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    L’INCHIESTA. Metti una sera a cena Enrico Parente, il commendatore Farina e Mario Pagano, ovvero la “mostruosa” storia del nuovo cimitero di GRAZZANISE


    Ripercorriamo la complessa ma interessante storia di un grande affare parzialmente abortito. Ora La Grazzanise 2006, amministrata dall’anziano imprenditore di CASERTA chiede al comune mazzonaro più di 1 milione di euro perché sia onorato il contratto, stipulato a suo tempo (nel 2010) con l’ex sindaco, sul riscatto  del terzo lotto. Oggi la struttura è sostanzialmente […]

    Nella foto Farina, Parente e Pagano

    Ripercorriamo la complessa ma interessante storia di un grande affare parzialmente abortito. Ora La Grazzanise 2006, amministrata dall’anziano imprenditore di CASERTA chiede al comune mazzonaro più di 1 milione di euro perché sia onorato il contratto, stipulato a suo tempo (nel 2010) con l’ex sindaco, sul riscatto  del terzo lotto. Oggi la struttura è sostanzialmente incompleta: mancano i bagni, non ci sono le fogne, il verde non è curato: desolazione e abbandono

    L’EVOLUZIONE - Il progresso, figlio dell’ineluttabilità del tempo, investe non solo la tecnologia, ma, inevitabilmente, colpisce anche altri settori… Ci riferiamo a quei comparti il cui innovarsi per i cittadini è meno palpabile rispetto alla messa in commercio di uno smartphone, eppure sono ambiti che, allo stesso modo della tecnologia, anzi, ad onor del vero con più incidenza, riguardano, toccano e condizionano molto, molto da vicino il territorio e la popolazione che lo abita

    IL PROJECT FINANCING - Prendiamo, per esempio, la finanza. Soffermiamoci sugli appalti e affrontiamo il tema del project financing. Di che si tratta? Sostanzialmente riguarda il finanziamento di un’opera pubblica con capitali privati che poi saranno remunerati con l’esercizio dell’opera stessa. Cioè il privato sborsa denaro e recupera questi soldi con la gestione dell’opera che ha costruito.

    Probabilmente nel sistema finanza siamo un po’ trogloditi, non siamo al passo con i tempi e questo nostro essere cavernicoli è dimostrato dal fatto che c’eravamo fermati al project financing come sistema adoperato prevalentemente per costruzioni di opere che consentono un flusso costante di denaro (cash flow). Facciamo un classico esempio: la costruzioni di bretelle autostradali. Una società di progetto le costruisce e fa guadagni con la sua gestione, ovvero attraverso gli introiti dei caselli.

    IL CASO GRAZZANISE - Ma si sa, il futuro avanza così se non si è al passo con i tempi si rischia di restare se non fregati diciamo sorpresi. Quando nel 2005 Grazzanise decise di costruire il nuovo cimitero in project financing ai nostri occhi quella strategia apparve forse troppo avanguardista, insolita e non eccessivamente funzionale al paese.

    A primo impatto fu proprio la, per noi, presunta assenza di quel flusso costante di denaro (caratterizzante ill progetto di finanza) nel contesto dell’edilizia cimiteriale a suscitare non poche perplessità. Oggi, invece, abbiamo capito che il cash flow in realtà non è che scompare con la vendita (l’impresa costruisce il loculo, il cittadino lo compra e ciao). Non sparisce, dicevamo, dato che si tratta di beni ceduti in concessione novantanovennale: quindi il flusso c’è, eccessivamente dilazionato nel tempo, ma c’è.

    Andiamo avanti. Pensavamo che fosse un progetto tutto mazzonaro e non di moda altrove. Spulciando la rete, invece, abbiamo compreso che Grazzanise è stato quasi un precursore. Il connubio edilizia cimiteriale+project financing è diventato un trend consolidato [tanto da beccarsi l’attenzione del Corriere della sera (CLICCA QUI per leggere l’articolo)] complice anche l’esigenza di rispettare il patto di stabilità e lo stato delle casse, di questi tempi, non troppo ridente.

    Fatta questa non breve ma doverosa premessa veniamo all’oggetto del nostro articolo: la costruzione del cimitero di via Presidente a Grazzanise.

    IL NUOVO CIMITERO - La questione è lunga, complessa, corposa e soprattutto di impellente attualità (viste le condizioni in cui versa la struttura).

    Eravamo indecisi da quale parte cominciare il racconto: se iniziare a scrivere dalla fine (come  se stessimo per stendere una storia o per girare un film con il metodo narrativo del flashback) oppure dall’origine. Considerata, appunto, la complessità della vicenda, abbiamo deciso di seguire un ordine cronologico, meno appetibile giornalisticamente, ma fondamentale se si vuole donare ai lettori un quadro chiaro della vicenda.

    Era il 2005, quasi 9 anni fa, quando l’amministrazione guidata da Enrico Parente (al II mandato consiliare) inseriva la costruzione del cimitero nel programma delle opere triennali. Tale azione era, ed è, necessariamente giusta, dato che il comune mazzonaro non ha un proprio camposanto ma lo condivide con la vicina S.Maria la Fossa (in realtà ce ne è uno a Brezza ma di dimensioni ridotte che va bene, evidentemente, per la frazione, ma non per tutto il territorio)

    Le amministrazioni, proprio in occasione della programmazione triennale, hanno l’obbligo di pubblicare un elenco delle opere pianificate realizzabili con capitali privati. Siamo più chiari: bisogna formare una lista delle opere che potranno essere concretizzate con risorse totalmente o parzialmente a carico dei promotori.

    Il soggetto promotore, nella fattispecie grazzanisana l’associazione temporanea d’impresa Cos.Mer S.r.l, (capogruppo), Immobiligi S.p.A. [(mandante), azienda notissima alle cronache di Casertace in quanto riferibile al conosciuto imprenditore Mario Pagano Granata e coinvolta nella complicatissima vicenda dei lavori per il nuovo Policlinico], Impreca Costruzione S.r.l.(mandante) ed Emilio Alfano S.p.A. [(cooptata art. 12 comma 8° L.109/94) famiglia imprenditoriale napoletana, leader nel settore lampade votive, legata da vincoli politici e di amicizia con Pierferdinando Casini) presenta all’ amministrazione una proposta relative alla realizzazione di lavori pubblici (o di lavori di pubblica utilità) inseriti, appunto, nella programmazione triennale: nel nostro caso il cimitero di via Presidente.

    Successivamente l’amministrazione effettua una valutazione di fattibilità della proposta; individua, poi, attraverso una gara pubblica, dovrebbe individuare i soggetti concorrenti con il promotore per scegliere le due offerte migliori. Solo allora  può essere intrapresa una procedura negoziata tra il promotore e i due competitori risultati vincitori della gara. E così si giungerebbe alla scelta dell’aggiudicatario, secondo il principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

    GARA DESERTA - La gara bandita da Grazzanise (indetta e pubblicata in G.U. n 100 del 2 maggio 2005), però, stando a quello che si legge nel contratto di concessione, va deserta. E neanche ci si può stupire più di tanto, in considerazione del gigantismo dell’intenzione espressa dall’amministrazione comunale di Grazzanise. Cosa succede? Ad aggiudicarsi il project financing è l’ati Cos.Mer S.r.l.

    L’ati forma una società di progetto, La Grazzanise 2006 S.r.l. (presidente del consiglio di amministrazione Antonio Bruno Farina) e il progetto viene approvato con la delibera di consiglio comunale n° 49 del 29 novembre del 2006.

    Antonio Bruno Farina, “il commendatore”, è un nome notissimo dell’imprenditoria mattonara casertana. Sempre al centro delle politiche dell’Unione industriali, tra i leader degli edili che dell’Unione Industriale di Caserta hanno sempre rappresentato la magnissima pars. Uomo potente, soprattutto perché ha, sostanzialmente, gestito per decenni le sorti della propaggine più ricca e più influenti della stessa Unione Industriali, e cioè la cassa edile.

    All’art. 2 della convenzione si legge dettagliatamente cosa prevede il progetto: 1890 loculi, 240 ossari, 166 lotti da destinare a cappelle gentilizie e servizi vari che potrete vedere nell’allegato. In totale la cifra che bisogna buttar giù per l’opera è di 4 milioni e 405 mila euro. In pratica, probabilmente, gli amministratori comunali dell’epoca prevedevano una pestilenza di portata manzoniana.

    Abbiamo detto 1890 loculi. Abbiamo detto che si tratta pure di un project financing.

    Il numero pattuito dei loculi dovrebbe essere, a nostro modesto avviso, proporzionale ai decessi che, potenzialmente, si possono verificare nel corso della durata delle convenzione. E’ vero che i cittadini possono comprarli anche “preventivamente”, però starci dentro con i numeri significherebbe in seguito non trovarsi sul groppone strutture non vendute che il comune deve riscattare. “Il contratto di concessione è scritto nel documento redatto il 22 febbraio del 2010 avrà una durata massima di 30 anni a far data dalla stipulazione del contratto originario in data 23/12/2005. Detto termine comprende quello fissato per l’esecuzione dei lavori del cimitero e quello di collocazione dei beni oggetto dei lavori agli utenti (12 anni poi passati a 14 ndr).

    12 (POI 14) ANNI PER 1890 LOCULI? - Ecco. In 12 anni dalla stipula della concessione (avvenuta il 23 dicembre 2005) tutte le costruzioni non vendute resteranno sullo stomaco del comune che dovrà riscattarle.

    Non sappiamo sinceramente quanti loculi sono stati già venduti (pare tutto il primo lotto e parzialmente il secondo), ma di certo non si è raggiunto soglia 1890 e visto l’andazzo non pensiamo che la compravendita del totale si realizzerà entro il 2019.

    Tutti i loculi che il comune dovrà riscattare è come se i grazzanisani poi li comprassero due volte: una mediante l’ente pubblico locale e l’altra privatamente…

    Nella concessione La Grazzanise 2006 prevede la manutenzione delle opere per dieci anni dal inizio effettivo dei lavori, la realizzazione della strada di accesso e parcheggi con relativo impianto di pubblica illuminazione (pali e plafoniere inclusi) e il servizio di gestione degli impianti di illuminazione votiva.

    IL RISCATTO PARZIALE ANTICIPATO - Comincia la costruzione del primo lotto, comincia la costruzione del secondo lotto e tutto fila liscio, normale. Si passa alla messa in operai del terzo… ed è qui che c’è la proposta del concessionario, il quale riscontrando “una obiettiva difficoltà operativo-procedurale ad evadere le richieste di cessione provenienti dai cittadini”, propone all’amministrazione il “riscatto parziale anticipato da parte del comune di Grazzanise dei beni facenti parte del terzo comparto” (225 loculi, 30 ossari e 52 lotti di terreno al prezzo di 947.100 mila euro).

    La Grazzanise 2006 formula tale proposta ponendole a corredo delle migliorie: prolungamento da 12 a 14 anni dei termini decorrenti dall’originaria convenzione per le vendite dei loculi, la possibilità di costruire cappelle gentilizie a ditte esterne sui lotti comprati dai cittadini, la realizzazione di una chiesa di 90 mq a carico della società di progetto, la rinuncia della percentuale dell’indice Istat a ragione del 6 % sui prezzi di contratto (risparmio di 56 mila e rotti euro) e la realizzazione di impianto di pubblica illuminazione dei parcheggi.

    La proposta viene ritenuta vantaggiosa e la giunta comunale approva con la delibera n° 9 del 20 gennaio 2010 (firmano Enrico Parente, Mario Cantiello, Salvatore Raimondo, Giovanni Gravante e Pasquale Di Fruscia, assenti, invece, Clemente Carlino e Giovanna Perillo).

    IL PAGAMENTO NON AVVENUTO E LA STRETTA ATTUALITA’ -Veniamo ai giorni nostri. La Grazzanise 2006 Srl ha citato il comune chiedendo il pagamento, ancora non avvenuto, dei 947 mila euro (più rivalutazione monetaria, spese legali…)

    Risultato: il cimitero sta là, incompleto. In questi giorni abbiamo visitato la struttura. Le luci funzionano. Una bozza di parcheggio c’è. Mancano, invece, fogne e bagni. L’erba non è curata. Alcuni dei pochi pini piantati sono stati sradicati dal vento. Desolazione e abbandono: questo è quello che percepiamo passeggiando in quel luogo.

    Abbiamo visto la zona che dovrebbe ospitare tutto il progetto: si tratta di un piano maestoso, forse troppo maestoso per un comune di 7 mila abitanti (che, d’altronde, possiede già due cimiteri. Ripetiamo: uno a Brezza ed uno condiviso con S.Maria la Fossa).

    Secondo noi tale piano avrebbe avuto maggiormente senso se si fosse voluto spostare, ma tecnicamente ed economicamente è fantascienza, il vecchio camposanto, giacente in territorio fossataro, nella nuova struttura…

    Altro elemento che ci limitiamo semplicemente a citare: gli espropri. “Trattandosi di superfici di maggiore estensione - è scritto testualmente nel contratto di concessione

    - l’importo per l’acquisizione dell’aeree è aumentato ed è ora di 255 mila euro. Gli oneri per il pagamento delle aree saranno a carico del Concessionario fino all’importo di 170 mila euro, il residuo sarà a carico del Concedente”

    RIFLESSIONI - L’impresa fa impresa: il suo scopo è realizzare affari, creare profitto, guadagnare. L’amministrazione invece deve gestire in nome, per conto e a tutela dei cittadini. L’amministrazione eletta deve costruire, garantire, offrire servizi e soprattutto farlo in maniera semplice, farlo in modo tale da creare vantaggi alla popolazione.

    Non abbiamo la palla magica per dire come andrà a finire questa storia. Non sappiamo se la Grazzanise 2006 otterrà i 947 mila e rotti euro.

    Concludiamo con una considerazione politica. Tutto l’ambaradan si sarebbe potuto evitare volando basso, puntando ad un progetto idoneo ad un paesino. Fare indossare una carrozzeria da auto di lusso ad un motore di piccole dimensioni non è ortodosso, porta solamente grane: non è funzionale!

    La linea demografica di Grazzanise non è in fase ascendene. Riteniamo che tutti quei loculi siano eccessivi rispetto al triste ma naturale fabbisogno del paese e, come abbiamo spiegato sopra, quelli non venduti nel corso dei 14 anni (entro il 2019) il comune dovrà pure riscattarli (logicamente con i soldi dei contribuenti).

    A quanto pare le procedure per l’acquisizione dei loculi sono al momento in standby.

    Non sappiamo fino a che punto quel riscatto parziale sia stato vantaggioso per i cittadini. All’impresa, del resto, non si può imputare nulla. Lei propone, ma è l’amministrazione che successivamente valuta, e in quel caso ha detto si.

    Forse è una nostra sensazione, ma la fila selvaggia per beccarsi il “nicchio” noi non l’abbiamo vista prima e neppure la scrutiamo ora (almeno non una fila che promette un amplain da 1890 loculi!). Magari c’è. Probabilmente non la vediamo per suggestione. Bah…

    Piccola nota a margine: “Apliamento del cimitero di Brezza con la formula del project financing, approvato con delibera di G. M. n. 126 del 12/10/2011 per l’importo di € 820.000,00″ portato in consiglio comunale del 20 ottobre del 2011 (CLICCA QUI) e validato con 10 voti favorevoli e 4 contrari (quelli della minoranza: Conte, Vaio, Parente e Raimondo. Assente Pezzera). Poi è andata come è andata e non se ne è fatto più nulla.

    Insomma, l’amministrazione Parente (Enrico prima e Pietro poi) credeva in questo project financing tanto, tanto, ma tanto da riproporlo una seconda volta! Noi, da come avete letto, no. E non lo diciamo per partito preso, ma perché adesso abbiamo visto come sta andando a finire.

    Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 31 gennaio 2014 ALLE ORE 19:15