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    MADDALONI, tutte le ombre dell’affare Mc Donald. Il ruolo dell’architetto Rescigno, il vuoto normativo e la benzina che è solo una scusa


    Ci sta incuriosendo sempre di più la nascita di questa attività commerciale a un passo dalla variante. E più tardi, ve ne racconteremo altre MADDALONI – La maggior parte dei comuni d’Italia è dotato di un regolamento che dimensiona, definendo, soprattutto nella loro misura massima, le pertinenze commerciali, in special modo collegate al settore della […]

    Ci sta incuriosendo sempre di più la nascita di questa attività commerciale a un passo dalla variante. E più tardi, ve ne racconteremo altre


    MADDALONI – La maggior parte dei comuni d’Italia è dotato di un regolamento che dimensiona, definendo, soprattutto nella loro misura massima, le pertinenze commerciali, in special modo collegate al settore della ristorazione e della somministrazione di bevande ed alimenti, degli impianti di erogazione dei carburanti.

    Questo fa si che le suddette pertinenze rappresentino sempre una sorta di variabile dipendente rispetto all’impianto di erogazione di carburanti, elemento principale dell’attività economica che viene impiantata.

    A Maddaloni, non si può parlare di una deregulation, dato che per esserci una deregulation occorre che ci siano state delle “regulation” in materia.

    Siccome questo non è accaduto, possiamo tranquillamente dire che, relativamente a questa materia, a Maddaloni, vige la legge della giungla e cioè quella stessa legge che ha consentito a un’attività di ristorazione molto conosciuta e molto rinomata, come quella di Mc Donald, di impiantarsi come pertinenza di un distributore di carburante, ma di partire con i suoi panini e i suoi hamburger nettamente prima delle colonnine che, al momento, sono ancora desolatamente inattive, a più di 20 giorni di distanza dalla inaugurazione del ristorante il quale è potuto sorgere con le dimensioni cospicue con cui è sorto, proprio perchè il comune di Maddaloni non possiede un regolamento.

    Tutto ciò non rende del tutto fantasioso il pensiero o, meglio sarebbe dire, il retro pensiero che il distributore di carburante sia nato come una sorta di spaventapasseri, come una cosa messa lì strumentalmente per consentire di cogliere il primo e speriamo non unico obiettivo dell’intera operazione economica e cioè la nascita del Mc Donald. Il mese di distanza che si avvia a separare l’apertura del ristorante fast food da quello, ancora non avvenuto, del distributore di carburante, autorizza a pensare non in maniera adamantina.

    Questa è solo la prima parte del racconto, di un racconto in cui nulla di illegale è capitato e in cui il dominus dell’operazione, l’architetto Rescigno di Maddaloni, area centrosinistra, Carmine Addesso e dintorni, non ha fatto altro che approfittare legittimamente del caratteristico vuoto normativo che connota la materia solo nella città di Maddaloni.

    Più tardi, continueremo il racconto.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 10 gennaio 2014 ALLE ORE 14:05