Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    MADDALONI. Affare Cementir, Giovanna Maietta si scopre: “Politici ipocriti sulla bocciatura della variante”


    Dura presa di posizione della presidente dell’Associazione Caserta Bene Comune COMUNICATO STAMPA - L’associazione Caserta Bene Comune, i comitati civici di Caserta e Maddaloni, l’associazione Legambiente e il coordinamento associazioni casertane, ribadiscono fortemente che le cave  e i  cementifici  devono dismettere le loro attività. Questo è dimostrato dai molteplici documenti e denunce fatte dalle stesse […]

    Dura presa di posizione della presidente dell’Associazione Caserta Bene Comune

    COMUNICATO STAMPA - L’associazione Caserta Bene Comune, i comitati civici di Caserta e Maddaloni, l’associazione Legambiente e il coordinamento associazioni casertane, ribadiscono fortemente che le cave  e i  cementifici  devono dismettere le loro attività. Questo è dimostrato dai molteplici documenti e denunce fatte dalle stesse associazioni che da anni partecipano alle procedure per la dismissione delle attività di cava a Caserta e Maddaloni. Ma le associazioni non hanno il potere decisionale di predisporre una dismissione o delocalizzazione degli esercizi di cava e cementifici. Esistono due strade per risolvere il problema cave ma soprattutto cementifici di Caserta e Maddaloni, attraverso la concertazione tra enti e imprenditori con l’attivazione di un tavolo istituzionale compartecipato dai portatori di interessi diffusi e attraverso la capacità, in particolar modo delle amministrazioni comunali , di capire che quando le procedure della conferenza di servizi in  cui si considerano i pareri tecnici , rilasciati e motivati ,  ai sensi di legge, non consentono (direi fortunatamente) potere assoluto ad uno o altro ente, è necessario valutare i progetti cercando di ridurre eventuali impatti o danni che un’attività può arrecare. Ma se la politica facesse e avesse attivamente fatto il proprio dovere, mantenendo impegni sottoscritti con i cittadini, i tecnici non  sarebbero costretti a valutare alcuni progetti.

    E’ il caso della Cementir, favorita nel 2007 da una delibera di giunta (atto politico), che ha preteso l’ampliamento delle attività di cava, già nel 2009, presentando un progetto di 10 mlilioni di mc, progetto che  le associazioni, ma non certamente la politica (tutta e di ogni colore) , hanno contrastato con forza e con denunce alla Procura, la quale con l’apertura di un indagine ha fatto si che il progetto si ridimensionasse a 1.850.000 mc. Certo le associazioni speravano in un risultato pieno, si sono rivolte al TAR di Napoli e poi al Consiglio di Stato denunciando in particolar modo la condotta della sovrintendenza  di Caserta e del dirigente regionale che aveva dato un sospetto parere favorevole di valutazione di impatto ambientale. Ma purtroppo la Cementir, oggi è autorizzata a scavare 1.850.000mc di calcare aprendo un nuovo fronte di cava sul versante San Miche, proprio di fronte al centro “Leo Amici”.

    La Cementir, recentemente, attraverso una richiesta di variante progettuale, ha proposto di rinunciare a scavare su San Michele e di poter operare sul piazzale per gli anni consentiti dal piano cave . Le citate associazioni, partecipanti a questa nuova conferenza di servizi, hanno presentato un documento di osservazioni, portato a conoscenza anche dei sindaci, in cui si dichiaravano disponibili alla variante a condizioni che la Cementir rispettasse scadenza e quantitativi onde evitare strategiche proroghe reiteratamente rilasciate negli anni passati. Quindi sia chiaro che diniegare a priori alla variante progettuale, significava dire alla Cementir di aprire un nuovo fronte di cava col rischio di ampliarsi ulteriormente, visto che nessuno è cosi ingenuo da credere che la Cementir spende più di 10 milioni di euro per un tunnel, per miserabili 850.000 mc di calcare (di fronte al Leo Amici). E’ questo che abbiamo cercato di far capire ai sindaci di Caserta e Maddaloni, nella riunione del 1 Ottobre scorso. Vestirsi di ambientalista quando si rischia di fare un danno maggiore al territorio, solo perché si vuole fare la politica delle apparenze è un comportamento fazioso e ipocrita.

    Le associazioni e i comitati vogliono che in primis i sindaci si attivino per far  cambiare le norme regionali in materia di cave e forse anche quelle costituzionali e nazionali. Ma in maniera semplice, immediata, fattiva oltre che comunicativa, attivino il monitoraggio ambientale e dimostrino che vi è inquinamento per poi come massima autorità sanitaria poter chiudere cave e cementifici. Almeno ci provino piuttosto che portare in consiglio comunale inutili ed illegittime delibere .

    Bene hanno fatto i consiglieri comunali di Caserta a far mancare il numero legale, altrimenti avrebbero palesemente dettato illegittimamente un parere tecnico che il dirigente deve rilasciare incondizionatamente e ai sensi di Legge. Piuttosto il sindaco dia seguito all’indirizzo e delega del consiglio che gli sono stati consegnati dai consiglieri comunali con la delibera 67 del 3 Ottobre 2012. Siamo certi che i sindaci di Caserta e Maddaloni vogliono tutelare i cittadini e il territorio  ma per farlo è necessario che alla comunicazione associno l’azione e un impegno ancora  più forte  altrimenti il parere negativo diventa consapevolmente una maschera per il comodo scaricabarile su questioni popolari in cui la politica si crogiola dimenticandosi delle proprie responsabilità.

    Giovanna Maietta

    Associazione Caserta Bene Comune

    PUBBLICATO IL: 8 novembre 2013 ALLE ORE 17:40