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    S.MARIA C.V Smembramento del tribunale. L’ordine degli avvocati prepara un ricorso alla corte costituzionale


        Incarico esplorativo affidato  Renato Labriola, in calce alla nostra presentazione, le 6 pagine del suo comunicato stampa in cui affronta nel dettaglio tutti i possibili profili di incostituzionalità del decreto legislativo che ha ridisegnato la mappa degli uffici giudiziari italiani, togliendo a quello di S.Maria C.V. le competenze su Aversa e su altri […]

    Nella foto Labriola e Diana

     

     

    Incarico esplorativo affidato  Renato Labriola, in calce alla nostra presentazione, le 6 pagine del suo comunicato stampa in cui affronta nel dettaglio tutti i possibili profili di incostituzionalità del decreto legislativo che ha ridisegnato la mappa degli uffici giudiziari italiani, togliendo a quello di S.Maria C.V. le competenze su Aversa e su altri 18 comuni

    S.MARIA C.V. -L’ordine degli avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere si muove, seppur in significativo e forse decisivo ritardo, per ipotizzare un’azione giudiziaria finalizzata a contestare la nuova mappa degli uffici giudiziari così come definita dal governo con l’ormai famoso e contestatissimo decreto legislativo.

    E’ stato dato incarico al noto amministrativista casertano, Renato Labriola, di compiere un’esplorazione per verificare se esistono le condizioni per un ricorso alla corte costituzionale. Labriola, che presterà la sua opera gratuitamente, si è messo a lavoro e, nelle 6 paginette che pubblichiamo in calce, individua cinque vizi che potrebbero far configurare profili di incostituzionalità del suddetto decreto.

    Ne cetiamo rapidamente un paio, rimandandovi, eventualmente, alla lettura del testo integrale del lungo comunicato spedito da Labriola.

    Secondo l’avvocato, perplessità fondate riguarderebbero la rispondenza del decreto rispetto ai principi dell’articolo 108 della Costituzione, quello, per intenderci, che sancisce l’indipendenza della magistratura e di tutti gli organismi, anche esterna ad essa, che operano per una corretta esplicazione delle varie funzioni giurisdizionali.

    L’articolo 5 comma 4 del decreto sarebbe carente di precise definizioni sulle modalità con cui si sono andati a formare gli organici dei nuovi tribunali.

    Secondo rilievo, quello collegato al presunto non rispetto degli articoli 3, 24 e 76 della Costituzione. In questo caso i dubbi dell’avvocato Labriola finiscono per investire l’applicazione di principi fondamentali o comunque importanti come quello dell’uguaglianza di ogni cittadino davanti alla legge, sull’indiscriminato diritto di ogni cittadino di agire in giudizio e, infine, sulla limitazione della funzione legislativa del governo, che dovrebbe essere limitata a casi eccezionali oppure a una delega del Parlamento mai vaga e sempre definita in ogni dettaglio a cui lo stesso esecutivo si deve completamente uniformare.

    Ed è proprio su questa ultimo precetto costituzionale, tra le altre cose, molto dibattuto negli anni nel dibattito politico e nel dibattito tra politico e costituzionalisti che risiederebbero i vizi del decreto legislativo, come ha già affermato, in una sua decisione del maggio scorso il tribunale di Bassano del Grappa.

    Come scritto prima, per una lettura più approfondita si può consultare qui sotto l’intera nota dell’avvocato Labriola.

    G.G.

    COMUNICATO STAMPA - Mi viene richiesta relazione informale e interna a titolo gratuito dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria C.V. riguardo la possibilità di sollevare la questione di legittimità costituzionale davanti alla Consulta di tutta la normativa istitutiva del Tribunale di “Napoli Nord” con particolare riferimento allo scorporo territoriale operata dalla suddetta di Aversa e dei comuni dell’Agro Aversano. Per poter dare una risposta esaustiva occorre ripercorrere l’iter normativo che ha portato alla “querelle” che agita non solo i circondari dei Tribunali interessati ma anche la scena politica nazionale. Con la L. 148/2011 di conversione del D.L. 138/2011 è stata conferita (all’art.1 co.2)  la delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari.

    Così ai sensi dell’art.2 comma 2 D.Lgs. 155/2012, sono stati soppressi diversi tribunali ordinari, sezioni distaccate e procure della Repubblica, così come indicate nella tabella “A” (allegata al decreto) e il Tribunale di Giugliano in Campania è stato rinominato in Tribunale di “Napoli Nord” e, nell’ambito della formazione del relativo circondario, è stato previsto che la città di Aversa e praticamente i territori della quasi totalità dei

    comuni dell’Agro Aversano fossero sottratti al Circondario del Tribunale di Santa Maria C.V.. per far parte integrante del suddetto circondario di “Napoli Nord”.

    Inoltre, ai sensi del successivo art. 5 comma 4 del medesimo D. Lgs. 155/2012 è stato previsto che “con decreto del Ministro della Giustizia, sentito il Consiglio Superiore della Magistratura, da adottarsi entro il 31.12.2012, sono determinate le piante organiche degli uffici giudiziari”.

    In ragione della predetta riorganizzazione è sorta quindi la necessità di procedere a una generale e globale revisione delle piante organiche, onde distribuire al meglio le risorse umane in ragione della mutata geografia giudiziaria.

    Il Ministro della Giustizia aveva elaborato una primigenia proposta trasmessa al CSM in data 28/12/2012 per acquisirne il prescritto parere.

    La proposta era stata formulata a seguito di una poderosa attività istruttoria dagli elevati connotati statistici e in grado di fotografare, in ragione del mutato scenario geografico – giudiziario, quali fossero le effettive esigenze di tutti gli uffici giudiziari, a prescindere dall’essere

    stati o meno coinvolti nel nuovo assetto organizzativo e, quindi, dal fatto di rientrare o meno tra gli uffici giudiziari concretamente “toccati” dalla riforma.

    Il CSM, pertanto, dopo aver acquisito dal Ministero le schede e le elaborazioni statistiche propedeutiche alla proposta,

    • Ha incaricato la propria struttura tecnica di fornire un primo esame valutativo della stessa

    • Ha investito l’ufficio statistico di un’attività di rielaborazione dei dati delle pendenze degli uffici giudiziari

    • Ha richiesto osservazioni sulla relazione ministeriale a tutti i Consigli Giudiziari

    Sulla base della predetta attività istruttoria, il CSM ha redatto una propria proposta di parere sottoposta all’Adunanza del 13.02.2013.

    Il Ministero, tuttavia, ha chiesto al CSM di poter esaminare le osservazioni formulate nella proposta di parere e le indicazioni fornite dai singoli Consigli giudiziari.

    In ragione di ciò, il plenum, del CSM ha ritenuto di dover ritirare la proposta di parere ed ha deliberato il ritorno della pratica in Commissione, senza che,della proposta originariamente assunta si siano avute più notizie. Solo in data 10.4.2013 il Ministero ha riformulato una nuova proposta al CSM la quale, dopo aver ricevuto il “fulmineo” parere positivo del CSM è stata simultaneamente adottata in pari data dal Ministero.

    E’ quindi evidente che, già dalla mera descrizione della tempistica procedimentale, l’iter preordinato all’approvazione manifesta rilevanti “vuoti” procedimentali ed un esame valutativo evidenzia un inquietante oscurità istruttoria sottostante al provvedimento.

    Da Quanto fin qui esposto è di palmare evidenza che il Decreto del Ministero della Giustizia del 18.4.2013 con il quale è stata modificata la pianta organica della Magistratura giudicante e inquirente relative alle circoscrizioni giudiziarie, il relativo atto presupposto consistente nel parere favorevole del Consiglio Superiore della Magistratura e gli altri atti conseguenti sono illegittimi e sono stati emanati in ossequio a leggi ed atti aventi forza di legge che presentano molteplici profili di incostituzionalità e precisamente:

    • La violazione della riserva di legge di cui all’art. 108 della Costituzione da parte dell’art. 5 comma 4 del Dlgs. 155/2012 nela parte in cui venga omessa qualsivoglia indicazione di criteri e principi direttivi nella determinazione degli organici affidata al Ministero di Giustizia

    • Violazione degli artt. 3, 24, 76 della Costituzione sotto il profilo dell’eccesso di delega. Tale profilo di incostituzionalità è già stato sollevato dal TAR Lazio in numerose ordinanze e da ultimo dal Tribunale di Bassano del Grappa che con ordinanza del 2 maggio 2013 ha perentoriamente affermato che “non appare manifestamente infondato il dubbio di costituzionalità, per la violazione dell’iter costituzionalmente previsto per la delega del Governo della funzione legislativa”

    • Violazione degli artt. 76 e 77 della Costituzione perché la normativa che ha cambiato la geografia giudiziaria  istituendo il Tribunale di Napoli Nord e smembrando quello secolare di santa Maria C.V. è stata approvata utilizzando un procedimento parlamentare particolare (la conversione in legge del decreto legge) per raggiungere finalità prive di qualsiasi riferimento all’urgenza del provvedere e che invece avrebbe dovuto realizzarsi attraverso il procedimento legislativo ordinario

    • Violazione dell’art. 3 sotto il profilo dell’irragionevolezza e dell’uguaglianza e 24 della Costituzione sotto il profilo dell’effettività dell’esercizio del diritto di difesa

    I suddetti profili di costituzionalità, in una con gli ulteriori profili di illegittimità potevano e dovevano essere fatti valere mediante impugnazione del Decreto Ministeriale del 16.4.2013 entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale davanti al Tar Lazio. Il principale legittimato ad agire era ed è il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di santa Maria C.V. perché de facto si vede smembrato il Circondario di un tribunale in maniera, come si è esposto, del tutto incostituzionale ed illegittima. Tuttavia il suddetto Ordine degli Avvocati non ha impugnato in via principale entro il detto termine i suelencati atti e pertanto è decaduto dalla possibilità di ricorso principale.

    Tuttavia, per fortuna i suddetti atti sono stati impugnati al TAR Lazio con due ricorsi R.G. 5351/2013 e  5899/2013   in cui l’Ordine degli Avvocati di Santa  Maria C.V. è controinteressato pretermesso e pertanto può agire mediante atto di intervento in cui dispiegare tutte le sue difese ed eccezioni

    PUBBLICATO IL: 28 settembre 2013 ALLE ORE 18:44