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    TERRA DEI FUOCHI. Screening sui bambini: su 80 studenti, 16 risultati positivi alle patologie tiroidee


    I dati sono stati comunicati oggi in un incontro in una scuola di Succivo. Il test effettuato gratuitamente dall'equipe del professore Raffaele Volpe, primario di endocrinologia del Cardarelli di Napoli, in una scuola media di Castel Volturno.

    screening sanitario

     

     

    SUCCIVO- CASTEL VOLTURNO. In un campione di 80 ragazzi, di eta’ compresa tra i 10 e i 13 anni, 20% e’ risultato positivo a patologie tiroidee. Sono i dati, confermati dal professore Raffaele Volpe, primario di endocrinologia del Cardarelli di Napoli, sul primo screening effettuato gratuitamente dalla sua equipe in una scuola media di Castel Volturno.

    I dati sono stati diffusi oggi durante la seconda tappa di screening alla tiroide, nella scuola media De Amicis di Succivo, secondo comune del casertano che e’ uno dei siti mappati dal Governo a ‘rischio 5′, il piu’ alto. Un’iniziativa organizzata dal Coordinamento comitato fuochi in sinergia con il primario e l’associazione A.T.T.A. e che sta portando l’equipe in varie scuole del napoletano e del casertano per fare prevenzione gratuita. “Dobbiamo far capire che mentre il governo, le istituzioni, fanno decreti, emanano leggi, noi ci stiamo muovendo dal basso perche’ siamo stanchi di aspettare. Quindi questa cosa sia da esempio a chi dovrebbe fare e non fa ancora”, dice Enzo Tosti del coordinamento. “Oggi – continua – siamo proprio in uno di quei comuni rientrati nella mappatura che non ci ha convinti per niente. Ci hanno detto che e’ un inizio, ma e’ un inizio infelice con dati non veritieri. E’ importante dare messaggi corretti. Hanno censito in questa mappatura i roghi che hanno una durata di combustione che superano le 5 ore ed e’ inaccettabile. Ci sono roghi che durano meno e quelli non sono tossici? Perche’ hanno dato questo parametro assurdo?Invece di spendere soldi con l’esercito iniziamo a potenziare le forze che stanno in campo sul territorio”, conclude. Delle motivazioni che hanno portato a decidere di iniziare dagli screening alla tiroide, ne parla il primario del Cardarelli: “Per la sua composizione, per la sua vascolarizzazione, la tiroide e’ il posto in cui avviene il primo incontro con tutti i fattori ambientali nocivi che entrano nell’organismo. Trovano terreno fertile proprio nella tiroide, stimolando il sistema immunitario a reagire in qualche modo, creando, di conseguenza, patologie infiammatorie o neoplastiche”. “I dati in nostro possesso sono gia’ preoccupanti – conclude – per questo da solo non ce la posso fare, il volontariato va bene, ma abbiamo bisogno dell’appoggio delle istituzioni locali, di medici locali per andare oltre le ecografie e per proseguire tutta quella prassi medica che c’e’ da fare nei ragazzi che sono risultati positivi”.

    PUBBLICATO IL: 21 marzo 2014 ALLE ORE 16:02