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    L’INCHIESTA ESCLUSIVA Asi, il presidente Cappello è fuorilegge e come lui altri 5 componenti del comitato direttivo


      Una situazione sempre più vergognosa con i nostri 9 inutili rappresentanti in consiglio regionale che forse, siccome inciarmano anche loro, davanti a questo scandalo non muovono un dito CASERTA - Una situazione grave, apparentemente inconciliabile come un diritto fondato sulle regole. Una situazione che in qualsiasi altro posto d’Italia, probabilmente però al di sopra […]

    Nella foto Fecondo, Cappello e Zacchia

     

    Una situazione sempre più vergognosa con i nostri 9 inutili rappresentanti in consiglio regionale che forse, siccome inciarmano anche loro, davanti a questo scandalo non muovono un dito

    CASERTA - Una situazione grave, apparentemente inconciliabile come un diritto fondato sulle regole. Una situazione che in qualsiasi altro posto d’Italia, probabilmente però al di sopra del Garagliano, susciterebbe scandalo e pubblica riprovazione.

    A Caserta no: qui la scala di valori mette in cima il politica e l’imprenditore “nzist”, quello che riesce a inciarmare meglio per cloroformizzare e aggirare la legge e le regole.

    Leggete un po’ cosa scrive l’ormai, per noi di Casertace, mitico dottor Cefalo da Fontanarosa in provincia di Avellino, presidente del collegio dei Revisori dei conti per l’asi di Caserta in una sua relazione datata 27 dicembre: ” Mi chiedo come mai il consorzio non abbia sospeso dal diritto di voti i consorziati inadempienti  e come mai questa disposizione non venga applicata anche insieme alla riunione del comitato direttivo che continua a riunirsi e deliberare nonostante 5 componenti su 6 non avrebbero diritto di voto in quanto rappresentanti di consorziati morosi”.

    Avete letto bene? Il Consorzio va a rotoli perché i consorziati non pagano le quote, ma i loro rappresentanti introitano i compensi, pur non avendo il diritto di rappresentare quegli enti morosi, neanche all’interno del comitato direttivo.

    In poche parole 5 componenti su 6 del comitato direttivo secondo il presidente dell’organo di controllo hanno percepito indebitamente soldi. Tra questi, aggiungiamo sempre noi c’è anche il presidente dell’Asi, Pietro Cappello, il quale rappresenta il Consorzio di bonifica. Non sappiamo se quello che ha sede a Caserta, e non crediamo, oppure rappresenti il Consorzio di bonifica Sannio-Alisano. Approfondire questa cosa non sarà un dato irrilevante.

    Il presidente Cappello stando a quello che scriveva il massimo responsabile dell’organo di controllo lo scorso 27 dicembre, siede abusivamente sulla sua poltrona.

    Il dottor Cefalo si chiede per quale motivo non trovi l’applicazione l’articolo 18 dello statuto dell’Asi che recita testualmente: “nel caso in cui il presidente del consorzio  è stato eletto insieme al consiglio generale e il soggetto consorziato  rappresentato dal presidente è stato dichiarato inadempiente o moroso , il presidente stesso rimane sospeso dalle funzioni che vengono assunte dal membro al luogo designato. Il comitato del presidente può comunque partecipare alle sedute del comitato direttivo del consiglio generale senza però esercitare il diritto di voto e senza concorrere a formare il quorum sia strutturale che funzionale, cioè lui non può votare e non può decidere.”

    La storia non finisce qui, anzi già che ci troviamo segnaliamo a margine di quest’articolo, al distratto gestore del sito internet del Consorzio Asi, una grave dimenticanza. Dei documenti messi on line manca, infatti, la delibera numero 178, la quale, ma guarda che combinazione, è proprio quella che riguarda l’assunzione dei 3 avvocati da noi già citati in una precedente puntata, con contratto a tempo indeterminato. Possiamo solo dire una cosa: questa delibera è stata approvata all’unanimità da tutti i componenti del comitato direttivo, e cioè dal presidente Piero Cappello, dall’ex sindaco di Marcianise Filippo Fecondo, da Marco Passaretta, dall’ex sindaco di Calvi Risorta Giacomo Zacchia, da Paolo Natale, proveniente da Casal di Principe, da Giuseppe Perretta e Mario Sepe.

    Un punto essenziale della discussioe che si dovrebbe aprire intorno agli sprechi infiniti che la casta casertana consuma nel Consorzio Asi, riguarda la crisi finanziaria in cui l’ente vessa in considerazione del fatto che di questi tempi suoli non se ne vendono. Ma a fronte di questo viene mantenuta in piedi questa autentica porcheria delle inutili e improduttive commissioni che fanno guadagnare ai loro componenti 250 euro a seduta, per un importo complessivo che nel 2012 è stato 174 mila euro circa. Bisognerebbe leggerli i verbali di queste commissioni, per capire quale sia il livello di rispetto di umile sottomissione alle ragioni della buona gestione di questi pseudo politici casertani che continuano a pensare che debbano vivere solo e solamente di politica.

    Non ne parliamo poi del mezzo milione di euro all’anno che costa il mantenimento degli organismi direttivi, sempre secondo le cifre fornite dai revisori dei conti.

    Ma allora se questi quattrini non ci sono, come cavolo fanno a pagarsi i gettoni?

    Diceva un vecchio e saggio politico marcianisano: ” I soldi si prendono dal debito”

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 25 giugno 2013 ALLE ORE 10:49