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    L’EDITORIALE / S.Maria C.V., sul Tribunale e il Palazzo Cappabianca, Di Muro si è “Giudiciannizzato”


      L’attuale Sindaco usa, oggi, gli stessi argomenti del suo predecessore sulla inidoneità del Palazzo Storico. Ma in campagna elettorale quando ben conosceva i pareri espressi dal Presidente della Selva e dal Procuratore Lembo, si impegnò a localizzare il Tribunale all’interno di uno dei Palazzi del Centro Storico. E tra questi citò più volte anche […]

     

    L’attuale Sindaco usa, oggi, gli stessi argomenti del suo predecessore sulla inidoneità del Palazzo Storico. Ma in campagna elettorale quando ben conosceva i pareri espressi dal Presidente della Selva e dal Procuratore Lembo, si impegnò a localizzare il Tribunale all’interno di uno dei Palazzi del Centro Storico. E tra questi citò più volte anche il Cappabianca.

    SANTA MARIA CAPUA VETERE – Leggendo il comunicato stampa del Sindaco Di Muro, abbiamo pensato, ad un certo punto, che al Comune di Santa Maria Capua Vetere si fossero confusi e avessero spedito un comunicato stampa del Sindaco Giudicianni, predecessore di Di Muro.

    Leggere, infatti, che il Palazzo dell’ex istituto Cappabianca è una soluzione da scartare per localizzarvi gli uffici del tribunale, è esattamente quello che sosteneva Giudicianni, il quale però, quantomeno parlava subito dopo i pareri espressi dall’allora Presidente dello stesso Tribunale della Selva e del Procuratore Lembo.

    Già da allora si preparava l’operazione di Grattapulci che costa un occhio della testa al Comune di Santa Maria Capua Vetere e riempie le tasche dell’imprenditore di Orta di Atella, Pellino. Un’operazione che fu impostata proprio ai tempi di Giudicianni, per essere poi perfezionata e chiusa con grande determinazione, dal Sindaco Di Muro.

    Ma di Muro, e questo ce lo ricordiamo bene, in campagna elettorale costruì la sua vittoria ripetendo continuamente che erano proprio i palazzi storici, tra cui il Cappabianca, a dover rappresentare la soluzione per il problema logistico del tribunale. Di Muro diceva questo ben conoscendo la enunciata opinione di inidoneità espressa dai vertici del tribunale. Affermava, l’allora candidato Sindaco, che avrebbe lavorato, attraverso un dialogo istituzionale, con chi il Tribunale rappresentava per smussare gli angoli, le diffidenze ed arrivare a questa soluzione. Oggi, invece, Di Muro, rispondendo all’interrogazione presentata dal PDL usa gli stessi argomenti di Giudicianni. Anche questo rappresenta un tradimento politico, consumato ai danni dei suoi elettori e ai danni di chi, lo confessiamo, noi tra gli altri, gli dette fiducia proprio sulla base di questi buoni programmi, oggi totalmente disattesi.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 6 maggio 2013 ALLE ORE 17:45