sconti neppure per loro


          Ma quello che sta accadendo non sta certo succedendo per caso o per sfortuna   CASERTA – In queste circostanze, è un po’ difficile affrontare la stringente realtà della cronaca col piglio del commentatore evidenziando le cause del male che si va a raccontare. Difficile soffermarsi a lungo sulla storia recente e meno […]

     

    Nella foto: Lo striscione fuori al Consorzio

     

     

    Ma quello che sta accadendo non sta certo succedendo per caso o per sfortuna

     

    CASERTA – In queste circostanze, è un po’ difficile affrontare la stringente realtà della cronaca col piglio del commentatore evidenziando le cause del male che si va a raccontare.

    Difficile soffermarsi a lungo sulla storia recente e meno recente dei consorzi agrari della Campania e del modo dissennato con cui sono stati gestiti, allo scopo di alimentare le fortune politiche ed economiche di pochi, a scapito di una normale, solo normale e niente di più, gestione del pubblico danaro. Clientele, ruberie assortite. Ed oggi, naturalmente, la distruzione totale, avvenuta per spoliazione. I cittadini della Campania, scuoiati dalle tasse anche per mantenere questi carrozzoni.

    Ci fermiamo qui, perchè oggi è giusto soffermarsi soprattutto sugli effetti di questa criminale gestione. 26 dipendenti del Consorzio Agrario di Caserta, la cui sede si trova nel Comune di San Nicola la Strada a pochi passi da Viale Carlo III e quindi dal capoluogo, senza stipendio da 6 mesi, hanno espresso tutta la loro rabbia, che si alterna alla desolazione in una manifestazione, di cui pubblichiamo le foto.

    Casertace è stata chiamata in causa anche da queste persone, come lo è stata dai dipendenti del Consorzio Unico dei Rifiuti. Chiamano noi e non gli altri, chiamano noi che non abbiamo mai fatto sconti in passato neppure a queste persone, a questi lavoratori, troppo spesso poco lavoratori, ritenendo anche loro strumenti  e, in qualche circostanza, artefici di una cultura clientelare che ha distrutto il tessuto dell’economia, ma anche della convivenza civile meridionale. Chiamano noi e non gli altri perchè sanno bene, i dipendenti del Consorzio Agrario, che qui a Casertace, l’informazione è no limits, nel senso che non ce ne frega un cazzo dei poteri e dei potentati di questa terra sventurata, anzi, quei poteri e quei potentati politicanti, camorristici e paracamorristici, noi lottiamo per demolire.

    Porte aperte, dunque, anche ai dipendenti del Consorzio Agrario, i quali, però, sappiano bene che Casertace  non ha una linea politica, nel senso banale del termine, ma ha una linea culturale, quella della cultura liberale che considera la produttività, l’efficienza, la competitività dei processi economici e produttivi, l’unica strada per lo sviluppo.

    E chi mastica bene e anche solo benino questi concetti, si rende conto che un posto di lavoro, per essere efficiente, produttivo, competitivo, deve essere prima di tutto meritocratico e soprattutto misurabile nella sua espressione reddituale. Tutte cose che al Consorzio Agrario di Caserta e nei vari carrozzoni del parastato mai morto, soprattutto al sud, non sanno nemmeno che cosa siano.

    Gianluigi Guarino

     

     

     

     

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 27 dicembre 2013 ALLE ORE 9:36