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    MARCIANISE – I disabili dell’associazione “Uniti Per…” cacciati dalla parrocchia San Carlo di piazza Umberto I


        Nessuna spiegazione è stata data loro. Al momento, i volontari dell’associazione sono stati ospitati dai frati francescani del Convento di San Pasquale   MARCIANISE – Un aut aut secco quello che si è visto recapitare l’associazione “Uniti per…” di Marcianise. La Rettoria di San Carlo, in piazza Umberto I, quelli di “Uniti per…” la […]

     

     

    Nessuna spiegazione è stata data loro. Al momento, i volontari dell’associazione sono stati ospitati dai frati francescani del Convento di San Pasquale

     

    MARCIANISE – Un aut aut secco quello che si è visto recapitare l’associazione “Uniti per…” di Marcianise.

    La Rettoria di San Carlo, in piazza Umberto I, quelli di “Uniti per…” la devono abbandonare.

    E se nell’uso comune l’espressione “aut aut” viene utilizzata per definire una scelta biunivoca direzionata “o di qua o di là”, qui, invece, di opzione se ne presenta una sola.

    In effetti la Rettoria, e non ci è dato sapere per volontà di chi, se di don Paolo Dello Stritto, del responsabile della forania o addirittura del Vescovo di Capua, nè l’ottica che giustifichi una nuova destinazione d’uso dell’edificio sacro, deve essere sgombrata a prescindere.

    I giovani volontari del gruppo, che si dedicano dal 2001 con zelo ad altrettanti giovani in condizioni di disagio, si sono visti piovere addosso, in men che non si dica, un verdetto secco ed inesorabile.

    Tutto senza nemmeno avere in cambio un’opportunità alternativa definitiva, anche se si sono sempre dedicati al prossimo, nè una giustificazione che possa aiutare a mandare giù il boccone amaro di questa disposizione irrevocabile.

    E anche se i soci del sodalizio sono stati accolti a braccia aperte dai frati francescani del Convento di San Pasquale, il loro sogno, con don Salvatore Foglia, è sempre quello di poter usufruire dei locali della Rettoria dove hanno ancora la loro segreteria come recapito di riferimento per la cittadinanza e dove custodiscono l’archivio e i documenti, attrezzature telematiche, computer, telefono e suppellettili.

    Chissà – hanno commentato i ragazzi dell’associazione – cosa penserebbe di tutto questo il Papa Francesco”.

    PUBBLICATO IL: 7 febbraio 2014 ALLE ORE 17:58