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    ROCCAMONFINA – Grande successo per il convegno sulle problematiche delle castagne. Presente anche la Nugnes


    Questo il tema centrale della conferenza: “Le attuali problematiche e le  possibili strategie della filiera castanicola”      ROCCAMONFINA – Ordinanze per sanare la problematica degli abbrucciamenti, incentivi per gli agricoltori ed ulteriori  lanci di Torymus, questi alcuni degli argomenti esposti dai relatori al convegno. Il Dirigente Alberto Manzo del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari […]

    Da sinistra: Daniela Nugnes, Alberto Manzo e la Tari

    Questo il tema centrale della conferenza: “Le attuali problematiche e le  possibili strategie della filiera castanicola” 

     

     

    ROCCAMONFINA – Ordinanze per sanare la problematica degli abbrucciamenti, incentivi per gli agricoltori ed ulteriori  lanci di Torymus, questi alcuni degli argomenti esposti dai relatori al convegno.

    Il Dirigente Alberto Manzo del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e  l’Assessore Regionale Daniela Nugnes, hanno  incantano la platea di proprietari di castagneti intervenuti in massa  al convegno la cui tematica riguardava:  “Le attuali problematiche e le  possibili strategie della filiera castanicola” .

    Contestualmente, il Sindaco Letizia Tari del Comune di Roccamonfina , il delegato comunale  Fiorentino Bevilacqua delegato all’ agricoltura e ambiente, il ricercatore  Emilio Guerrieri IPP CNR ed il Dirigente ARPAC Agostino Delle Femmine,  hanno contribuito alla riuscita della giornata di studio, improntata sul Progetto “Optymus” per l’ottimizzazione della produzione (massale) di Torymus sinensis per il controllo del cinipide galligeno del castagno.

    L’Assessore Regionale Nugnes, ancora una volta   non si è smentita, in quanto senza alcuna  remore ha denunciato il fallimento di una classe dirigente regionale antecedente, colpevole di non aver comunicato a Roma, i riferimenti per non fare incorrere nel divieto degli  abbrucciamenti i proprietari di castagneti. “ Al più presto – ha riferito la Nugnes- darò il via ad   una  conferenza di servizio, con tutti  i Sindaci dei territori compromessi dal divieto, affinché siano autorizzati ad emanare delle  ordinanze  a deroga, cosi da baipassare la problematica, almeno  per questi mesi”.

    La Nugnes ha poi  ribadito che, entro  il 2015 potrebbero  essere messi a regime i  bandi con finanziamenti regionali, per dare degli  incentivi a coloro che ne faranno richiesta. Nel concludere il suo intervento che, a detta dei presenti è stata una vera  e propria arringa, la Nugnes ha comunicato che, ha già inviato gli incartamenti per fare escludere il bosco dalle normative vigenti. La sua performance politica istituzionale,  è stata dettata dalla rabbia per aver ricevuto una missiva dove si comunicava che, in base al decreto della Terra dei fuochi, i prodotti dei 54 comuni inseriti nelle aree contaminate, non sarebbero più stati raccolti.

    Grande rilievo è stato dato alla risoluzione XIII Commissione  Agricoltura  Camera dei deputati, il cui contenuto è stato presentato dal Dirigente Manzo che,     ha informato la platea dell’appuntamento che, si terrà al Ministero il 6 Marzo a cui parteciperanno tutti i rappresentanti delle Regioni italiane per  definire il programma riguardante i prossimi lanci dei Torymus.

    Nel evidenziare il progetto Castanea, il dirigente Manzo ha mostrato gli obietti già attuati ed in fase di attuazione: “  La seconda proposta progettuale, sempre presentata dal Consiglio per la Ricerca Sperimentazione in Agricoltura (CRA), secondo quanto previsto dall’azione n.3 del Piano del settore castanicolo 2010-2013, cioè quella relativa alle “Linee di Ricerca”, è articolata in Undici Unità Operative sul territorio nazionale alle quali aderiscono attivamente le Regioni, le Università ed i Centri ed Istituti di Ricerca; è un progetto biennale ed è in attesa di finanziamento.

    La definizione, d’accordo con le regioni, di linee d’azione perché possa essere debellato l’insetto parassita, il “Cinipide galligeno del castagno” (Dryocosmus kuriphilus) colpevole di aver pregiudicato la produzione italiana di castagne. Tali linee d’azione dovranno definire: utilizzo di metodologie applicabili, con preferenza a metodi di lotta che hanno dato prova di efficacia e che non sono risultate invasive sull’ecosistema, come è il caso dell’utilizzo dell’insetto antagonista Torymus sinensis, prima sperimentato e poi ampiamente diffuso in Italia, concordando, al tempo stesso, un divieto in ordine all’attivazione di metodologie estemporanee, non sperimentate, inefficaci e dannose per l’ambiente e l’ecosistema in cui vivono le piante di castagno; risorse necessarie per la predisposizione di campagne di sensibilizzazione per gli agricoltori, per l’attivazione di interventi di lotta biologica al Cinipide del castagno (Dryocosmus coriphilus), attraverso l’allevamento ed i lanci dell’insetto Torymus sinensis, antagonista naturale del Cinipide del castagno.

    Valutare la necessità di apportare le modifiche necessarie alla normativa vigente affinché sia permesso anche nelle aree naturali protette l’utilizzo dell’insetto antagonista Torymus sinensis ed ad adottare le occorrenti iniziative amministrative affinché il settore castanicolo sia nuovamente inserito tra le superfici monitorate dall’Istat;a far sì che nella fase di definizione delle scelte nazionali di applicazione della nuova politica agricola comunitaria, relativamente alle misure del primo e del secondo pilastro (aiuti diretti ed aiuti accoppiati), sia riservata una adeguata attenzione ai produttori di castagne, il cui reddito è messo in forte pericolo dal Cinipide del castagno (Dryocosmus coriphilus);a provvedere affinché sia intensificata, al fine di contrastare le contraffazioni e le frodi, l’attività di controllo dell’origine delle castagne immesse in commercio, vista la notevole contrazione della produzione nazionale e la forte crescita delle importazioni da cui ne deriva il fondato rischio di ritrovare in commercio prodotto indicato come di origine nazionale mentre in realtà si potrebbe trattare di specie estere .

    Per la lotta al cinipide si potrebbero reperire risorse nell’ambito della Legge 499; Indicazioni alle Regioni di inserire nei PSR, una misura di recupero ambientale; Sostegno al reddito delle imprese:perseguire la strada degli aiuti comunitari ma è una soluzione complessa; Nuovo Regolamento comunitario  sugli aiuti, non viene più escluso il settore fitosanitario, quindi si potrebbe intraprendere la procedura relativa alle calamità naturali; a tal riguardo nelle more della modifica legislativa della Legge n.102, la Regione Campania  potrebbe avvalersi del periodo transitorio con le relative procedure da concordare con la UE.  L’Italia è tra i principali produttori ed esportatori mondiali di castagne (Castanea sativa Miller). La sua importanza sui mercati esteri è sempre più minacciata dalla concorrenza asiatica. Sul mercato interno, la debolezza strutturale della produzione, caratterizzata da piccole aziende localizzate prevalentemente in montagna e collina, i mutati consumi alimentari e la crescente concorrenza asiatica minacciano la sopravvivenza di un settore che può garantire un’importante fonte di reddito e la tutela ambientale e paesaggistica dei territori.

    Il castagno ha assunto in passato ed assume ancora oggi un ruolo preminente tra le formazioni forestali italiane, non solo per l’elevata produttività, la qualità e la varietà degli assortimenti legnosi, ma soprattutto per la consistente presenza sul territorio nazionale. Nel corso del 2011 il MiPAAF ha istituito il “Tavolo di Filiera della frutta in guscio”, nell’ambito del quale è presente una specifica sezione «Castagne» con DM n.4824 del 10 marzo 2011. La sua costituzione è nata dall’esigenza di affrontare le molteplici problematiche che negli ultimi anni si sono venute a creare in questo comparto, ancor più evidenziate dalla grave crisi e dalla pesante congiuntura internazionale in cui versa il settore agricolo in generale, con enormi ripercussioni economiche sui produttori, sugli operatori della filiera e sui territori di produzione.

    Progetto BIOINFOCAST (In Corso anni 2013 e 2014) L’Italia è tra i principali produttori ed esportatori mondiali di castagne (Castanea sativa Miller). La sua importanza sui mercati esteri è sempre più minacciata dalla concorrenza asiatica. Sul mercato interno, la debolezza della produzione strutturale , caratterizzata da piccole aziende localizzate prevalentemente in montagna e collina, i mutati consumi alimentari e la crescente concorrenza asiatica minacciano la sopravvivenza di un settore che può garantire un’importante fonte di reddito e la tutela ambientale e paesaggistica dei territori. Il castagno ha assunto in passato ed assume ancora oggi un ruolo preminente tra le formazioni forestali italiane, non solo per l’elevata produttività, la qualità e la varietà degli assortimenti legnosi, ma soprattutto per la consistente presenza sul territorio nazionale.

    I castagneti sono minacciati da emergenze fitosanitarie. L’estensione delle infestazioni del cinipide alla quasi totalità del territorio italiano, richiede di modificare la normativa vigente, con l’obiettivo di adeguarla alle esigenze della castanicoltura, sia per quanto riguarda la produzione dei frutti, sia riguardo la movimentazione del materiale di propagazione del castagno. Il castagno svolge diverse funzioni: produttive, protettive, naturalistiche, paesaggistiche, ricreative, didattiche. Tenuto conto del forte legame tra il castagno e l’identità territoriale, la valorizzazione delle produzioni non può prescindere dal considerare i diversi aspetti della multifunzionalità e una efficace azione di marketing territoriale deve partire da questa base”.

    Anna Izzo

     

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 21 febbraio 2014 ALLE ORE 7:41