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    L’INCHIESTA OTTAVA PUNTATA – Non solo Asl, anche al Villaggio dei ragazzi Polverino & C piazzavano uomini e donne


      Nella puntata di oggi, dopo una premessa straordinaria, ispirataci dalle ultime vicende giudiziarie e al clamoroso arresto del consigliere regionale, ci soffermiamo sul rapporto tra il comune di Maddaloni e la fondazione raccontandovi un episodio incredibile: per anni il Villaggio si è allacciato abusivamente e senza nessun titolo contrattuale all’illuminazione pubblica comunale per un […]

    Nella foto in alto, da sinistra, Cerreto, De Lucia e Petrone. In basso Matrisciano, Cavallè e Polverino

     

    Nella puntata di oggi, dopo una premessa straordinaria, ispirataci dalle ultime vicende giudiziarie e al clamoroso arresto del consigliere regionale, ci soffermiamo sul rapporto tra il comune di Maddaloni e la fondazione raccontandovi un episodio incredibile: per anni il Villaggio si è allacciato abusivamente e senza nessun titolo contrattuale all’illuminazione pubblica comunale per un importo superiore di gran lunga al milione di euro

    MADDALONI - Il percorso stabilito sulla nostra inchiesta del Villaggio dei ragazzi deve subire una doverosa, seppur leggera, modifica, perché dopo l’esplosione dello scandalo Asl, è giusto non mortificare certe evocazioni che, in un altro momento,  possono rappresentare per un giornalista elementi secondari, accessori,  a causa dei quali, gioco forza, si finisce per sacrificare alle priorità della narrazione cronistica.

    Se l’Asl è un ente pubblico, gemmato dalla Regione Campania, la fondazione Villaggio dei ragazzi, al di là della sua identità religiosa, proprio in quanto fondazione, risponde significativamente alle norme del diritto civile nazionale, ma, soprattutto, nel caso specifico del Villaggio dei Ragazzi, deve accettare con serenità anche il controllo dell’opinione pubblica che corrisponde a quello dei cittadini contribuenti, i quali sostengono, corrispondendo salatissime imposte e salatissime tasse, i trasferimenti corposi che per anni sono arrivati da via S.Lucia e non solo.

    Ecco il motivo per cui sin dai tempi di don Salvatore D’Angelo la politica ha svolto un ruolo importante, ha inciso significativamente sulle scelte e sulle strategie di questa istituzione. Però, mentre ai tempi di don Salvatore  il prestigio, il carisma, l’influenza, il peso specifico del fondatore aveva creato un rapporto, tutto sommato, equilibrato tra la fondazione, la politica e le spinte clientelari che da questa arrivavano. Ai nostri tempi anche questo rapporto si è sbilanciato, ma soprattutto si è banalizzato, imbarbarito.

    I politici casertani sono passati per il Villaggio dei Ragazzi soprattutto prima delle elezioni regionali del 2010. Sono passati e hanno anche raccolto. Una disponibilità, forse eccessiva, troppo facile e disarmata. Nel perimetro degli uffici del Villaggio in piazza Matteotti, si ricorda ancora la vicenda del preside del liceo  musicale, Papa, spiegheremmo meglio se scrivessimo Papa senior, dato che Papa junior è l’ex magistrato della Procura di Napoli divenuto, poi, deputato del Pdl, prima di finire in carcere per una vicenda notissima alle cronache.

    Ebbene, quando Papa Junior era recluso a Poggioreale, era il settembre 2011, a Papa senior fu fatta con ben poca eleganza la festa al Villaggio, nel senso che fu invitato a un incontro con la dirigenza, con padre Miguel Cavallè in prima linea, Matrisciano e compagnia cantata e, ritenendo che si trattasse di una normale fase di programmazione dell’anno scolastico che di lì a poco sarebbe cominciato, il 7oenne docente napoletano si accomodò con leggerezza a quel tavolo, non sospettando neppure lontanamente che stava, al contrario, accomodando la sua testa sul patibolo.

    Per non farvela lunga, la decisione era stata già presa 2 o 3 mesi prima e al povero preside fu comunicata a brucia pelo. Quasi ci rimaneva secco. Al suo posto fu nominato l’ingegnere Claudio Petrone, esponente del Pdl di Maddaloni. Un ingegnere alla testa di un liceo musicale che, per l’occasione, viene accorpato al liceo scientifico. 35, 36 anni, forse il preside più giovane d’Italia. Quando tanti fattori anomali si mettono insieme  intorno a una nomina, di solito, credeteci, che un po’ di esperienza e un po’ di capelli bianchi, su queste cose, li abbiamo fatti, c’è lo zampino di Angelo Polverino.

    Petrone è, infatti, notoriamente, esponente della corrente di Polverino. La segnalazione arriva proprio da lui che, in cambio, avrebbe garantito un interessamento corposo per le sorti del Villaggio nell’ambito delle decisive procedure di finanziamento in mano alla Regione.

    Naturalmente, come spesso è capitato con le cose di Polverino, quest’interessamento se c’è stato si è schiantato contro gli scogli della dura interposizione del governatore Caldoro, il quale, per i motivi già raccontati nella precedente puntata, con don Cavallè, dopo la lettera che questo ha scritto a Gianni Letta, non vuole avere più a che fare.

    Matrisciano e company sii sono accorti solo successivamente di aver puntato su un cavallo sbagliato e di essersi presi degli impegni importanti, troppo importanti rispetto a una resa quasi pari a zero. Sempre nello stesso liceo scientifico, neo unificato al musicale, entra la leggiadra figura di Maria Abbate, anche essa, a quanto si sa, molto, ma molto considerata da Polverino.

    Ma anche Massimo Grimaldi, altro consigliere regionale, si è visto, in qualche occasione, sempre a cavallo delle elezioni regionali del 2010, dalle parti del Villaggio. Anche lui viene accolto bene, dato che l’equazione Grimaldi uguale Caldoro, è accattivante. Alla fine, però, non è che il politico di Carinola ne ricavi qualcosa di grosso. Pare, solo poche ore di lezione, a una persona, per giunta, non abilitata.

    Badate bene, che i professori non abilitati che insegnano nelle scuole del Villaggio, utilizzando, in verità in maniera estrema e molto estensiva,  l’autonomia degli istituti parificati, sono  presenti in forze.

    I REGALI DI NATALE  - Prima che i debiti della fondazione, come abbiamo scritto con chirurgica precisione nella settima puntata della nostra inchiesta, debordassero e indicassero incrementi esponenziali da un anno all’altro, i politici, a partire da quelli della Regione, ma anche quelli dell’amministrazione provinciale, alcuni nazionali, fino ad arrivare ai dirigenti degli uffici preposti alle relazioni istituzionali tra enti e fondazione, venivano gratificati di regali non certo peregrini.

    Oddio, non a tutti veniva riservato lo stesso trattamento. E la cosa non era nemmeno gestita in maniera discreta, dato che dalle parti dell’economato si parlava esplicitamente di regali di seria A, di serie B e pare anche di serie C. Tonnellate di argenti confluivano verso le stanze, sulla carta chiuse, inespugnabili, ma in realtà ampiamente espugnate (come dimostreremo nella decima ed ultima puntata di questa inchiesta) della clausura dei Legionari di Cristo.

    C’era un fiduciario di don Cavallè, il solerte signor Del Prete, un nome, una garanzia, che, diligentemente, all’interno della clausura, smistava i regali, naturalmente previa classificazione di quelli da spedire ai vip, ai vippini, ai galoppini e, infine, a qualche schiavo o servo della gleba affrancato, che i romani chiamavano liberti.

    Giusto per fare un esempio  tra i tanti possibli, a una persona di riguardo come Sandra Lonardo Mastella, la quale, fino al 2010, è stata anche presidente del Consiglio regionale, arrivava nel suo ufficio in Regione  un centrotavola in argento cesellato di un chiletto buono . Mentre a un semplice dirigente di distretto Asl, o a uno del banco alimentare, spedivano un gingillino di pochi grammi.

    IL RAPPORTO CON IL COMUNE DI MADDALONI- Rientriamo nel percorso già programmato della nostra inchiesta dopo questo piccolo debordaggio che, comunque, non è avulso da quello che andremo a dire, dato che sempre di rapporti tra fondazione e politica parliamo.

    Galeotto fu il contratto tra il comune e la fondazione Villaggio dei ragazzi, datato anno 2004. Già da tempo alcune scuole comunali, una primaria e una scuola media, “abitavano” in locali di proprietà del Villaggio all’interno del perimetro che raccoglieva le altre sue strutture.  Però, ai tempi di don Salvatore e anche nei primi anni del presidente Cavallè, la cosa è andata via liscia, al punto che non siamo riusciti neppure noi a stabilire se esisteva o meno un contratto.

    Nel 2004,invece, possiamo dire, senza tema di smentita, che il contratto si fa. 200 mila euro all’anno: tanto avrebbe dovuto pagare il comune a titolo di canone di locazione. In realtà, nelle casse del Villaggio è arrivata solo una piccola parte di questi canoni. Ad oggi, il debito che il comune ha nei confronti della fondazione ammonta a oltre 1 milione di euro.

    QUESTA E’ ROBA DA CORTE DEI CONTI - Ma non è che gli uffici comunali abbiano trascurato la questione sulla quale ha inciso anche il tracollo delle casse pubbliche che ha, poi condotto al dissesto. Una cosa, infatti, l’hanno dovuta sempre pagare: la corrente elettrica, poiché, se non l’avessero fatto,  gli scolari e gli studenti delle due scuole pubbliche, in fitto in immobili del Villaggio, avrebbero dovuto chiudere bottega. Ed è in questa circostanza che i funzionari comunali si accorgono che il consumo di energia elettrica del plesso pubblico “Villaggio dei ragazzi” è pari a più del doppio di quanto viene consumato nel plesso più grande che esiste  in città.

    Il mistero è subito sciolto: da anni il Villaggio si attaccava sulla linea pubblica del comune. Ora, su questa cosa, non c’è molto da scherzare, dato che, nella routine giornaliera, quotidiana dei giornali, compaiono centinaia di veline di carabinieri e di polizia che raccontano di arresti effettuati proprio per allacci abusivi alla rete elettrica pubblica.

    Se il comune di Maddaloni si è prima accorto e poi ha proceduto a staccare l’energia, non prima, però, che il Villaggio si dotasse, finalmente, di un impianto fotovoltaico, in verità molto costoso, vuol dire che non esisteva, che non è mai esistito un titolo contrattuale che permetteva alla fondazione di utilizzare l’energia elettrica pubblica. Ci hanno impiegato 2 anni al comune dal momento in cui la magagna è stata scoperta .

    Il 13 ottobre del 2011, infatti, con nota n° 28699 “si sollecita il distacco dell’utenza Enel n° 889 131535.” A questo sollecito, ne segue un secondo datato 20 febbraio 2012, protocollo n° 560, proveniente dell’area tecnica del comune, nella persona dell’architetto Vincenza Pellegrino. “Si avverte – così scrive testualmente la Pellegrino – che in caso di inerzia, in mancanza di riscontri entro 7 giorni dalla data di ricevimento della presente, si procederà d’ufficio con azione di rivalsa in danno delle spese sostenute”.

    Sappiamo che nel primo sollecito non c’era un out out, ma abbiamo letto e pubblicato il contenuto del secondo sollecito. Altro che 7 giorni! E’ trascorso più di un anno dal momento della diffida e dell’annuncio di rivalsa prima che il Villaggio fosse in grado di diventare autonomo  nella produzione e nell’utilizzo dell’energia elettrica.

    Prima abbiamo fatto riferimento all’implicazione penale relativa all’atto di utilizzare abusivamente l’energia elettrica, ora, ancora più solidamente, poniamo un problema di danno erariale. A nostro avviso, in questo atteggiamento dilatorio, che si inchioda da solo proprio attraverso la profusione di lettere e atti amministrativi, che poi non trovano riscontro nel comportamento reale del comune, esistono gli elementi per un intervento serio e oculato da parte della Corte dei conti nei confronti del comune di Maddaloni.

    LA NUOVA POLITICA DI ROSA DE LUCIA – Tra Rosa De Lucia e don Miguel Cavallè esiste una stima reciproca e una visione, per molti aspetti  sostanziali e sostanziosi, comune del mondo. Ad esempio, entrambi sono cultori dei social-network. Insomma, tra la De Lucia e don Cavallè esistono evidenti affinità, anche perché il rapporto è tenuto vivo dalla presenza di Michele Cerreto, vicesindaco, senza essere stato eletto e per voler di Zinzi, e contemporaneamente capo ufficio delle veline ( chiamarla comunicazione è eccessivo. Michele Cerreto sta alla comunicazione  come Casertace sta alla marchetta), all’interno del Villaggio.

    Appena eletta la De Lucia impugna in una mano le forbici e in un’altra la cesoia e si trasforma nella nuova pulzella della spending review. Nel trita spese finisce anche il fitto passivo del Villaggio dei ragazzi.

    In pratica la scuola elementare e la scuola media pubblica del Villaggio vengono smembrate e trasferite in altri immobili di proprietà del comune. Poco male. Buona idea per risparmiare. Però c’è sempre quel debituccio da 1 milione di euro e più, e poi c’è anche quel credituccio relativo all’utilizzo “improprio” dell’energia elettrica che l’ufficio tecnico del comune quantifica in una cifra superiore a quella del debito relativo ai canoni non pagati dal comune per gli immobili scolastici.

    Della storia, dall’estate in poi, non si è saputo più nulla. Un’altra ombra, dunque, su cui noi, ovviamente, lavoreremo negli articoli, diciamo così, ordinari, del nostro giornale.

    Va detto, per ragioni di completezza cronistica, che il comune di Maddaloni, non è un’istituzione esterna, estranea, al Villaggio, come, con una certa leggerezza sostiene il sindaco Rosa De Lucia, ma è parte integrante, formale e sostanziale della gestione, in considerazione del fatto che, per statuto, esprime un componente nel Consiglio di amministrazione.

    E poi, vi spiegheremo, perché questa cosa non è affatto irrilevante.

    Appuntamento alla nona puntata.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 8 novembre 2013 ALLE ORE 13:40