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    Maxi risarcimento a S.MARIA LA FOSSA per il disastro di Ferrandelle. Al Tar un punto a favore del ricorso


        Il Tribunale a cui il comune ha adito ha deciso di nominare un Ctu. Questo fa ben sperare a legale e amministrazione S.MARIA LA FOSSA – Il paesino guidato dal sindaco Papa è stato martoriato dai rifiuti e, per quel martirio, l’amministrazione fossatara, rappresentata in giudizio dall’avvocato Renato Labriola, ha presentato ricorso contro […]

    Nella foto Labriola e Papa

     

     

    Il Tribunale a cui il comune ha adito ha deciso di nominare un Ctu. Questo fa ben sperare a legale e amministrazione

    S.MARIA LA FOSSA – Il paesino guidato dal sindaco Papa è stato martoriato dai rifiuti e, per quel martirio, l’amministrazione fossatara, rappresentata in giudizio dall’avvocato Renato Labriola, ha presentato ricorso contro il Ministero dell’ambiente e della tutela del mare, desiderosa di essere ripagata per i rifiuti che ha  letteralmente subito in questi anni.

    Il fatto che il Tar abbia deciso di chiedere l’ausilio di un Ctu, quindi di un tecnico di ufficio, fa ben sperare al legale e all’amministrazione Papa di uscire vincitori dal procedimento: in sostanza, se il Tar incarica un perito significa, in realtà, che il danno patito da S.Maria la Fossa potrebbe rappresentare, probabilmente, qualcosa in più di un semplice sospetto.

    Nel ricorso si legge che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, organo preposto alla tutela dell’ambiente, avrebbe adottato  “ comportamento ingiusto ed elusivo, dinanzi al mutamento del sito di Ferrandelle, che da sito di stoccaggio provvisorio sarebbe divenuto vera e propria discarica, nonché, dinanzi alla drastica situazione di emergenza creatasi per il perdurare della giacenza dei rifiuti presso un sito nato con caratteristiche di provvisorietà e per nulla idoneo ad uno stoccaggio definitivo dei rifiuti, essendo sprovvisto di quei presidi necessari e propri di un impianto di smaltimento definitivo, quali, in via approssimativa, la gestione del percolato, del biogas e delle acque meteoriche.”

    In parole povere Ferrandelle nata come sito di stoccaggio si sarebbe ritrovata ad adempiere alla funzione di vera e propria discarica.

    La giacenza perdurata dei rifiuti a decorrere dall’anno 2008 ad oggi presso  Ferrandelle, per Labriola, “congiuntamente ad un continuo sversamento di rifiuti senza che vi fosse alcuna autorizzazione in merito e, nonostante l’Ordinanza Commissariale n. 161 del 09.04.2008, avesse previsto lo svuotamento definitivo del sito entro 18 mesi, che non è mai avvenuto, si sarebbe in questo modo realizzata una trasformazione da sito di stoccaggio provvisorio  a vera e propria discarica”

    In questo ambaradan il solo elemento positivo è che al momento resta da rimuovere da Ferrandelle solo ¼ dei rifiuti sversati. Sono state ripulite, infatti, tutte le piazzole scoperte e parte di quelle coperte. In attesa della sentenza e dell’agognato maxi risarcimento, si parla di diversi milioni di euro, la quasi totale pulizia della discarica rappresenta una piccola nota di speranza ambientale per Terra di Lavoro.

    Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 1 agosto 2013 ALLE ORE 19:14