Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    OSPEDALE DI MADDALONI, 130 operatori Aido non prendono un euro da mesi e il contratto è in scadenza


      Per il momento non sono stati organizzati scioperi e non è stata comunicata nessuna mobilitazione, ma si spera in una proroga o nel rinnovo del contratto MADDALONI – E’ in scadenza il contratto degli operatori socio sanitari della cooperativa AIDO. Di proroga in proroga, si avvicina il termine ultimo del 30 agosto. Questo termine […]

    Nella foto, l’ospedale di Maddaloni

     

    Per il momento non sono stati organizzati scioperi e non è stata comunicata nessuna mobilitazione, ma si spera in una proroga o nel rinnovo del contratto

    MADDALONI – E’ in scadenza il contratto degli operatori socio sanitari della cooperativa AIDO. Di proroga in proroga, si avvicina il termine ultimo del 30 agosto. Questo termine fa salire la tensione: non si sa ancora se sarà concessa un’ennesima proroga, da parte della direzione generale dell’Asl di Caserta,  per un rinvio in autunno, periodo in cui si prevede una “ripresa” di elargizione dei tanto attesi fondi o se ci sarà un nuovo bando per un appalto ex novo che, a quanto sembra da voci di “corsia”, farebbe temere in ulteriori tagli delle ore o delle unità lavorative.

    Gli operatori socio sanitari della cooperativa AIDO sono circa 130 e operano nell’ospedale di Maddaloni, Marcianise, San Felice a Cancello e la RSA di Caserta, la struttura che garantisce gli interventi infermieristici anche a domicilio.

    La situazione di tali operatori che hanno continuato a lavorare nonostante le mille incertezze circa il loro futuro, diventa sempre più precaria. Vengono retribuiti parzialmente e spesso a rate dilatate nel tempo. Nonostante le mensilità arretrate, gli operatori socio-sanitari, per la maggior parte di Maddaloni, hanno sempre garantito tutti i servizi per i quali sono chiamati a prestare la loro opera. Non minacciano scioperi o interruzioni del lavoro, bensì chiedono semplicemente delle risposte chiare senza ulteriori rimandi.

    Da voci di corridoio… sembra che il nuovo appalto non garantisca le attuali ore di lavoro e il rischio che si propina all’orizzonte è la riduzione degli stipendi. Insicurezza che persiste e contrasta con le richieste di potenziare il servizio con nuove assunzioni. Ciò che desta preoccupazione e malcontento tra gli operatori è che quando si parla della “salvezza” dell’ospedale di Maddaloni in realtà l’argomento è posto in maniera vaga e generalizzata, poiché l’attenzione in realtà è rivolta su un solo specifico “reparto” mentre ormai dell’intera struttura, della reale situazione di degrado che influisce inevitabilmente sull’efficacia ed efficienza del nosocomio sembra esser passato in secondo piano.

    L’augurio è che effettivamente qualcuno si attivi per ottenere risultati concreti.

    Antonietta Sasso

    PUBBLICATO IL: 11 luglio 2013 ALLE ORE 18:55