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    MONDRAGONE / Il Consorzio di Bonifica torna alla carica. Snobbato l’accordo con il Comune: raffica di ingiunzioni spedie ai contribuenti


      Riceviamo e pubblichiamo alcuni punti della nota giunta in redazione sul caso delle cartelle dell’ente consortile…   MONDRAONGE - Dei tanti proclami “epocali” emanati dagli amministratori comunali di Mondragone in materia di recupero ed equità tributaria, l’unico atto favorevole ai contribuenti enuncia l’esenzione dall’anno 2008 in poi del tributo che il Consorzio di Bonifica […]

    Nella foto, il municipio di Mondragone

     

    Riceviamo e pubblichiamo alcuni punti della nota giunta in redazione sul caso delle cartelle dell’ente consortile…


     

    MONDRAONGE - Dei tanti proclami “epocali” emanati dagli amministratori comunali di Mondragone in materia di recupero ed equità tributaria, l’unico atto favorevole ai contribuenti enuncia l’esenzione dall’anno 2008 in poi del tributo che il Consorzio di Bonifica Inferiore del Volturno esige imperterrito sugli immobili assoggettati alla tariffa del servizio idrico integrato, incurante delle diverse condanne subite dalle Commissioni Tributarie.

    Ma, purtroppo, questa enfatizzata iniziativa ha trovato come contraltare l’ondata di ingiunzioni fiscali che stanno pervenendo con raccomandata a.r. ad un consistente numero di cittadini per la riscossione coattiva del tributo del Consorzio successivo all’anno 2008, tramite la concessionaria  Ge.Fi.L. SpA, azzerando e snobbando l’iniziativa degli amministratori locali che avevano posto a carico del Comune, soggetto gestore del servizio idrico integrato, il tributo consortile degli anni 2008 e seguenti in luogo dei proprietari dei suddetti immobili, con delibera di Giunta comunale n.26 del 3 luglio 2012, immediatamente eseguibile, in attuazione dell’apposita convenzione condivisa col Consorzio di Bonifica, divulgata sulla stampa e con manifesti murali del 21-08-2012, a firma del sindaco e del dirigente di ripartizione, assicurando che tale tributo non era dovuto per gli immobili serviti dal sistema fognario cittadino, come confermato dalla comunicazione dell’8 agosto 2012 dello stesso Consorzio di Bonifica del Volturno.

    A prescindere dalla dubbia legittimità dell’ingiunzione fiscale, emessa ex art. 2 R.D. n. 639/1910 dalla GEFIL Spa di La Spezia, che deve considerarsi riservata ai soli Enti pubblici in senso soggettivo, non potendo estendersi alle società private, si continua a trasgredire il disposto indiscutibile del Legislatore della Regione Campania, che all’art.13, comma 3, della Legge n.4/2003, così come modificato dall’art.11 della Legge Regionale n.24/2005, ha stabilito che “non hanno l’obbligo del pagamento del contributo di cui al comma 2 (per l’appunto quello di scolo e di scarico nei canali consortili) i proprietari di immobili assoggettati alla tariffa del servizio idrico integrato, ai sensi dell’art. 14 della Legge n. 36/1994, comprensiva della quota per il servizio di pubblica fognatura”, per evitare la duplicazione della pretesa impositiva a carico del contribuente…

    Inoltre, in merito al problema in questione, risulta imperdonabile la sordità della politica locale, ampiamente rappresentata a livello provinciale e regionale, anche in presenza di una “epocale” sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Caserta, n. 232/08/13 del 27-03-2013, che ha ritenuto valida la class action nel processo tributario e accolto il ricorso collettivo di una ventina di concittadini, assistiti dall’avv. Michele Landi, annullando l’ingiunzione di pagamento del tributo consortile per gli anni dal 2006 al 2010, con condanna della Gefil Spa al pagamento delle spese giudiziarie.

    Paolo Palmieri

    PUBBLICATO IL: 24 aprile 2013 ALLE ORE 8:34