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    S. MARIA C.V./ Fa business con la conferenza dei servizi targata di Muro, ma M.Z. licenzia 3 operai


    E’ uno dei fortunati che, dopo pochi mesi, dall’insediamento di questa amministrazione, si è visto riconosciuta la possibilità di allargare i suoi capannoni di Via Napoli. Storia di una vicenda che, a suo tempo, monopolizzava gli interessi professionali di Luigi Di Muro, fratello del sindaco. Santa Maria Capua Vetere – Se un comune fa una […]

    Nelle foto, da sinistra, Luigi e Biagio Di Muro

    E’ uno dei fortunati che, dopo pochi mesi, dall’insediamento di questa amministrazione, si è visto riconosciuta la possibilità di allargare i suoi capannoni di Via Napoli. Storia di una vicenda che, a suo tempo, monopolizzava gli interessi professionali di Luigi Di Muro, fratello del sindaco.

    Santa Maria Capua Vetere – Se un comune fa una conferenza dei servizi, allo scopo di variare, rapidamente, evitando i tempi lunghissimi di una modifica del piano regolatore, devono esistere motivazioni che vano al di là della legittima ambizione di un imprenditore di aumentare o variare o rimodulare la sua produzione, in funzione dei propri profitti, altrimenti, ogni comune si alzerebbe la mattina e ricodificherebbe in dieci minuti etteri ed etteri di terreni a destinazione agricola, consentendo che su gli stessi si attuino iniziative e attività di impresa.

    La conferenza dei servizi, rappresenta, dunque, uno strumento eccezionale, che il comune, che se si chiama comune dovrà pur significare qualcosa, senza scomodare le reminiscenze storiche della Rivoluzione e post Rivoluzione francese, attiva in previsione di una sicura ricaduta di carattere sociale, legata alla creazione di nuovi posti di lavoro e di nuove opportunità di lavoro per i suoi cittadini giovani e meno giovani.

    Inutile raccontare per la millesima volta, cosa hanno rappresentato e quale sia la matrice, si fa per dire, ideale, delle conferenze dei servizi di Santa Maria Capua Vetere, legate a progetti che, in origine, erano quasi tutti collegati direttamente agli interessi professionali dell’architetto Luigi Di Muro, fratello del sindaco.

    Inutile farlo ma non inutile sottolineare, un’altra magagna, consumatasi dentro ad una di queste conferenze. L’azienda M.Z. di Michele Zito, che localizza il suo opificio in Via Napoli, è una delle beneficiare della conferenza dei servizi. Non Luigi Di Muro, che formalmente si è tirato fuori, ma che continua ad esercitare un’influenza professionale molto forte in questa vicenda, ma altri tecnici stanno prendendo materialmente le misure per consentire l’allargamento dei capannoni e, dunque, della capacità produttiva di M.Z.

    Ma mentre i tecnici lavorano con compasso e tecnigrafo M.Z. ha licenziato tre suoi dipendenti. Ora, o la crisi è talmente devastante che quella necessità di modificare e far lievitare la capacità produttiva dell’azienda non esiste più, oppure, anche in questa conferenza dei servizi, c’è qualcosa che non quadra.

    Lo vedremo. E verificheremo se la buriana spaventosa della flessione della domanda interna ha indotto M.Z. a non usufruire della concessione frutto della conferenza dei servizi. Altrimenti, qualcosa, in questa storia, come in altre storie legate a questa opaca vicenda amministrativa, non funziona affatto.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 23 febbraio 2013 ALLE ORE 10:24