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    ESCLUSIVISSIMA – Un gasdotto che passa per Caserta, la carta vincente del gruppo Patriciello per vincere la gara da 10 milioni. Ma il segreto non regge, ennesima bufera su Mazzotti


      L’idea che ci siamo fatti è che su questa storia dell’ennesimo appalto PIU Eurpoa, aggiudicato ion maniera discutibilissima discuteremo a lungo, anche perchè aspettiamo che il grande ingegnere sammaritano che favorisca alla città la documentazione di aggiudicazione. Occorrerebbe un plotone di marines per sorvegliare le buste chiuse di questi bandi   CASERTA – Se […]

    Nelle foto da sinistra: Aldo Patriciello, Maurizio Mazzotti e Angelo Polverino

     

    L’idea che ci siamo fatti è che su questa storia dell’ennesimo appalto PIU Eurpoa, aggiudicato ion maniera discutibilissima discuteremo a lungo, anche perchè aspettiamo che il grande ingegnere sammaritano che favorisca alla città la documentazione di aggiudicazione. Occorrerebbe un plotone di marines per sorvegliare le buste chiuse di questi bandi

     

    CASERTA – Se un gruppo imprenditoriale della forza e della consistenza del gruppo Patriciello, che non è forte solo perchè Aldo Patriciello c’ha saputo fare con la politica ma anche perchè quella famiglia, che il sottoscritto conosce bene, se possiede 25 cliniche, se ha fatto dell’EUROMED non solo una struttura scura e di riabilitazione, ma anche un centro di ricerca all’avanguardia di livello internazionale, se, ultimamente ha acquistato la prestigiosa clinica irpina Malzoni, se un gruppo di queste dimensioni esprime delle fortissime perplessità sull’esito della più grande tra le gare di appalto per opere finanziate dal PIU Europa, quella relativa alla costruzione della stazione regionale, alla infrastutturazione dell’area del policlinico e alla riqualificazione di rione Acquaviva, per un importo di circa 10 milioni di euro, allora si sarebbe già portati per se a considerare il caso, apprestandovi la dovuta attenzione giornalistica.

    Se la levata di scudi e il preannuncio di clamorose azioni giudiziarie da parte del gruppo Patriciello avviene dentro a una vicenda, quella dei progetti del PIU Europa, che ha prodotto, fino ad ora, ombre inquietanti di ogni tipo nell’attività di gestione delle procedure di gara, come Casertace ha denunciato e documentato in decine e decine di articoli e come anche il TAR della Campania ha già sancito, revocando l’assegnazione del bando relativo alla caserma Sacchi, allora non basta l’attenzione, occorre presidiare militarmente, svolgendo, purtroppo, anche un’azione di supplenza in carenza di chi queste cose dovrebbe controllare e che non ha, evidentemente, il tempo per farlo.

    Quello che pensiamo sul sistema di attribuzione dei bandi, fondato sulla cosiddetta offerta economicamente più vantaggiosa, l’abbiamo scritto più volte. Aver inserito nel codice degli appalti questo sistema, teoricamente equo, serio, ma applicabile in nazioni in cui il livello dell’evoluzione nella pubblica amministrazione non si attesta su cifre mascalzonesche come quelle del bel Paese, è stato come riempire di formaggio una dispensa di una cantina presidiata dai topi.

    Il combinato (in) disposto tra questo sistema, finalizzato a far quadrare, contemporaneamente, le ragioni dell’efficienza e del risparmio e la legge Bassanini ha dato ai dirigenti di ogni comune d’Italia poteri che rasentano l’onnipotenza. Si possono fare mille giochini con le cosiddette offerte migliorative e ci vorrebbe uno stuolo di marines a presidiare le buste chiuse nel periodo che collega la pèresentazione delle offerte all’aggiudicazione del bando.

    Per inteso, non ci riferiamo, con queste nostre affermazioni, ai casi di Caserta, che vanno ancora approfonditi e valutati, ma certo, il fatto che ogni bando, ogni processo di assegnazione finisca puntualmente, o davanti ad un tribunale amministrativo o all’attenzione della magistratura inquirente, autorizza l’esercizio di una incessante attività di sindacato ispettivo. E siccome in questa merda di città non lo fa nessuno, allora lo facciamo noi.

    I Patriciello, che hanno speso centinaia di migliaia di euro per dare una grande qualità alla loro offerta per questi lavori hanno investito anche nella conoscenza di adeguate e riservate informazioni sul passaggio per Caserta di un importantissimo gasdotto che, partendo dall’Africa e dipanandosi dal porto di Napoli, è destinato a servire molte parti d’Italia, passando proprio da questo territorio. L’interazione di quel progetto con le economie che questo tipo di insediamneto infrastrutturale determinava rappresentava per il gruppo Patriciello un elemento vincente, ma soprattutto utile a giustificare l’ingente investimento realizzato sugli studi preliminari di questo progetto.

    Essere arrivati quarti su sei, ma soprattutto, essersi accorti che questo fatto del gasdotto era comparso anche nella documentazione di un alòtro paio di concorrenti ha lasciato perplessi Aniello Patriciello che nel gruppo si occupa proprioo del comparto originario che è quello delle costruzioni edili e delle grandi opere. Da qui la richiesta di accesso agli atti, non immediatamente riscontrata dal dirigente dell’ufficio tecnico Maurizio Mazzotti . Da qui un grande disappunto che, forse, è anche legato, inconsciamente al fatto che a infliggere il presunto torto sarebbe stata un’Amministrazione comunale di centrodestra, dello stesso centrodestra cui Aldo Patriciello appartiene che, almeno per quello che riguarda la città di Caserta era dominato fino a due mesi e mezzo fa da Angelo Polverino, con cui il gruppo Patriciello aveva un rapporto cordiale e fluido a cui l’europarlamentare .

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 13 gennaio 2014 ALLE ORE 10:32