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    Morto Falco, ora è Paternosto a puntare alla direzione generale Asl. In vista delle europee, Romano e Grimaldi vogliono occupare tutto


      L’operazione di avvicendamento di Paolo Menduni, inviso agli uomini di Caldoro, non si è realizzata, perchè di mezzo ci si è messa l’apertura di un’inchiesta giudiziaria, innescata dalla querela che lo stesso Menduni presentò a suo tempo, subito dopo la conferenza stampa della sfiducia, organizzata proprio da Romano e Grimaldi   CASERTA – Da […]

    Nelle foto, da sinistra, Diego Paternosto, Paolo Romano, Massimo Grimaldi e Paolo Menduni

     

    L’operazione di avvicendamento di Paolo Menduni, inviso agli uomini di Caldoro, non si è realizzata, perchè di mezzo ci si è messa l’apertura di un’inchiesta giudiziaria, innescata dalla querela che lo stesso Menduni presentò a suo tempo, subito dopo la conferenza stampa della sfiducia, organizzata proprio da Romano e Grimaldi

     

    CASERTA – Da quando la denuncia querela, presentata da Paolo Menduni, attuale direttore generale dell’Asl di Caserta, ha aperto un fascicolo giudiziario relativo alla famosa conferenza stampa, architettata e condotta, la scorsa primavera dal presidente del Consiglio regionale Paolo Romano e dal consigliere regionale Massimo Grimaldi, in poche parole dai due uomini più vicini a Caldoro, l’operazione di defenestrazione di Menduni ha subito uno stop.

    Avvicendare adesso Menduni, farlo utilizzando i poteri che il presidente della Regione ha a disposizione, nel mezzo di un’inchiesta che ipotizza reati vari, non si capisce ancora se associabili alla diffamazione o alla calunnia, significherebbe gettare ulteriore benzina sul fuoco, stimolando, in tal modo attenzioni aggiuntive degli inquirenti e delle agenzie pubbliche investigative sulle trame della Sanità casertana.

    Ma su questa storia di Menduni, il governatore Caldoro, e soprattutto gli uomini a lui più vicini, cioè Romano e Grimaldi, mordono letteralmente il freno. Politicamente, Menduni non è funzionale ai loro interessi e alle loro necessità. E questo li innervosisce non poco.

    Ricordiamo che poco più di un anno fa, lo stesso Grimaldi aveva tentato in tutte le maniere di piazzare Francesco Balivo alla direzione amministrativa dell’Asl e l’operazione che si verificava nel bel mezzo delle polemiche sulle iniziative della Corte dei Conti, relative proprio all’attività, svolta da dirigente dallo stesso Balivo, fallì solo grazie e ribadiamo grazie agli articoli pubblicati da Casertace.

    Da mesi ormai si rincorrono diversi nomi per la successione di Menduni, del quale, in un modo o nell’altro Caldoro e i sui vorrebbero sbarazzarsi.

    L’operazione di Luigi Falco era reale e concreta, come Casertace ebbe a scrivere alcune settimane fa, all’indomani della morte dell’ex sindaco di Caserta.

    Ora, avendo deciso il Padre Eterno o la biologia, la sorte di Falco, il nome che gira sulla bocca di tutti è quello di Diego Paternosto, attuale direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera, S. Anna e San Sebastiano.

    Sul nome di Paternosto ci sarebbe anche l’ok di Francesco Bottino, che dell’ospedale è direttore generale e che dall’ospedale continua ad esercitare un peso significativo anche all’interno di un’Asl che ben conosce, avendola diretta a lungo, anni fa, per conto del centrosinistra di Bassolino, De Mita e Montemarano.

    Con Paternosto all’Asl, il peso specifico di Bottino aumenterebbe ulteriormente e soprattutto Paolo Romano riuscirebbe a far quadrare il cerchio del controllo totale della Sanità casertana in vista delle prossime elezioni europee, obiettivo a cui punta in maniera manifesta ed esplicita.

    Riuscirà questa manovra di conquista totale da parte di Caldoro, Romano e Grimaldi?

    Possibile, ma non certo.

    Noi, naturalmente, staremo a vedere e soprattutto a raccontare.

    Gianluigi Guarino

    POST SCRIPTUM – Naturalmente, stavolta vi ho fatto sconto del racconto dei percorsi politici di Paternosto, persona rispettabile, medico a mio sommesso avviso scadente, direttore sanitario conseguentemente, sempre a mio sommesso avviso scadente, dato che è un pò complicato trovare un direttore sanitario che non sia neppure igienista, ma soprattutto politicamente dubbioso, ondeggiante, trasformabile, malleabile, duttile.

    Ma questa è una storia che voi lettori di Casertace conoscete fin troppo bene.

    PUBBLICATO IL: 27 febbraio 2013 ALLE ORE 11:40