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    ORE 18,43 ESCLUSIVA CASERTA/ Quelli della galleria di via Mazzini, del Contemporaneo e di Albero devono al comune 200 mila euro di fitti mai pagati


      Ci sono prove documentali, a partire dal contratto del 2005, proseguendo con la transazione del 2010, che dimostrano, insieme ad altri documenti quale sia l’entità del credito vantato dai cittadini di Caserta. Un’altra storia in cui si esprime lo strapotere dei dirigente del comune e soprattutto un’altra storia in cui del principio della corretta […]

    Nella foto via Mazzini

     

    Ci sono prove documentali, a partire dal contratto del 2005, proseguendo con la transazione del 2010, che dimostrano, insieme ad altri documenti quale sia l’entità del credito vantato dai cittadini di Caserta. Un’altra storia in cui si esprime lo strapotere dei dirigente del comune e soprattutto un’altra storia in cui del principio della corretta concorrenza tra operatori economici e commerciali viene fatto strage

     

    CASERTA – Questa è una storia che nei prossimi giorni intendiamo approfondire in maniera seria circostanziata e documentata. Una storia che rappresenta, a nostro avviso, il paradigma di come non si amministra un comune. Chiariamo subito: non si tratta di un attacco specifico a questa amministrazione o a quelle che l’hanno preceduta. Il problema è che certe cose, a Caserta e più in generale al sud, diventano “more solito”, costume usuale, praticato e, purtroppo, tollerato dall’unione pubblica. Ma il paradigma non riguarda solo l’aspetto generale, cioè il discrimine tra una buona amministrazione ed una cattiva amministrazione, ma anche quello particolare relativo ad una specificità tutta casertana: al comune ci sono dirigenti che dettano legge da anni ed anni e fanno letteralmente il bello ed il cattivo tempo, tenendo a bada quei pochi amministratori che vorrebbero una gestione più oculata, più trasparente, più onesta.

    Questa è la premessa, mentre la notizia è la seguente: la società “Interculturale SRL“, per intenderci quella che gestisce tutti i locali della galleria che ospita anche il rinomato bar Contemporaneo in via Mazzini, deve al comune di Caserta circa 200mila euro di fitti arretrati. A quanto ci risulta, e a quanto abbiamo anche constatato se consumi un caffè al Contemporaneo, te lo fanno pagare subito ed anche a caro prezzo e non è previsto l’uso di una soluzione a rate o si un pagherò cambiario. Ugualmente se compri qualche cosa negli altri negozi della stessa galleria.

    Le coordinate di questa vicenda che poi andremo a sviluppare nei prossimi giorni fornendovi tutti i particolari e, dunque, anche le subordinate, sono un contratto stipulato manco a dirlo nel giorni dei morti del 2005, un contratto tra il Comune e la Interculturale SRL , quando tutti i lavori, fatti, come è noto, in project financing, erano stati realizzati. Questo contratto stabiliva un canone annuale a carico della società Interculturale SRL di circa 126mila euro, l’inquilino, tra i quali c’erano anche nomi noti tipo Albero, realizzarone dei lavori, istallarono una cabina elettrica e chiese di scalare i costi sostenuti sui canoni. Al netto di tali costi fu stabilito, in questa transazione, che la Interculturale SRL avrebbe dovuto corrispondere al Comune 100mila euro a titolo, appunto, di canoni arretrati.

    Poi ci sono gli affitti del 2011, quelli del 2012 e quelli dei primi 3 mesi del 2013. Abbiamo prove certe degli importi versati fino ad oggi nelle casse del comune dalla Interculutrale SRL e in base a queste prove si può stabilire, appunto,  in circa 200 mila euro la cifra dei fitti non pagati.

    Riflessione a margine: ma siamo sicuri che tutto questo non leda gravemente, oltre a tante altre cose, anche il principio di una equa e trasparente concorrenza tra operatori commerciali?

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 25 aprile 2013 ALLE ORE 18:47