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    S.MARIA C.V CASERTA – Nella città del foro vorrebbero rinnovare il contratto a Franco Biondi. Ma ora questa cosa va chiarita: un condannato in primo grado non può fare il dirigente, a meno che…


      In settimana è prevista una seduta della giunta comunale sul rinnovo di un contratto che scade, a Santa Maria, il prossimo 30 giugno. Si attendono segnali forti anche dall’opposizione, anche da quella della città capoluogo S.MARIA C.V - Nel corso della settimana che va ad iniziare, la giunta comunale di S.Maria C.V sarà anche dedicata a […]

    Nella foto Biondi, Del Gaudio e Di Muro

     

    In settimana è prevista una seduta della giunta comunale sul rinnovo di un contratto che scade, a Santa Maria, il prossimo 30 giugno. Si attendono segnali forti anche dall’opposizione, anche da quella della città capoluogo

    S.MARIA C.V - Nel corso della settimana che va ad iniziare, la giunta comunale di S.Maria C.V sarà anche dedicata a una questione ormai annosissima del contratto dei dirigenti dell’Utc Franco Biondi che viene rinnovato tre mesi a tre mesi e che scadrà il prossimo 30 giugno. Ma stavolta il discorso non  è solo relativo al problema, pur serio dell’opportunità di continuare a tenere, in quella che è funzione più delicata tra i dirigenti del comune una persona che lavora a part time, considerato il suo impegno al comune di Caserta, ma qui c’è da chiarire una volta e per tutte se questa legge anti-corruzione è una cosa seria o la solita barzelletta all’italiana. Della serie fatta la legge, trovato il modo per aggirarla.

    Casertace ha scritto e documentato della condanna in primo grado rimediata da Franco Biondi per alcuni permessi a costruire, dati a suo tempo al comune di Caserta al costruttore edile Sarpi. Non vi stiamo a ripetere la cantilena della norma. Qui sotto potrete accedere a tutto il campionario contenente la sentenza di condanna e la norma del decreto legislativo che impedisce, anzi impedirebbe a chi è stato condannato in primo grado per reati attinenti alla sua attività dagli uffici comunali, di continuare a fare il dirigente.

    Anche l’opposizione a Santa Maria, ma a questo punto anche a Caserta, deve far uscire allo scoperto i due segretari generali che devono dire se Biondi è ancora confermabile, ma soprattutto devono dire perché dato che c’è una legge che sulla carta lo impedirebbe.

    G.G.

    CLICCA QUI PER LEGGERE LA SENTENZA DELLA CONDANNA IN PRIMO GRADO RIMEDIATA DA BIONDI

    Qu sotto il  decreto legislativo 08.04.2013 n° 39 , G.U. 19.04.2013 Capo II

    Inconferibilita’ di incarichi in caso di condanna per reati contro la pubblica amministrazione

    Art. 3

    Inconferibilita’ di incarichi in caso di condanna per reati contro la pubblica amministrazione

    1. A coloro che siano stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per uno dei reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale, non possono essere attribuiti: a) gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali; b) gli incarichi di amministratore di ente pubblico, di livello nazionale, regionale e locale; c) gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, comunque denominati, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello nazionale, regionale e locale; d) gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico, di livello nazionale, regionale e locale; e) gli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo nelle aziende sanitarie locali del servizio sanitario nazionale.

    2. Ove la condanna riguardi uno dei reati di cui all’articolo 3, comma 1, della legge 27 marzo 2001, n. 97, l’inconferibilita’ di cui al comma 1 ha carattere permanente nei casi in cui sia stata inflitta la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero sia intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro a seguito di procedimento disciplinare o la cessazione del rapporto di lavoro autonomo. Ove sia stata inflitta una interdizione temporanea, l’inconferibilita’ ha la stessa durata dell’interdizione. Negli altri casi l’inconferibilita’ degli incarichi ha la durata di 5 anni.

    3. Ove la condanna riguardi uno degli altri reati previsti dal capo I del titolo II del libro II del codice penale, l’inconferibilita’ ha carattere permanente nei casi in cui sia stata inflitta la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero sia intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro a seguito di procedimento disciplinare o la cessazione del rapporto di lavoro autonomo. Ove sia stata inflitta una interdizione temporanea, l’inconferibilita’ ha la stessa durata dell’interdizione. Negli altri casi l’inconferibilita’ ha una durata pari al doppio della pena inflitta, per un periodo comunque non superiore a 5 anni.

    4. Nei casi di cui all’ultimo periodo dei commi 2 e 3, salve le ipotesi di sospensione o cessazione del rapporto, al dirigente di ruolo, per la durata del periodo di inconferibilita’, possono essere conferiti incarichi diversi da quelli che comportino l’esercizio delle competenze di amministrazione e gestione. E’ in ogni caso escluso il conferimento di incarichi relativi ad uffici preposti alla gestione delle risorse finanziarie, all’acquisizione di beni, servizi e forniture, nonche’ alla concessione o all’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari o attribuzioni di vantaggi economici a soggetti pubblici e privati, di incarichi che comportano esercizio di vigilanza o controllo. Nel caso in cui l’amministrazione non sia in grado di conferire incarichi compatibili con le disposizioni del presente comma, il dirigente viene posto a disposizione del ruolo senza incarico per il periodo di inconferibilita’ dell’incarico.

    5. La situazione di inconferibilita’ cessa di diritto ove venga pronunciata, per il medesimo reato, sentenza anche non definitiva, di proscioglimento.

    6. Nel caso di condanna, anche non definitiva, per uno dei reati di cui ai commi 2 e 3 nei confronti di un soggetto esterno all’amministrazione, ente pubblico o ente di diritto privato in controllo pubblico cui e’ stato conferito uno degli incarichi di cui al comma 1, sono sospesi l’incarico e l’efficacia del contratto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo, stipulato con l’amministrazione, l’ente pubblico o l’ente di diritto privato in controllo pubblico. Per tutto il periodo della sospensione non spetta alcun trattamento economico. In entrambi i casi la sospensione ha la stessa durata dell’inconferibilita’ stabilita nei commi 2 e 3. Fatto salvo il termine finale del contratto, all’esito della sospensione l’amministrazione valuta la persistenza dell’interesse all’esecuzione dell’incarico, anche in relazione al tempo trascorso.

    7. Agli effetti della presente disposizione, la sentenza di applicazione della pena ai sensi dell’art. 444 c.p.p., e’ equiparata alla sentenza di condanna

    PUBBLICATO IL: 23 giugno 2013 ALLE ORE 16:19