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    MADDALONI – CEMENTIR: tutti i giochi e i giochini, il detto e non detto di Caltagirone e il rischio di altri 3 milioni di metri cubi da cavare


      Il partito Democratico, attraverso il suo leader Gaetano Esposito, spiega nel dettaglio la sua posizione e chiede chiarezza, concretezza e trasparenza, su quelle che sono le intenzioni dell’azienda. MADDALONI - Il Pd chiede risposte alla Cementir. “Non si può parlare di varianti se la Cementir non ci fa sapere quali sono i suoi reali […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Gaetano Esposito e la Cementir

    Il partito Democratico, attraverso il suo leader Gaetano Esposito, spiega nel dettaglio la sua posizione e chiede chiarezza, concretezza e trasparenza, su quelle che sono le intenzioni dell’azienda.

    MADDALONI - Il Pd chiede risposte alla Cementir. “Non si può parlare di varianti se la Cementir non ci fa sapere quali sono i suoi reali progetti in vista della scadenza del 2016” – questa la posizione di democratici esplicitata dal consigliere Gaetano Esposito. Il partito democratico puntualizza, infatti,  che la sua posizione in merito alla questione Cementir è protesa alla tutela dei cittadini, sia per quanto concerne la salute pubblica che il livello occupazionale.

    Il partito di Gaetano Esposito chiede chiarimenti  in merito alla posizione della Cementir.

    Primo punto: come cavare, quanto e dove cavare.

    Secondo punto: rinconversione del cementificio dopo il 2016.

    Secondo il Pd il no uscito dalla riunione dei capigruppo di maggioranza e minoranza alla richiesta di variante non esaurisce il problema, dato che non impegna la Cementir ad esprimere con concretezza e chiarezza il progetto rimasto in sospeso. “La posizione assunta dalla società – spiega Gaetano Esposito – è intollerabilmente generica”.

    Il parere negativo appare condizionato in base alle cose “non fatte” ma previste e richieste dal “famoso” decreto n. 74 del 07/10/2011.”

    La Cementir avrebbe optato per “l’abbassamento del piazzale” di cava per una superficie di 16,56 ettari con inversione di pendenza sul lato sud (Maddaloni) mantenendo la quota di 114 m sul lato nord (Caserta). Stiamo parlando, aggiungiamo noi di Casertace della variante che è stata bocciata, che la Cementir avrebbe voluto mettere in opera insieme al progetto stesso, in una sorta di contraddizione dato che dietro la parola variante si sarebbe nascosto un secondo progetto, con una potenzialità di materiale cavato di 3 milioni di metri cubi, 1.800.000 con l’abbassamento del piazzale. Un altro milione e duecentomila con il sistema del cavato sotterraneo da raggiungere col famoso tunnel.

    Al riguardo, la Cementir ha affermato di essere pronta ad abbandonare il primo progetto, quello della galleria, che toccherebbe il patrimonio dell’Unesco, ma non ha mai messo nero su bianco. Almeno fino ad ora.

    Ovviamente, anche la realizzazione di gradoni appare costosa, quindi scartata dall’azienda. Naturalmente le richieste di chiarimenti e risposte nascono dal timore che astrali coalizioni politiche possano far si che la situazione si ripeti senza avere mai garanzie. Si ricorda l’ultimo episodio dell’amministrazione Cerreto, quando arrivarono in consiglio comunale il protocollo d’intesa con la Cementir, che riuscì a passare anche grazie al rientro in maggioranza di Città Democratica (lista civica del consigliere Provinciale Antimo Caturano) e l’approvazione della variante urbanistica della cava General Sindes. Anche allora qualcuno cercò di chiedere chiarimenti poiché: due requisiti richiesti dalla legge non risultavano “menzionati chiaramente”: realizzazione di opere di utilità pubblica (quali una struttura sportiva, scuole e/o strade etc) nonché la realizzazione di lavori ecocompatibili.

    Nella stessa assise, il “generico” protocollo di intesa con Cementir fu approvato, grazie all’accordo politico con la lista Caturano. Ed è proprio questa “genericità” che non piace a quelli del Pd in quanto essa non ha fatto altro che danneggiare l’intera città, dietro il ricatto occupazionale: in base a questo presupposto verrà chiesto dal Pd un incontro con il sindaco per presentare alla Cementir richieste definitive a cui bisogna necessariamente dare risposte esaustive: quando pagherà gli oneri che deve al comune considerando anche la sentenza del 2007 che sancisce l’obbligo a pagare oneri dal 1986 al 2003, cosa intende fare per la città aldilà del mero “contentino” rete fognaria e manto stradale della sola via Sauda nonché se ha progetti realizzabili dopo la scadenza del 2016.

    A.S.

    PUBBLICATO IL: 22 luglio 2013 ALLE ORE 18:22