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    TRIBUNALE DI SANTA MARIA C.V. perde altri pezzi. ECCO I COMUNI dell’Alto Casertano che vanno con Cassino


    Duro intervento del parlamentare in Commissione Giustizia. Sarro dice no alla giurisdizione del tribunale di Cassino  PIEDIMONTE MATESE - Dura presa di posizione del vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Carlo Sarro, sull’ipotesi dello scorporo dei Comuni dell’Alto Casertano dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e la loro aggregazione a Cassino. Nella seduta […]

    Duro intervento del parlamentare in Commissione Giustizia. Sarro dice no alla giurisdizione del tribunale di Cassino 

    PIEDIMONTE MATESE - Dura presa di posizione del vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Carlo Sarro, sull’ipotesi dello scorporo dei Comuni dell’Alto Casertano dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e la loro aggregazione a Cassino.

    Nella seduta odierna della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, il vicepresidente,  Carlo Sarro, si è fermamente opposto all’ipotesi di ridefinire nuovamente i confini del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, assegnando i comuni di Vairano, Pietravairano, Tora e Picilli, Caianello, Marzano Appio, Roccamonfina e Conca della Campania al Tribunale di Cassino.

    “Attraverso questa eventuale rivisitazione nell’ambito territoriale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si tenderebbe a ristringere ulteriormente il bacino territoriale di competenza, provocando una preoccupante compromissione dell’attività giudiziaria già seriamente intaccata con il precedente provvedimento istitutivo del Tribunale di Napoli Nord, per effetto del quale già venti Comuni sono stati scorporati.

    In pratica se anche questa variazione venisse apportata, si perverrebbe al paradossale risultato – caso unico in Italia – di smembrare la Provincia di Caserta in tre comprensori ripartiti fra tre tribunali: Santa Maria Capua Vetere, Napoli Nord e Cassino. Il tutto in barba al tanto declamato modello Caserta del quale in tanti si riempiono la bocca durante le interviste televisive e i convegni/dibattiti, per poi rimanere silenti quando, attraverso decisioni come questa, di fatto si rischia di vanificare ogni efficace azione di contrasto alla criminalità   ordinaria e a quella organizzata”.

    PUBBLICATO IL: 10 dicembre 2013 ALLE ORE 17:53