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    S.MARIA C.V La passerella vergognosa dei politici d’accatto regionali e locali davanti alla canna fumaria illegale, rende illegali tutti quelli che ci saranno


      Una delle vergognose vicende rappresentative del relativismo etico che trionfa nella citta del foro vivrà lunedì mattina la sua inaugurazione attraverso la presenza di chi sarebbe obbligato per funzione e istituzione a tutelare e controllare la legalità S.MARIA C.V - Si avvicina l’inaugurazione dei cosiddetti servizi aggiuntivi all’Anfiteatro di S. Maria C.V. , e […]

    Nella foto l’interno della canna fumaria istallata vicino all’Anfiteatro

     

    Una delle vergognose vicende rappresentative del relativismo etico che trionfa nella citta del foro vivrà lunedì mattina la sua inaugurazione attraverso la presenza di chi sarebbe obbligato per funzione e istituzione a tutelare e controllare la legalità

    S.MARIA C.V - Si avvicina l’inaugurazione dei cosiddetti servizi aggiuntivi all’Anfiteatro di S. Maria C.V. , e della oramai famosissima quanto famigerata canna fumaria del ristorante che aprirà all’interno dell’ultra millenario  sito archeologico, targato Amico Bio che poi non sono altro che dei subappaltatori  di un mega affidamento di cui, a livello nazionale gode una società, a quanto pare, vicina all’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema.

    Amico Bio bifronte, dato che il messaggio ammiccante coincide con il cognome di un noto imprenditore capuano che da anni gestisce l’attività di un agriturismo biologico molto noto: quello de La Colombaia

    Quello che accadrà lunedì mattina, quando questo ristorante a un passo dall’anfiteatro sarà inaugurato alla presenza di diverse rappresentante delle istituzioni, non si sa se sia un evento legale o illegale.

    Siamo rimasti un mese e mezzo fa quando ci siamo occupati a lungo di questa storia che la colpevole distrazione della Sovrintendenza ai beni archeologici ( in un altro paese un funzionario che permette questo si dovrebbe dimettere dopo un minuto) ha fatto si che diventasse una storia emblematica di quanto le regioni del guadagno, della speculazione economica siano prevalenti rispetto a quelle della conservazione della propria storia e della propria identità. Un mese fa mancava ancora il placet dell’altra Sovrintendenza, quella ai beni architettonici alla quale, furbescamente era stato presentato un progetto privo di questa vergognosa canna fumaria di 4 metri alti. Da allora nulla più si è saputo al di là delle nobile dichiarazioni di intenti del sindaco di S.Maria C.V Di Muro e di altri esponenti politici locali.

    Ricorrendo a un intercalare ormai molto alla moda nella politica italiana che si usa all’inizio dei discorsi, spesso per non dire nulla, possiamo affermare che “Il tema vero” è se l’impianto che sarà inaugurato lunedì mattina è a posto con le leggi e con le norme, dato che se non fosse rigorosamente così, tutte le situazioni che saranno presenti  e che non rappresentano i poveri corpi e i poveri cervelli di cui sono fatti, ma lo stato, la cittadinanza e, oseremmo dire la Costituzione,  si renderanno complici di un atto illegale, che renderà illegali loro, ma questo non sarebbe un gran danno, ma soprattutto le istituzioni che rappresentano.

    Beffa delle beffe: ammesso e non concesso che illegalità non ce ne siano, l’altro tema di questa storia mi richiama e ci richiama a un vecchi dibattito che il sottoscritto già sollevava sul relativismo etico di questa città, già ai tempi in cui era direttore del Corriere di Caserta.

    Le critiche, i dibattiti, le prese di posizione, la partecipazione al confronto  di istituzioni di ogni tipo, hanno prodotto, non solo la conservazione dell’orribile orpello, ma, addirittura, come dimostriamo da queste foto fatte dal collega Prospero Cecere, il parto di altre canne fumarie che si staglieranno ai piedi del monumento.

    Come detto prima nonostante la sovrintendenza architettonica di Caserta abbia timidamente protestato la propria estraneità alle protuberanze d’acciaio che svettano in Piazza Primo Ottobre, delle quali, nel progetto ad essa inviato per il placet alla ristrutturazione dei locali, non vi era traccia.

    Queste dichiarazioni da parte della sovrintendenza architettonica di Caserta però già fanno comprendere al comune cittadino che un simile intervento deturpativo in quell’area, abbisognava ,prima di tutto, delle autorizzazioni della Sovrintendenza ai beni architettonici, e quindi delle autorizzazioni dell’UTC comunale , che a differenza di quanto dichiarato dall’Amministrazione sul territorio cittadino ha il pieno controllo delle autorizzazioni a costruire o DIA , in quanto seppur la piazza così come l’area circostante l’Anfiteatro sono di totale competenza della sovrintendenza archeologica di Benevento Avellino Salerno e Caserta , diretta dalla dott.ssa Adele Campanelli e che a S. Maria è rappresentata dal funzionario preposto dott.  Francesco Sirano, il controllo dal punto di vista urbanistico  e soprattutto il rispetto dei regolamenti comunali nonché del prg è assolutamente affidato al dirigente dell’UTC Francesco Biondi.

    Ciò che assolutamente ha difettato quindi da parte dell’Amministrazione comunale è il controllo del territorio, pur volendo ammettere che il progetto presentato ai vari uffici competenti a rilasciare le autorizzazioni fosse privo delle canne fumarie oggetto dello scandalo , è gravissimo che l’amministrazione ne sia venuta a conoscenza solo dalle foto circolanti in rete e non , invece dalla polizia amministrativa che dovrebbe controllare la regolarità e conformità delle costruzioni che avvengono in città ai progetti presentati e assentiti.

    Ciò detto però sembra doveroso mettere in risalto la gravità delle affermazioni della Sovrintendenza di Caserta e dell’Amministrazione Comunale, laddove , ripetiamo , per scrollarsi ogni responsabilità dichiarano che i progetti da esse assentiti erano privi degli orpelli fumari. Tale affermazione dovrebbe essere oggetto di approfondimento da parte della procura per  due aspetti diversi ; da una parte se ciò fosse vero , allora il gestore del ristorante o la sovrintendenza archeologica ( non sappiamo chi abbia presentato i progetti) avrebbe commesso una falso  producendo disegni diversi dal progetto a realizzarsi, dall’altro lato però stante la perdurante  inattività della sovrintendenza architettonica , che una volta conosciuta la vera entità dell’intervento in Piazza I Ottobre avrebbe dovuto revocare l’autorizzazione rilasciata e pretendere la rimozione di quanto da essa non autorizzato, ci domandiamo se quest’ultima non  stia incorrendo in omissione di atti d’ufficio .

    Che dire poi della annunciata presenza del Ministro Bray e dei vertici regionali e provinciali , nonché di tutte le istituzioni locali, la loro partecipazione all’apoteosi del dispregio dei beni culturali nostrani li qualifica e ci fa comprendere ancor meglio  l’apatia di chi avrebbe dovuto e dovrebbe ancora intervenire a rimuovere le ciminiere archeologiche .

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 9 giugno 2013 ALLE ORE 13:59