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    OSPEDALE DI CASERTA – Incredibile infornata di nuovi assunti, figlie di generali e di super “direttori naturali”, più tante VELINE. Politici scatenati


        Ma quanto sono bellini quelli della direzione strategica quando sostengono di essere in linea con le prescrizioni regionali sul blocco delle assunzioni. Perchè il Cardarelli non usa il service interinale, selvaggiamente adottato a Caserta ed è ricorso ad ortodossi avvisi pubblici per la mobilità? CASERTA - Se l’azienda ospedaliera del Cardarelli, di gran […]

    Nelle foto, da sinistra Francesco Bottino, le infermiere veline, Domenico Ovaiolo e Diego Paternosto

     

     

    Ma quanto sono bellini quelli della direzione strategica quando sostengono di essere in linea con le prescrizioni regionali sul blocco delle assunzioni. Perchè il Cardarelli non usa il service interinale, selvaggiamente adottato a Caserta ed è ricorso ad ortodossi avvisi pubblici per la mobilità?

    CASERTA - Se l’azienda ospedaliera del Cardarelli, di gran lunga la più grande e la più complessa di tutta l’Italia Meridionale ha adottato, come sistema per compensare le carenze di personale, quello dell’avviso pubblico con apertura alla mobilità anche extraregionale e se lo stesso sistema è stato adottato da un’altra Asl importantissima, ad altissima densità demografica, come l’Asl Napoli 2 nord, allora evidentemente aziende che sono sotto i riflettori costantemente per la loro importanza, hanno ritenuto che questo rappresentasse il sistema che metteva insieme, contemperandole, le ragioni della efficienza, della qualità del servizio, svolto da nuove unità provenienti, comunque, da esperienze forti, qualificate e dilatate nel tempo, e quelle ancor più importanti della trasparenza, dato che attraverso un avviso pubblico di questo genere, i diritti di chi intende rispondervi, molto difficilmente possono essere manipolati e piegati agli interessi della politica clientelare.

    Avete letto questi due esempi, scordateveli?

    A Caserta si fa esattamente il contrario. La superficialissima vulgata giornalistica locale ha continuato a scrivere e a timbrare in questi giorni quella che il mitico Fantozzi avrebbe definito, nella famosa scena della proiezione coatta della Corazzata Potemkin, una “boiata pazzesca” (CLICCA QUI PER VEDERE LA SCENA).

    Qui la boiata pazzesca non è costituita dal barboso film del maestro lettone Sergej Ejzenštejn, ma dalle dichiarazioni rese dai tre moschettieri della direzione strategica, i quali ripetono a ogni pié sospinto che l’azienda ospedaliera di Caserta applica alla lettera le prescrizioni regionali sul blocco delle assunzioni.

    Beh, negli ultimi anni nell’ospedale di Caserta sono state assunte circa 500 nuove unità. Già immaginiamo la confutazione a cui spediamo una preventiva pernacchia: ma quelle non sono assunzioni nostre, ma delle aziende che operano in service, come la Tempor, come la Gisap e come la Gisan.

    In quest’ultimo periodo è stata soprattutto la Tempor a fare assunzioni.

    Facciamo le personcine serie, senza fughe in avanti e senza indulgere nella cultura del sospetto. E allora, se qualcuno ci dimostra che i nuovi assunti di Tempor sono completamente estranei a meccanismi clientelari riconducibili ai dirigenti e cioè al dg Bottino, al ds Paternosto, al dram Ovaiolo, alla provveditoressa Costantini, ai vari Carmine Iovine e solita compagnia di giro, allora noi chiuderemo Casertace per sempre.

    Ma non lo chiuderemo, dato che nei prossimi giorni vi faremo una sfilza di nomi e cognomi di assunti Tempor da far cadere letteralmente le braccia. Addirittura sono stati assunti contemporaneamente un fratello e una sorella; quattro coppie di fidanzati promessi sposi, che così potranno convolare a nozze non si sa fino a che punto giuste.

    Non ne parliamo proprio (oggi no, nei prossimi giorni ne parleremo e come, scrivendo nomi, cognomi e altre generalità), dei figli degli pseudosindacalisti che invece di difendere le ragioni dei lavoratori e i loro diritti, diventano bestioline ammaestrate in mano ai dirigenti che hanno propiziato l’assunzione dei figli.

    Una confutazione estrema, al limite della faccia tosta potrebbe essere rappresentata dalla seguente affermazione: “Sì, ma sono sempre persone assunte dalla Tempor e non dall’ospedale“. Beh, l’impressionante serie di nomi facilmente collegabili ai caporioni dell’ospedale,  naturalmente imbeccati dai politici, (Carinola? Santa Maria la Fossa? Chissà chi li ha raccomandati questi qua…?), l’infornata impressionante di veline all’interno delle direzioni, dove dicono di svolgere la funzione di impiegate, renderà questa confutazione una minuscola insignificante ed inservibile foglia di fico.

    Gianluigi Guarino

     

     

    PUBBLICATO IL: 1 agosto 2013 ALLE ORE 11:56