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    TRANSENNOPOLI. CASERTA, “LA TERRA DEI CACHI”: ce ne sono più che a Londra o a New York. Tutto per i quattrini di un privato


    La metafora dell’ormai storica canzone di “Elio e le storie tese” (CLICCA QUI PER ASCOLTARLA) si adatta molto bene al racconto contenuto nella lettera scrittaci da un nostro internauta e che parla dell’incredibile e orribile proliferazione delle transenne in città.  CASERTA - E’ una lettera che non ha bisogno di una prefazione lunga ed impegnativa, […]

    La metafora dell’ormai storica canzone di “Elio e le storie tese” (CLICCA QUI PER ASCOLTARLA) si adatta molto bene al racconto contenuto nella lettera scrittaci da un nostro internauta e che parla dell’incredibile e orribile proliferazione delle transenne in città. 

    CASERTA - E’ una lettera che non ha bisogno di una prefazione lunga ed impegnativa, quella scrittaci dal nostro lettore Roberto Morgillo. Non ha bisogno perché nello scritto si stampa una fotografia impietosa di quello che è la città di Caserta in questi tempi di grami di decadenza culturale, morale, materiale. Morgillo affronta la questione delle transenne che dovrebbe servire a protezione dei pedoni o per segnalare degli ostacoli all’automobilista. All’interno degli spazi di quelle transenne capita anche e capita in molte alte città d’Europa e del mondo, che vengano inseriti degli annunci pubblicitari. Dunque, la causa è legata all’assolvimento di un servizio pubblico. L’effetto è l’esplicazione di questa qualità legata al medesimo servizio e per una piccola parte la possibilità che il comune da ad aziende private di fare un business legittimo, associato però anche ad un entrata che il comune deve avere.

    A Caserta non funzione così. Il quadro è completamente ribaltato. Qui hanno messo un milione di transennne dappertutto. Sui marciapiedi, sulle scale, sui cavalcavia. Una roba impressionante. Allora, questo che significa? Che Caserta è piena di luoghi pericolosi che vanno protetti  con questi dispositivi? Stupidaggini. Qui le transenne sono nate distorcendo e manipolando il loro obbiettivo pubblico. Sono nate per consentire ad un p privato di fare una montagna di quattrini con gli spazi pubblicitari.

    Avete capito che città è Caserta. Qui è tutta speculazione. La politica non trascorre un secondo del suo tempo a pensare all’interesse pubblico. E questa vicenda delle transenne lo dimostra. Bella la parte della lettera di Morgillo quando sgrana il rosario degli abusivati, ormai istituzionalizzati, a Caserta. Un passaggio che evoca una famosa canzone degli anni ’90, molto significativa e spietatamente esemplificativa dei vizi italici, cantata dal gruppo Elio e Le Storie Tese nel 1996 a San Remo (CLICCA QUI PER ASCOLTARLA). Si chiama “La terra di cachi” e parlava dell’Italia. Oggi possiamo applicare benissimo quel titolo a questa città. E sapete quale era la metafora del loto, dei cachi, che quella canzone esplicitò? I cachi sono frutti autunnali, dolci, buoni da mangiare, belli, ma, per quel che riguarda quella particolare specie che diventa rosso fuoco e si apre e si mangia col cucchiaino, quando cadono al suolo “scacazzano” tutto, e di scacazzamenti, a Caserta, ce ne sono a bizzeffe, in tutti i luoghi. Le transenne sono tra gli scacazzamenti più visibili.

    Gianluigi Guarino

    LA LETTERA

    Benvenuti a TRANSENNOPOLI!

    Le transenne(e le torri/panchine) sono diventate parte del paesaggio urbano che l’ amministrazione Del Gaudio, indifferente alla vivibilità, alla viabilità e al decoro cittadino, offre ai suoi abitanti e ai turisti.
    Se ne vedono dappertutto, in ogni angolo della città, soprattutto dove non servono. Sono tantissime, più numerose di quelle presenti a Napoli( a New York, Londra, Parigi,in genere,  non se ne vedono!).
    Vengono lette come un escamotage per giustificare l’installazione di centinaia di impianti pubblicitari : a vederle, infatti, sembrano la versione mignon dei cartelloni 6×3 che già assediano ogni zona della città.
    Fanno immaginare lauti e facilissimi guadagni per chi li gestisce.
    Le centinaia di (finte)transenne e torri/panchine, oltre che brutte, incoerenti  e invadenti, hanno dato il definitivo colpo di grazia a questa città che, mai come adesso, offre ai visitatori strade/piazze sporche e dissestate, venditori e parcheggiatori abusivi, sagre paesane, pubblicità abusiva, ecc., che sarebbero inaccettabili nel quarto mondo.
    In ogni caso il sindaco non ha tempo per affrontare  l’argomento. Deve twittare.
    saluti
    Roberto Morgillo

    PUBBLICATO IL: 22 agosto 2013 ALLE ORE 16:47