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    S. MARIA C.V. / IL SACCO DELLA CITTA’ – Abbattimenti, ricostruzioni, volumetrie in zona vincolata. L’Anfiteatro sfregiato


      Tutti i palazzi attorno al monumento sono vincolati dalla Soprintendenza. Eventuali interventi dovrebbero tenere conto delle norme del Prg. La storia complicata di una vicenda in cui le ragioni della storia e della cultura sono state sacrificate alle ragioni della speculazione   SANTA MARIA CAPUA VETERE - La vicenda della canna fumaria del ristorante […]

    Nelle foto, due palazzi in ricostruzione. Evidenti i segni degli abbattimenti

     

    Tutti i palazzi attorno al monumento sono vincolati dalla Soprintendenza. Eventuali interventi dovrebbero tenere conto delle norme del Prg. La storia complicata di una vicenda in cui le ragioni della storia e della cultura sono state sacrificate alle ragioni della speculazione

     

    SANTA MARIA CAPUA VETERE - La vicenda della canna fumaria del ristorante che sta per sorgere nei pressi dell’anfiteatro ha riportato al centro delle cronache le politiche di non tutela di questo grande monumento dell’antichità, che solo una città come Santa Maria Capua Vetere può bistrattare come ha fatto negli ultimi 20 anni.

    Vi è successo di tutto: dal bocciodromo in cemento alle piccole bische improvvisate e insediate dalla varia umanità che popola h24 piazza I Ottobre e zone contigue.

    Ma oltre a questo, rientrando in un discorso relativo più specificatamente alla tutela architettonica e ambientale di tutta l’area che circonda il monumento, vanno registrati interventi sui palazzi quantomeno discutibili, per non dire altro.

    Ma per i non addetti ai lavori ricapitoliamo il quadro della situazione, partendo dalla normativa generale e da quelle che dovrebbero essere i sistemi locali di regolamentazione.

    L’area in cui sorge l’Anfiteatro rientra urbanisticamente in zona b, e per tutelare il monumento è stato posto dalla Soprintendenza ai beni Architettonici un vincolo ambientale che comporterebbe la non modificabilità degli edifici intorno a piazza I Ottobre e nella fascia contigua alla piazza ( per non deturpare la visione del monumento ndr).

    L’intangibilità riguarderebbe soprattutto le cortine dei palazzi rurali sorti intorno alla piazza, che per la loro omogeneità non contrastano con il monumento.

    Trattandosi di zona B bisogna ricordarsi che qualsiasi ricostruzione prevede, non la possibilità di ricostruire la stessa volumetria ma bisogna attenersi agli indici di costruzione previsti nel Prg, che sono molto più bassi . In un passato recente, probabilmente , per ovviare proprio all’applicazione degli indici nelle ricostruzioni, l’area venne ricompresa nella famosa riperimetrazione del centro storico o, meglio nota ai lettori storici prima di Casertace. It e poi di Casertace.Net, come “curva Mazzotti”, poi fortunatamente annullata dal Tar.

    I palazzi che sono sorti dopo l’abbattimento delle vecchie strutture in quella zona, di sicuro non hanno rispettato gli indici avendo utilizzato, visibilmente le stesse volumetrie precedenti e nello specifico anche un paio di palazzi intorno alla piazza hanno seguito lo stesso esempio degli edifici nelle parallele alla stessa piazza.

    G.G.

     

    PUBBLICATO IL: 17 aprile 2013 ALLE ORE 19:52