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    S.MARIA C.V Di Muro chiede un parere all’Anci per farlo tornare a capo dell’ufficio tecnico blindato da Di Tommaso


      Istanza piuttosto originale dato che in passato il comune se ne è fregato del parere della stessa Anci sull’utilizzabilità dei professionisti a part-time nel ruolo di dirigente. Dunque, quel no fu ignorato, mentre, adesso, si cerca un si a cui appigliarsi. Solite bagattelle! S.MARIA C.V - “Nostalgia canaglia”. Inconsolabili lo piangono, primo tra tutti […]

    Nella foto Di Muro, Stellato e Biondi

     

    Istanza piuttosto originale dato che in passato il comune se ne è fregato del parere della stessa Anci sull’utilizzabilità dei professionisti a part-time nel ruolo di dirigente. Dunque, quel no fu ignorato, mentre, adesso, si cerca un si a cui appigliarsi. Solite bagattelle!

    S.MARIA C.V - “Nostalgia canaglia”. Inconsolabili lo piangono, primo tra tutti Giuseppe Stellato, perché lui ha costruito un rapporto solidissimo basato sulla comune passione per il business del mattone, poi Luigi Di Muro, con il quale fu amore a prima vista; e poi Biagio Di Muro che si accoda, perché così i primi due gli dicono di fare.

    Franco Biondi non è più… il capo dell’ufficio tecnico del comune di S.Maria C.V, ma lo sforamento riempie gli uffici in cui negli anni si sono consumati tanti fatti incontestabili come è testualmente scritto nelle contestazioni che il Pubblico ministero, Silvio Marco Guarriello, ha formulato nei confronti di Maurizio Mazzotti e della sua band, non banda, badate bene, band.

    Ma oltre a piangerlo e a rimpiangerlo stanno tentando anche di resuscitarlo.

    Come volevasi dimostrare Roberto di Tommaso, altro precario d’oro del comune di S.Maria, non appena si è insediato all’urbanistica ha blindato ufficio e anche protocollo. Sa bene, infatti, quanto possa essere pericoloso camminare in quelle stanze. Ma se si ferma quell’ufficio che è stata l’unica cosa attivia di questa amministrazione nessun senso avrebbe andare avanti, dato che i due anni di Biagio Di Muro sindaco sono stati contrassegnati esclusivamente da una iper attività, da un’industriosa ricerca del cavillo procedurale, della scappatoia per materializzare volumetrie di cemento che al di là della crisi, al di là del fatto se su di loro si possano o meno fare quattrini veri al giorno d’oggi, rappresenta l’unico contenuto di conoscenza culturale di quest’amministrazione, che al di fuori di un permesso a costruire o di un rilascia di una scia non riesce a fare nemmeno o col bicchiere. E allora Biondi, il taumaturgo, va recuperato ad ogni costo. Certo, c’è il problema della condanna in primo grado per abuso d’ufficio che rappresenta un elemento ostativo insormontabile ai sensi della recente legge anti-corruzione.

    Ma, chissà: si può tentare sempre la fortuna con un parere dell’Anci, associazione nazionale dei comuni d’Italia, in cui Dario Mattucci sostiene di avere delle aderenze ad altissimo livello che, in verità, non hanno mai mostrato i loro connotati. Si chiede, dunque, all’Anci se Biondi possa essere riassunto a tempo determinato. E qui la vicenda può diventare veramente comica, dato che l’Anci, tempo fa, già rispose picche in merito non specificamente su Biondi, ma sull’uso dello strumento dei dirigenti a part-time. L’Anci disse che un professionista a part-time non poteva avere i ruoli di dirigenti, si doveva limitare a contribuire all’interno dello staff del sindaco.

    L’Anci, allora, a meno che questa sia un’altra Anci, non potrà che rispondere la stessa cosa. E che mai potrà esprimere, stavolta, specificamente su Biondi in relazione alla necessità di sospendere un dirigente che ha incassato una condanna di primo grado per reato attinente alla sua attività?

    Se l’amministrazione comunale si affida a questi tentativi disperati evidentemente ci sono motivazioni formidabilmente importanti, interessi che non possono aspettare.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 13 luglio 2013 ALLE ORE 19:13