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    OSPEDALE DI CASERTA – Giovani disoccupati andate sotto agli uffici di Bottino e Paternosto. Tra poco altre venti assunzioni targate Tempor


    E con queste, tra gli interinali o presunti tali, si arriverà quasi a 200, senza considerare nel numero gli addetti alle pulizie che sono più di 100, e che porterebbero il numero a varcare quota 300 CASERTA – Togliendo dal conto la storica e inutile presenza delle valorose maestranze che si occupano da anni e […]

    E con queste, tra gli interinali o presunti tali, si arriverà quasi a 200, senza considerare nel numero gli addetti alle pulizie che sono più di 100, e che porterebbero il numero a varcare quota 300

    CASERTA – Togliendo dal conto la storica e inutile presenza delle valorose maestranze che si occupano da anni e anni delle pulizie dell’ospedale civile di Caserta , il conto degli interinali o presunti tali, che lavorano dentro all’ospedale, assunti dalle imprese Tempor, Gesa e Gesap,  ormai si avvicina paurosamente alle 200 unità. In pratica un 20% rispetto ai dipendenti direttamente assunti dall’azienda ospedaliera.

    Un’autentica follia clientelare che serve solo ad alimentare la stiva dei voti di questo o di quel politico, attualmente al stiva dei voti di Paolo omano, il quale di assunzioni ne becca molte di più di Massimo Grimaldi, anche se pure questo qua non scherza, visto che il direttore generale Bottino molto spesso va a rapporto da Caldoro.

    La novità di questi giorni e che, indifferenti a ogni forma e necessità di risparmio, e dopo l’ultima infornata di un mese fa, si preparano un’altra ventina di assunzioni macchiate Tempor.

    Invitiamo i giovani disoccupati casertani a recarsi già da subito sotto agli uffici del direttore generale Bottino e del direttore sanitario Paternosto, dato che questo è l’unico posto dell’Italia meridionale e forse dell’Italia intera in cui si distribuiscono, in questi tempi gravi, dei posti di lavoro.

    Ma l’ospedale di Caserta è un luogo dove le cose funzionano in un certo modo anche perché i modernissimi e innovativi componenti della direzione strategica hanno elaborato un sistema improntato a una grande flessibilità.

    Capita, infatti, che unità di personale, è il caso della dottoressa Antonella Di Mezza, semplicemente laureata in biologia, venga impiegata nel laboratorio analisi, senza possedere i titoli obbligatori per poter lavorare in questo settore. Li ci lavorano i tecnici di laboratorio, oggi formati con laurea triennale, non i biologi, a meno che non si tratti di un biologo specializzato nelle attività di laboratorio. La dottoressa Di Mezza con tutto il rispetto non rientra ne nella prima categoria, ne nella seconda. E pura sta la, ma si sa che l’ospedale di Caserta è una zona franca, è una sorta di Liechtenstein, dove non vigono le leggi e le norme che da queste discendono dello stato italiano.

     

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 9 ottobre 2013 ALLE ORE 19:23