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    ESCLUSIVA S.MARIA CV – Come volevasi dimostrare: primo decreto ingiuntivo da 234 mila euro di Pellino al comune che non paga il canone per i capannoni del tribunale


    Una storiaccia, che di per sé rappresenta la metafora dell’inconsistenza delle istituzioni di questa terra. Giusto per dire, mentre i contribuenti sammaritani accumulano debiti ogni mese, nella struttura non sono ancora partiti i servizi giudiziari previsti. SANTA MARIA CAPUA VETERE – Doveva capitare. Avevamo previsto che capitasse. E’ capitato. Il signor Pellino da Orta di […]

    Una storiaccia, che di per sé rappresenta la metafora dell’inconsistenza delle istituzioni di questa terra. Giusto per dire, mentre i contribuenti sammaritani accumulano debiti ogni mese, nella struttura non sono ancora partiti i servizi giudiziari previsti.

    SANTA MARIA CAPUA VETERE – Doveva capitare. Avevamo previsto che capitasse. E’ capitato.

    Il signor Pellino da Orta di Atella, imprenditore e proprietario dei capannoni dell’aera industriale che, incredibilmente (in noi questa location continua a suscitare un sentimento di incredulità), ha spedito il primo decreto ingiuntivo al comune di Santa Maria CV, il quale dopo aver pagato i primi due o tre canoni mensili, aspettando, da parte del Ministero della Giustizia, un ristoro che non è mai arrivato, ha cessato di versare il canone al proprietario.

    E così, in questi giorni, negli uffici del comune, è arrivata un’altra bella “sfogliatella” all’interno di una busta verde che è quella che ospita, abitualmente, gli atti giudiziari: 234 mila euro o giù di lì.

    La cosa più spassosa di questa vicenda, ma i contribuenti sammaritani dovrebbero arrabbiarsi di brutto, è rappresentata dal fatto che, a quasi un anno dalla firma del contratto, a quasi un anno dal momento in cui il comune ha cominciato prima a pagare e poi ad accumulare debiti nei confronti del signor Pellino, gli uffici del tribunale, all’interno di quei bruttissimi cubi di cemento, non sono stati ancora aperti, a causa, pare, di problemi di tipo logistico, legati alle reti informatiche non ancora perfezionate e ad altri problemi.

    Inutile esprimere altri commenti su una vicenda a cui Casertace ha dedicato non meno di 100 articoli. E’ una storia desolante, questa, una storia che, di per sé, rappresenta la metafora della mediocrità delle istituzioni che vegetano in questi territori.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 5 novembre 2013 ALLE ORE 12:00