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    S. MARIA C.V -La partita per il nuovo comandante dei vigili urbani e per le due assunzioni non è ancora chiusa. Priorità alla mobilità


      La legge chiarisce in maniera evidente che si può procedere a concorsi solo qualora nessun altra persona, che possiede quei requisiti professionali proveniente da altre amministrazioni chiede di spostarsi e di occupare quel determinato posto. IN CALCE AL NOSTRO ARTICOLO LA NORMATIVA VIGENTE   SANTA MARIA C.V - C’è un clima molto frizzante nel […]

    Nella foto Stellato, Di Muro, Mattucci e De Rosa

     

    La legge chiarisce in maniera evidente che si può procedere a concorsi solo qualora nessun altra persona, che possiede quei requisiti professionali proveniente da altre amministrazioni chiede di spostarsi e di occupare quel determinato posto. IN CALCE AL NOSTRO ARTICOLO LA NORMATIVA VIGENTE

     

    SANTA MARIA C.V - C’è un clima molto frizzante nel comune di Santa Maria C.V, non perché le cose vadano bene in città, e neanche perché il consiglio comunale mostra un dinamismo e una capacità di indirizzo che dovrebbe essere il fiore all’occhiello di ogni maggioranza che governa una città importante, qual è ad esempio Santa MarIa C.V. No. Questi qui “frizzano” solo davanti alla prospettiva di gare d’appalto, affidamenti diretti e concorsi, perché solo in quel contesto loro concepiscono la propria funzione. Imprenditori danarosi. Clientele facili ecc.

    Per quel che riguarda i concorsi nei giorni scorsi ci siamo soffermati sulle attese che addensano sia intorno a quello per il nuovo comandante dei vigili urbani, sia per quello relativo alla copertura di altri due posti sempre nel corpo dei vigili urbani. E’ partito il toto nomi con il reggente De Rosa ampiamente gettonato, ma qualcuno ha fatto il conte senza l’oste perché in Italia esiste una legislazione ben definita che obbliga le amministrazione pubbliche ad adottare prima di tutto la procedura della mobilità attraverso la quale l’unità scoperta possa essere colmata da un professionista o un impiegato che, dotato di quello specifico livello professionale, possa ricoprirla spostandosi da un luogo all’altro. Solo successivamente se proprio nessuno avrà utilizzato questo strumento, si può procedere al concorso.

    Quindi De Rosa dovrà ancora penare un po’ prima di mettersi i galloni di vero comandante e soprattutto prima di incassare lo stipendio di dirigente. Per chi vuole approfondire la materia, qui sotto vi riportiamo sia i testi normativi, sia le più importanti valutazioni interpretative che le riguardano.

    G.G.

     

    QUI SOTTO LA NORMA VIGENTE CHE REGOLA LE PROCEDURE CONCORSUALI

    L’articolo 30 del decreto legislativo 30.03.2001, n. 165, dopo aver fissato al primo comma il principio della mobilità volontaria a domanda (“1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento. Le amministrazioni devono in ogni caso rendere pubbliche le disponibilità dei posti in organico da ricoprire attraverso passaggio diretto di personale da altre amministrazioni, fissando preventivamente i criteri di scelta. Il trasferimento è disposto previo parere favorevole dei dirigenti responsabili dei servizi e degli uffici cui il personale è o sarà assegnato sulla base della professionalità in possesso del dipendente in relazione al posto ricoperto o da ricoprire”), al successivo comma 2-bis, introdotto dall’articolo 5, del decreto legislativo 31.01.2005, n. 7, convertito con modificazioni dalla legge 31.03.2005, n. 43, stabilisce che “Le amministrazioni, prima di procedere all’espletamento di procedure concorsuali, finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, devono attivare le procedure di mobilità di cui al comma 1, provvedendo, in via prioritaria, all’immissione in ruolo dei dipendenti, provenienti da altre amministrazioni, in posizione di comando o di fuori ruolo, appartenenti alla stessa area funzionale, che facciano domanda di trasferimento nei ruoli delle amministrazioni in cui prestano servizio. Il trasferimento è disposto, nei limiti dei posti vacanti, con inquadramento nell’area funzionale e posizione economica corrispondente a quella posseduta presso le amministrazioni di provenienza”.

    Il tenore letterale di tale previsione, di cui non è dubitabile in alcun modo l’applicazione anche agli enti locali (rientranti, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, nell’ambito delle disposizione del citato decreto legislativo 30.03.2001, n. 165), è del tutto univoco nell’imporre alle pubbliche amministrazioni che devono coprire eventuali posti vacanti del proprio organico di avviare le procedure di mobilità prima di procedere all’espletamento delle procedure concorsuali.
    Tale obbligo ben si coordina con le strategie volte a contemperare il prevalente interesse pubblico alla razionalità dell’organizzazione pubblica e alla funzionalità dei suoi uffici, con le esigenze di riduzione della spesa pubblica e le aspirazioni dei pubblici dipendenti di poter espletare la propria attività in uffici quanto più possibili vicino alle proprie abitazioni.
    Né può sostenersi che una simile previsione mortifichi e comprima irragionevolmente l’autonomia delle singole amministrazioni a bandire procedure concorsuali, atteso che non sussiste alcun divieto in tal senso: dando concreta attuazione al principio di buon andamento ed efficienza che deve connotare l’intera organizzazione amministrativa, all’accertamento della sussistenza di una vacanza di organico l’amministrazione è tenuta innanzitutto ad avviare la procedura di mobilità finalizzata ad accertare l’esistenza di pubblici dipendenti già in servizio, dotati della necessaria professionalità, che si trovino nella legittima condizione di poter ricoprire il posto vacante; l’esito infruttuoso di tale procedimento riespande le facoltà dell’amministrazione di indire la procedura concorsuale, ovviamente nel rispetto delle cogenti disposizioni finanziarie di contenimento della spesa pubblica.

    In altri termini il reclutamento dei dipendenti pubblici avviene attraverso un procedimento complesso nell’ambito del quale la procedura concorsuale non è affatto soppressa, ma è subordinata alla previa obbligatoria attivazione della procedura di mobilità, in attuazione dei fondamentali principi di imparzialità e buon andamento, predicati dall’articolo 97 della Costituzione.

    (Consiglio di Stato, Sez. V, sentenza 18.08.2010 n. 5830 ).

    Dunque, la procedura concorsuale è ammissibile solo dopo aver esperito l’istituto di mobilità.

    POSTI VACANTI DI AGENTE DI P. M.

    Qual è la corretta procedura di reclutamento?

    Questo è un problema ben più complesso!

    L’unica cosa certa è che non si possa fare direttamente un concorso: il problema resta incentrato sulla obbligatorietà o meno della procedura di mobilità prima di fare ricorso alla graduatoria, tuttora vigente ex lege.

    In altri termini, l’assunzione degli idonei in graduatoria è formalmente procedura concorsuale ( in esito allo stesso evidentemente) oppure no?

    Se la risposta è affermativa, il riscorso alla mobilità diverrà obbligatorio, diversamente si potrà attingere alla graduatoria degli idonei senza ulteriori formalità.

    Vediamo, dunque, cosa dice la legge:

    Il comma 2 dell’art. 30 del D. Lgs. 165/01 così recita : “I  contratti collettivi nazionali possono definire le procedure e i criteri generali per l’attuazione di quanto previsto dal comma 1. In ogni caso sono nulli gli accordi, gli atti o le clausole dei contratti collettivi volti ad eludere l’applicazione del principio del previo esperimento di mobilità rispetto al reclutamento di nuovo personale. “ ed il  2-bis ancora : “   Le amministrazioni, prima di procedere all’espletamento di procedure concorsuali (reclutamento nuovo personale evidentemente in ogni sua forma compreso lo scorrimento delle graduatorie esistenti) , finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, devono attivare le procedure di mobilità di cui al comma 1, provvedendo, in via prioritaria, all’immissione in ruolo dei dipendenti, provenienti da altre amministrazioni, in posizione di comando o di fuori ruolo, appartenenti alla stessa area funzionale, che facciano domanda di trasferimento nei ruoli delle amministrazioni in cui prestano servizio. Il trasferimento è disposto, nei limiti dei posti vacanti, con inquadramento nell’area funzionale e posizione economica corrispondente a quella posseduta presso le amministrazioni di provenienza; il trasferimento può essere disposto anche se la vacanza sia presente in area diversa da quella di inquadramento assicurando la necessaria neutralità finanziaria. “

    In conclusione, si ritiene che, anche nel caso di presenza graduatoria in corso di validità, l’assunzione del personale inserito nella predetta lista dovrà essere preceduta dalla procedura di mobilità.

    L’assunzione, nel caso prospettato, sarebbe  nulla ipso iure, con tutte le conseguenze che ne derivano, ivi compresa la responsabilità di chi ha adottato gli atti.

    Dunque, la chiamata degli idonei presenti in graduatoria è ammissibile solo dopo aver esperito l’istituto di mobilità.

    In ogni caso, la richiesta agli organi competenti  di un parere  in merito potrebbe sciogliere i residui  dubbi in proposito.

    PUBBLICATO IL: 25 maggio 2013 ALLE ORE 16:22