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    L’EDITORIALE – Come le mamme di Plaza de Mayo quelle di Aversa e dintorni brandiscono le foto con i loro figli morti. Ma occorrono riscontri scientifici, altrimenti è una pagliacciata


      Desta una certa impressione l’iniziativa dell’associazione “Io non ci sto”, ripresa anche da Roberto Saviano con un Tweet. Per carità, se queste prove scientifiche ci sono, metteremo a disposizione Casertace di queste mamme, ma in caso contrario saremmo alle solite baghatelle dei professionisti dell’anticamorra, derubricati in testimoni della salute pubblica.   Casertace è, istituzionalmente, […]

    Nelle foto, le mamme de plaza de Mayo e le mamme di Io non ci sto alle quali sono morti i propri figli per patologie incurabili

     

    Desta una certa impressione l’iniziativa dell’associazione “Io non ci sto”, ripresa anche da Roberto Saviano con un Tweet. Per carità, se queste prove scientifiche ci sono, metteremo a disposizione Casertace di queste mamme, ma in caso contrario saremmo alle solite baghatelle dei professionisti dell’anticamorra, derubricati in testimoni della salute pubblica.

     

    Casertace è, istituzionalmente, diffidente nei confronti dei movimenti e delle iniziative, che collegano la loro ragion d’essere ad una plateale enunciazione di testimonianza a favore della legalità e di altri canditi principi. Per decenni, un’anticamorra ancor più raffinata di quell’antimafia di plastica di cui Leonardo Sciascia parlava con giustificato ribrezzo, si è nutrita come vero e proprio indotto della camorra sanguinaria e pistolera.

    Personaggi senza valori, senza effettive convinzioni, coltivate da una conoscenza reale dei fenomeni criminali, da azioni effettivamente dirompenti, hanno costruito carriere e rimpinguato conti in banca strumentalizzando una presunta attività di contrasto alla criminalità organizzata.

    Da qualche settimana, da quando cioè Carmine Schiavone ha cominciato non a dire, ma a ribadire cose che in linea di massima sono conosciute da 20 anni e per le quali mai nessuna mobilitazione effettiva è stata realizzata, le cronache sono affollate di avvenimenti legati alle iniziative forti, numericamente molto partecipate, in cui, improvvisamente viene denunciata l’invenzione dell’acqua calda e cioè che l’agro aversano, il nord napoletano e la provincia di Caserta sono un enorme cloaca di veleni e di tossicità, che ci porteranno tutti nella fossa.

    Non si capisce perchè solo in questo momento si sviluppi la mobilitazione. E siccome, di professionisti dell’anticamorra è piena questa terra, non vorremmo che con il depotenziamento dei clan, con la riduzione degli eventi delittuosi più gravi, questi autentici “mangiafranco a tradimento” abbiano derubricato la loro attività parassita, cavalcando l’onda della paura effettiva, reale, che molte famiglie nutrono rispetto al futuro proprio e della propria discendenza.

    Un’altra iniziativa di questi giorni, sicuramente interessante, che provoca fondati turbamenti è quella delle cartoline che effigiano delle madri con i loro piccoli morti prematuramente. Neonati, bambini e altro. Fanno un poco il verso alle madri di Plaza de Mayo, di Buenos Aires che innalzavano le foto dei loro mariti o dei loro figli scomparsi, desaparecidos, uccisi e consegnati all’oblio dalle giunte militari degli 70 e dei primi anni 80.

    Con queste cose non si scherza. L’iniziativa è toccante, suggestiva e contiene anche una dose di efficace provocazione. Nasce da un tweet del gran sacerdote dell’anticamorra militante e in servizio permanente ed effettivo, Roberto Saviano,che, sulla carta dovrebbe essere, almeno così dicono, un intellettuale e, in quanto tale, attento alla consistenza rigorosa delle proprie tesi e dei propri punti di vista.

    Nella foto, Roberto Saviano

    Domanda al professore Saviano e a chi ha promosso questa iniziativa: ci sono precisi riscontri scientifici che consentano di poter dire che le morti di quei bimbi sono associabili all’inquinamento e ai rifiuti tossici? Se sì, allora tirateli fuori e Casertace, con i suoi 30mila visitatori al giorno, si mette a capo della rivolta, in modo che queste cartoline arrivino anche al Papa e a Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu.

    Ma occorrono i riscontri scientifici, altrimenti questa sarebbe solo una pagliacciata di cattivo gusto.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 16 settembre 2013 ALLE ORE 17:26