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    MADDALONI, ecco la prova che il sindaco De Lucia mente su Enzo Mataluna e sull’interruzione dei servizi sociali


    In calce all’articolo riproponiamo la lettera del primo cittadino e quello che, correttamente, il coordinatore dell’ambito C1 aveva scritto già dal 5 febbraio a tutti i sindaci MADDALONI - Il sindaco Rosa De Lucia, probabilmente, e nonostante la sua precedente esperienza da assessore non ha ancora ben compreso, forse per un’assenza di percezione, che cosa […]

    Nella foto Magliocca, De Lucia e Mataluna

    In calce all’articolo riproponiamo la lettera del primo cittadino e quello che, correttamente, il coordinatore dell’ambito C1 aveva scritto già dal 5 febbraio a tutti i sindaci

    MADDALONI - Il sindaco Rosa De Lucia, probabilmente, e nonostante la sua precedente esperienza da assessore non ha ancora ben compreso, forse per un’assenza di percezione, che cosa significhi rappresentare un’istituzione tanto importante come quella del terzo comune della provincia di Caserta.

    Sono tanti, ormai, gli episodi che si succedono. Al di là di quella che può essere la valutazione politica, favorevole o sfavorevole, di consenso, di dissenso o articolata, quel che stupisce è la leggerezza, la levità di certi atti che la signora De Lucia non esprime come privato cittadino. Ma che sono le posizioni del popolo di Maddaloni.

    Se uno scrive, anzi, una scrive in una comunicazione ufficiale, in una lettera uscita dal protocollo di Maddaloni e inviata ad altri sindaci, in questo caso ai sindaci dell’ambito dei servizi sociali C2, che il direttore dello stesso ambito, Enzo Mataluna, ha interrotto, senza preavviso, i servizi sociali, vuol dire che, a fronte di questa serissima affermazione, deve avere documenti, prove, altri atti amministrativi a sostegno della propria tesi.

    Questa lettera, noi l’abbiamo pubblicata l’altro giorno e la riproponiamo anche oggi. Stavolta, però, insieme ad un’altra comunicazione formale, precedente a quella del sindaco, inviata proprio da Enzo Mataluna a tutti i sindaci dell’Ambito e alle varie cooperative che lavorano al suo interno. In queste due righe di scarna comunicazione, Mataluna comunicava che entro 5 giorni da questa lettera, se non fossero intervenuti fatti nuovi i servizi sarebbero stati interrotti. I fatti nuovi sono i soldi che non ci sono più nelle casse dell’ambito C2.

    In questi mesi, Enzo Mataluna, grazie ad una faticosa opera di mediazione con ognuno dei sindaci dell’Ambito, è riuscito a garantire i servizi sociali a disabili, minori, e ad altre fasce disagiate. E’ riuscito a far continuare a lavorare centinaia di dipendenti delle cooperative, nonostante la paralisi legata al braccio di ferro tra il comune di Maddaloni e quello di S.Felice a Cancello. Una guerra guerreggiata tra lady De Lucia e mister De Lucia che ha impedito la realizzazione del piano di zona, indispensabile strumento per ricevere i finanziamenti ai sensi della legge regionale 328.

    Ad inizio di questo mese, di euro in cassa non ce ne era più alcuno e né Mataluna poteva minimamente forzare le procedure, visto che la contabilità dell’ambito C1, cioè dell’ambito che Mataluna dirigeva prima della riforma e della ridefinizione, deve essere chiusa, liquidata e inviata alla Regione entro il 28 febbraio prossimo con una proroga di 2 mesi rispetto alla data del 31 dicembre inizialmente prevista.

    In questa vicenda si innesta anche una delle tante comunicazioni fatte al sindaco e, in questo caso, allo stesso coordinatore Mataluna e all’assessore alle politiche sociali, Magliocca,  dal segretario generale Maria Carmina Cotugno, la quale, dopo aver scritto in premessa i passaggi noti fino alla nomina da parte della Regione Campania di un commissario ad acta per la redazione di un piano di zona tenuto fermo dalla lite di cui sopra, aggiunge che non essendo stata formalizzata alcuna costituzione del nuovo ambito “non risultano nominati e/o costituti il coordinatore, l’ufficio di piano e il responsabile del procedimento”.

    E ancora: ” non risultano assegnate – scrive la Cotugno – risorse e né risulta approvato il piano di zona di competenza del costituendo ambito”. Poi la parte più importante: “non vi può essere alcuna continuità con le attività poste in essere dall’ambito C1, le cui risorse dovevano essere rendicontante entro il 31/12/2013 (della proroga al 28 febbraio abbiamo scritto sopra ndd) e, quindi, non è possibile trasferire risorse dall’ambito c1 all’ambito C2. Ogni determinazione – continua la segretaria generale – che impegni risorse dell’ambito C1 o le quote di competenza dei comuni dell’ambito C2 (non ancora costituito), è da intendersi privo di copertura finanziaria e, non produttiva di alcun effetto giuridico o contabile, come per legge”.

    La conclusione della Cotugno è di una chiarezza solare: “Ove i comuni, facenti parte del costituendo ambito in tutto o in parte, vogliano assumere impegni comuni, circa la continuità di alcuni servizi sociali, è necessario, previa formalizzazione degli accordi nelle forme di legge, assumere impegno contabile pro quota, delegando il comune di Maddaloni all’effettuazione della spesa e alla formalizzazione degli atti”.

    Ed è proprio questo che nei mesi della paralisi Enzo Mataluna ha fatto, forzando, tutto sommato, anche le procedure, visto che questa storia degli impegni pro quota di ogni comune non è che sia il massimo dell’aderenza alla normativa e alle procedure. Esaurite anche queste risorse, raschiato definitivamente il fondo del barile, Mataluna ha dovuto fermarsi dato che non aveva alcuna possibilità tecnica e giuridico amministrativa per andare avanti. Doveva farlo per non passare un guaio lui stesso con la giustizia.

    Sindaco De Lucia, non occorre un’attitudine alla profondità di analisi per leggersi in  minuti quattro scartoffie per produrre una sintesi decente e rispettoso del ruolo e del rango istituzionale che la sua funzione ricopre. Quella sua lettera non solo esprime un fatto non vero, ma è anche pericoloso per l’incolumità di Mataluna. Vogliamo credere nella sua buona fede, ma questo non la esenterebbe da una seria, grave chiamata di responsabilità. Fare il sindaco di una città non è un giochino. Lei sta scherzando don il fuoco.

    PUBBLICATO IL: 13 febbraio 2014 ALLE ORE 13:26