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    L’EDITORIALE – Ma guarda un po’, lo scrive Italia Oggi e “la città baldracca” si accorge che Sorbo e Mazzotti guadagnano più della Merkel. L’abbiamo scritto noi centro volte


          Ma qui nessuno protesta, perchè quelle lì sono vite da imitare, da emulare, sicuramente da ammirare   CASERTA - Questa notizia ben si adatta all’utilizzo della figura retorica della parafrasi. In una nota canzone festivaliera degli anni ’80, “Roma spogliata”, il cantautore romano Luca Barbarossa, nella sequela di attributi  che andavano a […]

     

     

     

    Ma qui nessuno protesta, perchè quelle lì sono vite da imitare, da emulare, sicuramente da ammirare

     

    CASERTA - Questa notizia ben si adatta all’utilizzo della figura retorica della parafrasi. In una nota canzone festivaliera degli anni ’80, “Roma spogliata”, il cantautore romano Luca Barbarossa, nella sequela di attributi  che andavano a qualificare, anche in maniera critica, la sua città, cantava: “Roma puttana…calze a rete, tacchi a spillo e un po’ di vita”. Qui si potrebbe cantare: “Caserta baldracca…pancia piena, testa vuota e molta merda”. Perchè il puttanesimo è cosa diversa e molto più nobile del “baldracchesimo”, forma deteriore, sottordinata, senza stile e senza charme.

    Quante volte abbiamo scritto che nel comune di Caserta c’erano i dirigenti più pagati del mondo? E che ce n’era uno, tra Sorbo e Mazzotti, che introitava stipendi annui da 290mila euro lordi? Almeno cento volte lo abbiamo scritto. E mai, “la baldracca” ha obiettato alcunchè.

    Tranne un paio di lettere indignate, qualche raro posto su facebook, nessuno ha fiatato. Nè le cosiddette autorità costituite, nè il cosiddetto tessuto civile. Zero. E sapete perchè? Perchè sotto sotto, per “la baldracca”, le vite dei Mazzotti e dei Sorbo sono vite da imitare, da emulare, sicuramente da emulare. E mi fermo qua, dato che finalmente un giornale nazionale si è accorto di questa porcheria, avallata e sopportata da un sindaco inefficace, inefficiente, politicamente e istituzionalemnte complice di cose di questo genere, e che è il simbolo vivido, emblematico, paradigmatico di una città che lo scrittore Antonio Pascale, nel suo famoso libro, definì “distratta”. Sbagliava.

    Questa non è “la città distratta”; questa è “la città baldracca”.

     

    Gianluigi Guarino

     

     

    QUI SOTTO IL TeSTO INTEGRALE DELL’AGENZIA CHE FA RIFERIMENTO ALL’ARTICOLO PUBBLICATO SU “ITALIA OGGI”:

     

     

    Nell’amministrazione comunale di Caserta c’è un dirigente che riscuote una retribuzione lorda che, essendo pari a 290 mila euro l’anno, è molto più alta di quella complessivamente ottenuta dal premier tedesco Angela Merkel che è pari a 220 mila euro. Oltre alla differenza in base all’entità, fra Berlino e Caserta c’è anche il fatto che la retribuzione della Cancelleria è pubblicata sul web, per cui, chi vuole conoscerla, basta che faccia qualche clic, mentre la retribuzione del fortunato dipendente casertano non può essere verificata (pur essendo certa) presso il comune della città campana che si trincera dietro la cortina della cosiddetta difesa della privacy.

    Una cortina, questa, che dovrebbe valere solo per i privati e non anche per i dipendenti pubblici che, in base al principio sacrosanto, difeso sempre da don Luigi Sturzo (il fondatore del Partito popolare in Italia) dovrebbe essere “una casa di vetro”. Una casa quindi guardabile da tutti senza difficoltà, visto che la macchina pubblica è alimentata dai soldi di tutti.Sono certo che la retribuzione di 290 mila euro all’anno del funzionario del comune di Caserta sia in regola con le leggi, sia stata accordata nel rispetto del norme, abbia seguito scrupolose procedure, abbia ricevuto tutti i timbri necessari e le autorizzazioni previste.

    Il punto non è questo. Il punto invece è proprio che quella retribuzione, assurda e immotivata, sia in regola con le norme. Ciò infatti vuol dire che quella retribuzione non è il frutto (sempre sanzionabile penalmente) di un colpo di mano, di un gioco di destrezza, di un grisbì municipale, ma che sono le norme in vigore che l’hanno resa possibile e che quindi sono le norme a essere inaccettabili.Il deficit pubblico è la risultante di tanti rivoli, cosi come le alluvioni sono l’effetto da tanti piccoli ruscelli. Se non si individuano gli sprechi insostenibili, si finirà poi (come succede adesso) per far pagare l’Irpef anche a coloro che percepiscono più di 850 euro al mese (cioè i morti di fame, nel senso vero della parola).

    E ciò avviene nell’indifferenza di tutti i partiti, anche quelli che portano al bavero la coccarda della socialità ma che poi non si vergognano di tollerare retribuzioni pubbliche come i 290 mila euro di cui stiamo parlando. E non fanno nulla per impedire che si ripetano.

    PUBBLICATO IL: 21 novembre 2013 ALLE ORE 9:53