Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    TERRA DI LAVORO SPA – Dopo Gricignano, ecco Arzano: secondo fallimento delle poste private. Mai visto un atto notificato senza la firma del destinatario? Con Silvio Sgueglia si può


            Inizia la terza inchiesta, che risulterà come le altre, inutile, nonostante l’attenzione e il rigore documentale che hanno sempre contraddistinto il nostro lavoro, su questo carrozzone clientelare, che continua a sprecare milioni e milioni di risorse pubbliche attraverso una gestione stravagante, incompetente e, molto spesso, folkloristica     CASERTA – Veramente […]

     

     

     

    Nella foto, Silvio Sgueglia

     

    Inizia la terza inchiesta, che risulterà come le altre, inutile, nonostante l’attenzione e il rigore documentale che hanno sempre contraddistinto il nostro lavoro, su questo carrozzone clientelare, che continua a sprecare milioni e milioni di risorse pubbliche attraverso una gestione stravagante, incompetente e, molto spesso, folkloristica

     

     

    CASERTA – Veramente nostro malgrado, perchè di questa storia ne abbiamo veramente abbastanza, siamo costretti ad occuparci di nuovo delle tragicomiche vicende relative alla gestione di Terra di Lavoro Spa, la società partecipata interamente dall’amministrazione provinciale che si occupa, con pessimi risultati, di segnaletica orizzontale, di manutenzione degli edifici scolastici o locati dalla stessa Provincia, e anche di quello che può essere considerato il fiore all’occhiello della sua non attività: gli impianti termici presenti nelle case dei casertani.

    Nostro malgrado perchè nonostante le lunghe, circostanziatissime inchieste portate avanti da questo giornale, sin dai tempi in cui era targato “.it” e non ancora “.net”, non si è mossa uno straccio di inchiesta da parte di chi ha il dovere di promuovere l’azione penale.

    Ma le segnalazioni si moltiplicano e, quindi, non ci possiamo tirare indietro.

    Ci occupiamo, oggi, di uno degli aspetti più inquietanti e incredibili della gestione. Il giorno 17 ottobre 2011, in un nostro articolo, bollavamo di infamia l’affidamento ad una semisconosciuta posta privata di Gricignano, la Universal Post, di tutta una filiera che, partendo dall’acquisizione di dati personali dei capifamiglia, avrebbe dovuto condurre fino alla consegna di un avviso di mancato pagamento dell’autocertificazione dell’impianto termico.

    Oltre ad aver mosso delle molto argomentate perplessità sul fatto che un soggetto privato, seppure in forza di un mandato di un soggetto pubblico, potesse prendere visione di decine di migliaia di dati personali di cittadini dell’intera provincia di Caserta, ci ponemmo, sempre nell’articolo citato dell’ottobre 2011, anche delle domande, in realtà molto retoriche e non autenticamente dubitative, sul fatto che questa operazione, al tempo orchestrata dal duo composto da Nicola Diana, il famoso cognato di Giovanni Cosentino, e Silvio Sgueglia, potesse raggiungere un seppur piccolo risultato positivo.

    Naturalmente, nessuno ci ascoltò, e tutta l’impalcatura di questo affidamento, che poco non è costato alle casse pubbliche di Terra di Lavoro Spa, è crollata.

    Errare è umano, perseverare è diabolico. Che cosa ha pensato, a questo punto, il signor Massimo Carfora Lettieri, da poco meno di due anni presidente di Terra di Lavoro Spa: siccome una semisconosciuta posta privata di Gricignano non è riuscita a combinare nulla, sapete che facciamo?

    Davanti a questa domanda uno può pensare a un rinsavimento, ad una resipiscenza e, dunque, ad un affidamento del servizio alla mano pubblica di Poste Italiane, che essendo dotata di postini che conoscono il territorio famiglia per famiglia, difficilmente potrà fallire un recapito.

    E invece no.

    Da Gricignano varchiamo i confini della provincia e ci trasferiamo, addirittura, ad Arzano. E così, le insegne semianonime della Universal Post vengono avvicendate da quelle anonime della Sailpost Rtr, con sede, appunto, ad Arzano e Casoria. Quelle decine di migliaia di dati personali rimasti in non meglio precisati archivi gricignanesi, sono stati acquisiti anche negli archivi casorian-arzanesi.

    Va a finire che, tra poco, la privacy dei casertani diventerà una vera e propria barzelletta, roba che Wikileaks ci farà un baffo.

    Giustamente, per onorare il presidente, Massimo Carfora Lettieri, uno dei primi Comuni di cui il nuovo operatore postale si è occupato, con il proprio personale, di cui non sono noti nè il livello di formazione nè la provenienza territoriale, è stato quello di San Felice a Cancello, del quale Carfora Lettieri è originario e in cui forse è anche ancora residente.

    Premessa propedeutica: San Felice a Cancello conta circa 20mila abitanti e, ipotizzando un po’ a larghe spanne, poco meno di 5mila nuclei familiari.

    Siccome quelli della Sailpost Rtr si sono mossi con l’elenco dei capifamiglia, fornito a Terra di Lavoro Spa dai Comuni della provincia di Caserta, e siccome uno dei capitoli più sconcertanti di questa lunga trama di idiozie ripetute senza soluzione di continuità è rappresentata dal fatto che l’avviso di mancato pagamento è stato spedito indistintamente al 100% dei capifamiglia rilevati, allora possiamo dire tranquillamente che il target, i bersagli di queste consegne erano circa 5mila famiglie.

    Ebbene, qui comincia il solito pianto: circa 2mila di queste lettere non sono state recapitate, non sono andate a buon fine, in quanto, gli improbabili ragazzotti della Sailpost Rtr hanno dichiarato di non essere riusciti a rintracciare l’utente.

    Ma non finisce qui. Sulle circa 3mila lettere recapitate, almeno il 50% sono risultate del tutto inutili, visto che le persone che abitavano l’appartamento o la casa hanno dimostrato, contratti alla mano, di non avere alcun obbligo di pagamento.

    E il motivo va spiegato, perchè anche in questo motivo ti rendi conto di come vengano spesi i soldi pubblici in questo Paese e nel sud in particolare.

    L’anagrafe dei capifamiglia messa a disposizione di terra di Lavoro Spa è, infatti, attuale, cioè relativa ai giorni nostri. Per cui fotografa, pressochè esattamente, chi abita in queste ore in questa o in quell’altra casa.

    Un minimo di logica porta a pensare che risulta efficace, rispetto a questo target, una imputazione di pagamento relativo a una caldaia, cioè a un’utenza sovrapponibile, temporalmente, ai dati acquisiti dei capifamiglia.

    Al massimo, pur non avendo la certezza di cogliere nel segno, puoi pensare che coi dati dei capifamiglia relativi al 2013 puoi lavorare all’esazione dei ruoli del 2012, al limite del 2011.

    I professori di Terra di Lavoro Spa, invece, con i dati delle residenze attuali pretenderebbero di recuperare i titoli non pagati dell’anno 2009, come scritto testualmente nella lettera recapitata.

    Risultato di questa cretineria, è, appunto, quello che nella metà degli appartamenti o ci abitano persone diverse da quelle che ci abitavano nel 2009 e che non hanno pagato allora, e valli a pescare adesso, oppure quelli che ci abitano adesso sono gli stessi che ci abitavano nel 2009, ma nel 2009 l’appartamento in questione era autocertificato regolarmente a nome di un altro componente del nucleo familiare.

    Oppure ancora, nel 2009, l’impianto termico non c’era proprio, oppure ancora non c’era nè nel 2009 e neppure adesso.

    Autenticamente demenziale.

    Siccome Terra di Lavoro Spa è un luogo no limits anche della cretineria e della demenzialità, accade che di fronte a questo profluvio di denaro pubblico, sprecato senza ritegno, non si venga percorsi da un sussulto di dignità etica, da una seria riflessione sull’assurdità del sistema di recupero delle somme non riscosse.

    In tutto quello che Terra di Lavoro Spa ha compiuto negli ultimi anni non si è neppure intravisto un metodo rigoroso, affidabile, prima di tutto nella formazione di un elemento cardinale rappresentato da un’anagrafe che abbia un senso rispetto al recupero dei soldi non versati con l’ordinaria autocertificazione.

    Siccome di fronte a ciò non ci si vuol fermare, ma si vuol continuare a fare qualcosa purchessia per giustificare la propria presenza e il proprio stipendio, allora facciamoci ancora del male.

    Ghe pensi mi“: davanti al fallimento di due poste private, costate una montagna di quattrini, e senza aver mai fatto provare l’impresa alle poste pubbliche, il mitico Silvio Sgueglia, che in questo racconto non poteva mancare, ha fatto irruzione sulla scena, affermando che lui avrebbe risolto il problema, probabilmente come l’ha risolto negli anni scorsi, come lo ha risolto alla maniera che abbiamo raccontato in almeno venti articoli scritti su Terra di Lavoro Spa dal 2009 in poi.

    Ha chiamato il suo gruppo d’assalto (ve li ricordate gli spericolati sturacessi di cui scrivevamo quattro o cinque anni fa?) e ha detto loro: andate e fatevi onore.

    Mo’, ammesso e non concesso che un dipendente con la qualifica di operaio possa trasformarsi, senza aver frequentato nemmeno uno straccio di corso di formazione, in un ufficiale notificatore di atti amministrativi che attestano, in sostanza, un’inadempienza da parte del cittadino-contribuente; dando pure per buono che nella libera repubblica di Terra di lavoro Spa possa verificarsi questa forma di metamorfosi professionale dal rango operaio a quello di funzionario amministrativo, attraverso il segno dell’imposizione della spada di papa Silvio Sgueglia, per quale motivo, gli sturacessi dovrebbero riuscire a fare di più, nella ricerca degli inafferrabili evasori, rispetto a quello che non sono riuscite a fare le poste private? Ovviamente, non ci riescono.

    Però, siccome anche gli sturacessi devono dare un senso o fare finta di dare un senso alla propria giornata, redigono degli stravaganti stampati, su cui si potrebbe anche ridere, se non fossero contrassegnati dagli stemmi ufficiali di Terra di Lavoro Spa e, addirittura, dell’amministrazione provinciale di Caserta.

    Su questi fogli, che vengono inseriti nelle cassette postali delle case e dei palazzi, capita molto spesso che siano formulati degli avvisi in cui si da notizia al residente che in un giorno tot, ad un’ora tot, arriverà un tot personaggio di Terra di Lavoro Spa a controllare la caldaia.

    Qualcuno beccato in casa, che non riesce a realizzare subito, firma anche questa pseudo-notifica, sgangherata sia in termini di chiarezza e di trasparenza, sia in termini di seri requisiti di validità giuridica. Ma la maggior parte delle persone, quelle che raccolgono l’avviso nella cassetta della posta, non mette alcuna firma, come è chiaramente dimostrato dalle fotografie che pubblichiamo in alto.

    Avete mai visto un atto notificato senza una firma, per ricevuta, da parte dell’oggetto della notifica? Fino a ieri no. Ma nel porto franco di Terra di Lavoro Spa la legge è questa.

    Da cinque anni scriviamo di queste cose e l’andazzo non è mai seriamente cambiato.

    L’amministrazione provinciale tiene in piedi questo carrozzone solo ed esclusivamente per motivi di ordine clientelare, con l’unica finalizzazione di far campare alcuni papaveri che ci lavorano all’interno. Mai nulla di serio, e neanche la concessione a privati, da tempo annunciata, del servizio, si può considerare tale, è stato fatto per garantire l’inizio di un percorso chiaro che, a tappe e dentro un cronoprogramma affidabile, si ponga l’obiettivo di regolarizzare, rendendolo efficiente ed equo, il sistema.

    La gestione degli impianti termici, che Terra di Lavoro Spa ha ereditato da quell’altra schifezza di Seproter, è un fallimento, uno scandalo, uno degli emblemi più degradanti e degradati della strage del danaro pubblico, tipico di questo sud straccione, piagnone e unico artefice dei suoi problemi e dei suoi guai.

    Nei prossimi giorni, ne racconteremo altre.

     

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 27 gennaio 2014 ALLE ORE 17:50