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    L’INCHIESTA – Erosione costiera a Bagnara: il Volturno non è più lo stesso. ECCO IL CONFRONTO TRA LE MAPPE DEL MINISTERO E QUELLE DEL SATELLITE


          Vi spieghiamo perchè nel quartiere periferico di Pescopagano si assiste all’arretramento della linea costiera.    LA LETTERA – Ciao Max, ti allego foto tratta dal geoportale del Ministero (liberamente accessibile) in relazione alla variazione di linea di costa tra il 1960 e il 2000 nella zona di Castel Volturno. Come si può […]

     

     

     

    Nella foto, inviataci in redazione si intravede la foce del Volturno. Da Bagnara a Baia Verde, la superficie rossa rappresenta il tratto di costa che non esiste più perchè eroso dal mare

    Vi spieghiamo perchè nel quartiere periferico di Pescopagano si assiste all’arretramento della linea costiera. 

    La foce del Volturno come è oggi e come era ieri. Mappe del ministero dell’Abiente

     

    LA LETTERA – Ciao Max,
    ti allego foto tratta dal geoportale del Ministero (liberamente accessibile) in relazione alla variazione di linea di costa tra il 1960 e il 2000 nella zona di Castel Volturno. Come si può osservare c’è una zona rossa (molto erosa) anche nella zona sinistra di Castel Volturno (che ricordo è zona sotto protezione in quanto ricadente nella Convenzione di Ramsar) nonchè erosione molto forte a Destra Volturno, e Bagnara soprattutto nell’area del Lago Piatto.
    Con ciò solo per esserti utile in caso di nuovi servizi in merito alla questione dell’erosione di Bagnara Pescopagano.
    Cordiali saluti

    M.F.

    di Massimiliano Ive

    Sulla questione dell’erosione costiera di Castel Volturno, che in parte lambisce anche il comprensorio di Pescopagano di Mondragone, potremmo scrivere un’enciclopedia. La mappa che ci è stata spedita in redazione riguardo l’arretramento della costa alla foce del Volturno fu rilanciata e pubblicata a mezzo stampa dal sottoscritto in occasione della costruzione della barriera soffolta a Baia Verde di Castel Volturno nei primi anni del 2000 e quando si presentò la questione dell’erosione costiera a ridosso dell’area protetta, pardon della Riserva dei Variconi nel 2011.

    L’erosione costiera è un fenomeno ormai risaputo da oltre 30 anni a Castel Volturno. L’ultima inondazione del Volturno nelle terre della piana dei Mazzoni risale al 1968,ed in tale frangente furono trasportati alla foce migliaia e migliaia di metri cubi di fango e detriti, che consentirono alla costa di allungarsi ulteriormente rispetto alla vecchia linea della battigia, frutto sempre della sedimentazione del fiume.

    Cosicché nacque una nuova striscia di costa con spiagge a tratti lunghissime. L’arretramento della linea di terra così come dimostra la foto inviataci in redazione non è altro che il frutto di un fenomeno geo-marino, che, in parte è dovuto al ridimensionamento dell’afflusso dei detriti alla foce, a seguito della costruzione di argini e delle dighe che hanno regolarizzato il corso delle acque del fiume Volturno, dall’altra parte è conseguenza  dell’occupazione illecita del demanio e delle escavazioni selvagge effettuate sul territorio che hanno compromesso gli equilibri naturali del tessuto costiero.

    “Ciò che si toglie al mare, il mare poi a poco alla volta se lo riprende….”. Nel dialetto locale sussiste un termine che ha definito ad esempio la natura del suolo di un quartiere ben preciso di Castel Volturno, “Scatozza”. Il terreno argilloso che d’estate diventa duro come la pietra e si spacca, si sbriciola come il pane (scatozza) viene facilmente attaccato dalle correnti marine che erodono la linea della costa… quindi il mare tende ad avanzare e a riprendersi quelle parti di spiaggia che invece il Volturno crea con la nuova sedimentazione. Un fenomeno simile a quello della fisarmonica o dell’elastico che si allunga o si dilata e poi si ritrae.

    E’ ovvio che se negli anni 70 si è deciso di costruire a ridosso della nuova linea della costa che era avanzata in alcuni punti anche di 200, se non 300 metri rispetto alla vecchia linea di confine con il mare, oggi quelle case si ritrovano, a seguito del fenomeno sopra descritto, a ridosso della battigia che risulta essere debole ed indifesa.

    La scogliera o barriera è una soluzione istantanea all’erosione, soprattutto nel tratto di Bagnara che paga lo scotto di essere l’ultimo lembo di superficie marittima sprovvista di una barriera soffolta, visto che a Destra Volturno e a Baia Verde negli anni è stato messo a punto un sistema di difesa della costa. L’erosione però tende a spostarsi a nord per un gioco anche di correnti. Quindi, ad oggi se si tampona il caso Pescopagano, per una ben nota legge della fisica e della natura che sancisce: “se metti uno scoglio in mezzo al mare questo può produrre  degli effetti anche a miglia e miglia di distanza”, potrà accadere che il fenomeno erosivo si sposti in un altro punto della costa, magari verso Mondragone.

    Poi bisogna valutare se la scogliera è la soluzione migliore per Bagnara, visto che questa area è considerata una zona bassa che poggia sull’alveo dell’antico canale dell’Agnena, già caratterizzato verso l’entroterra dalle cave laghetti.

    Come mostrano delle foto delle mappe che pubblichiamo asseime a questo articolo e che sono state redatte dal Ministero dell’Ambiente, il fenomeno erosivo negli ultimi 40 anni ha particolarmente colpito e modificato la foce del Volturno. Nemmeno la foce, come Bagnara che sorge a ridosso proprio del Lago Piatto (opera idraulica prevista dal PSDA – piano di salvaguardia dalle alluvioni), ha più la stessa forma o linea costiera.

    L’arretramento ha interessato e continua ad interessare tutto il bacino idrografico del Volturno.


     

     

    PUBBLICATO IL: 9 novembre 2013 ALLE ORE 12:54