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    MARCIANISE – Istituto Novelli, la lettera di una “studentessa indignata”


    Rita Ianniello, studentessa dell’ISISS Novelli, chiede con una lettera il perché di tale ritardo e non risparmia parole dure e piene di rabbia: leggila in calce al nostro articolo MARCIANISE – Abbiamo già anticipato ieri la questione degli orari insostenibili dell’istituto ISISS Novelli ma abbiamo contattato uno dei rappresentanti di istituto che ci ha spiegato […]

    Rita Ianniello, studentessa dell’ISISS Novelli, chiede con una lettera il perché di tale ritardo e non risparmia parole dure e piene di rabbia: leggila in calce al nostro articolo

    MARCIANISE – Abbiamo già anticipato ieri la questione degli orari insostenibili dell’istituto ISISS Novelli ma abbiamo contattato uno dei rappresentanti di istituto che ci ha spiegato tutti i retroscena. Ai primi di settembre sarebbe stata affidata all’istituto una succursale in via Trentola diventata improvvisamente inadatta a pochi giorni dall’inizio delle lezioni.

    Si è parlato di inagibilità a causa di rifiuti tossici nel terreno e della necessità di demolire l’edificio ma motivazioni reali per cui il plesso sia stato effettivamente negato non sono ancora pervenute. Ci sarebbe addirittura una causa in atto per il momento rinviata al 19 Marzo 2014 il che rende ancora più utopica la possibilità di sistemarsi entro l’anno scolastico nella nuova sede o in una sede equivalente.

    Dalla provincia sono partite delle richieste dirette al comune di Marcianise per ottenere una lista degli ipotetici edifici liberi che potrebbero essere affidati al Novelli per risolvere il problema della mancanza delle classi per il numero sempre crescente di iscritti, ma anche questa ennesima richiesta rimane accantonata in un angolo.

    Gli studenti non intendono restare con le mani in mano e fanno sapere che si stanno organizzando per chiedere che i propri diritti vengano riconosciuti.

    Rita Ianniello, studentessa dell’ISISS Novelli, chiede con una lettera il perché di tale ritardo e non risparmia parole dure e piene di rabbia: si firma come “studentessa indignata” ma va da voce ad intero corpo studentesco costretto a studiare tardi e male.

    Gaetana Tartaglione

    DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA A FIRMA DI RITA IANNIELLO, UNA “STUDENTESSA INDIGNATA”

    Caro direttore,

    Sono una delle coraggiose studentesse che frequenta la scuola italiana nel 2013. Frequento l’I.S.I.S.S. Novelli di Marcianise e ho deciso di scriverle questa lettera per evidenziare uno dei tanti fatti incresciosi che continuamente si ripetono nelle scuole italiane e, che in questo caso, si sta verificando in molte scuole della provincia di Caserta.

    Quest’anno, numerosi licei come il Novelli e il Quercia di Marcianise hanno chiesto formalmente alla provincia di avere nuove sedi per accogliere gli studenti e così, garantire loro il pieno rispetto dell’offerta formativa.  Nello specifico, in un primo momento la richiesta del Novelli fu accolta e a quest’ultimo fu assegnato un edificio in via Trentola, vicino la piscina Cocos. In seguito, grazie a numerose testate giornalistiche come “il Mattino”, fu scoperto che la suddetta sede aveva a proprio carico ben tre ordini di demolizione perché costruita su un terreno fortemente tossico e dunque non adatto a ospitare una scuola.

    A quest’evento è seguito un periodo d’immobilità della provincia casertana, che solo un paio di settimane fa ha chiesto formalmente al comune di Marcianise di trovare una sede per il liceo Novelli. Questa richiesta, OVVIAMENTE, non è ancora stata accolta.

    Vittime di questa burocrazia lenta, poca professionalità, o come vogliamo chiamarla, siamo noi: studenti costretti a fare rotazioni e turni assurdi per arrivare al monte ore settimanale pur di non compromettere la validità dell’anno scolastico; ragazze e ragazzini di prima liceo, costretti a fare turni pomeridiani e a rientrare da soli a casa nel tardo pomeriggio; maturandi che quest’anno dovrebbero affrontare un esame di stato e non sono stati messi in condizione di prepararsi bene per sostenere un esame dignitoso.

    Mi chiedo: perché mai a questi problemi si cerca di porre rimedio solo quando è troppo tardi? Perché assicurare un ambiente adatto allo studio a dei ragazzi, non è ritenuto importante? Perché nello Stato italiano l’educazione dei giovani non è mai la priorità ma solo qualcosa su cui tagliare e guadagnare?

    Le ho scritto tutto questo, nella speranza che lei pubblichi questa lettera, per far capire a tutti che noi ragazzi non accetteremo MAI passivamente tale scempio e anche nella speranza che questo sfogo possa smuovere qualche coscienza e, magari, anche la nostra situazione.

    Distinti saluti,

    Una studentessa indignata

    PUBBLICATO IL: 31 ottobre 2013 ALLE ORE 10:05