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    L’EDITORIALE All’Asl e all’Ospedale di CASERTA macinano prebende e soldi facili mentre l’Italia sta bruciando 2 o 3 generazioni di giovani disoccupati


    Il caso dei premi di produttività dati all’interno dell’Asl di Caserta è solo una puntina di un iceberg enorme. In questa provincia, in un quadro di razionalizzazione, qualificazione e stabilizzazione della spesa pubblica, occorrerebbe una sterilizzazione di massa CASERTA – E’ una questione tanto seria, tanto delicata, soprattutto in questi tempi in cui si deve […]

    Il caso dei premi di produttività dati all’interno dell’Asl di Caserta è solo una puntina di un iceberg enorme. In questa provincia, in un quadro di razionalizzazione, qualificazione e stabilizzazione della spesa pubblica, occorrerebbe una sterilizzazione di massa

    CASERTA – E’ una questione tanto seria, tanto delicata, soprattutto in questi tempi in cui si deve provare a risparmiare il più possibile allo scopo di risollevare un Paese che oggi, martedì, 2 luglio, segna una percentuale di disoccupazione pari al 12,2%, simile a quella della fine degli anni 70, quando l’Italia cominciò ad avvertire, anche a causa di fattori esogeni, come la crisi petrolifera, il peso di una politica dei redditi e dei contratti di lavoro, assolutamente dissennati che poi avrebbe trovato un freno nello storico referendum sulla scala mobile che Craxi, da vero socialista riformista, vinse contro la triplice sindacale.

    Erano anni bui, contrassegnati dalla crisi ma anche dalle mattanze del terrorismo. Aver letto stamattina quella cifra sulla prima pagina del Sole 24ore ha fatto a tutti una certa impressione anche a chi come il sottoscritto, in quegli anni, seppur da imberbe, già si appassionava alle cose del paese.

    Caserta è uno dei posti che andrebbe sterilizzato come si fa con i gatti, con i cani. Perché fino a quando verrà data la possibilità a chi  appartiene a questo territorio di maneggiare la spesa pubblica, il disastro continuerà, perché qui lo Stato, i suoi interessi, l’etica della cittadinanza, sono dei perfetti sconosciuti, insieme ai concetti di nazione, di coesione nazionale e di un popolo capace di remare tutto dalla stessa parte.

    Che cazzo c’entra questo pistolotto con gli sprechi della sanità casertana? C’entra col resto di due, dato che Asl e Ospedale civile rappresentano dei veri emblemi, degli archetipi di quanto nei processi decisionali, nelle dinamiche professionali venga classificata la scala dei valori e dei disvalori. Prima le clientele, politiche e di altro genere, poi tutto quanto il resto, anzi, poi nulla più.

    Il caso di cui ci stiamo occupando da qualche giorno, relativo a una corresponsione di laute somme ai dipendenti dell’Asl, del comparto sicurezza, è una efficace espressione di un disastro sistemico. Se vai a leggere gli atti amministrativi, la determina che oggi pubblichiamo in calce al servizio che dedichiamo al caso, vedi che apparentemente si tratta di procedure esplicitate secondo la norma.

    Occorrerebbe un supplemento di indagine  amministrativa, un supplemento di approfondimento per stabilire se quelle che sono autentiche autocertificazioni (come chiedere all’acquaiolo se l’acqua è fresca) rispondano effettivamente a un comportamento professionale che non si è limitato, a voler pensare bene, a trascorrere in un ufficio o su un cantiere ore straordinarie al di fuori di quelle ordinarie.

    Occorrerebbe capire e stabilire come queste ore sono state trascorse, e non ci aggiungiamo il se sono state trascorse perché abbiamo detto “a pensar bene”, quale è stato l’effettivo livello di produttività delle stesse, in che si è tradotto l’utilizzo di ingenti fondi pubblici in termini di avanzamento, miglioramento dei servizi per l’utenza.

    Occorrerebbe fare la tara a ogni singolo euro attribuito, ma se controllori e controllati vivono ogni giorno sotto lo stesso tetto, brindano negli stessi ristoranti, se chi deve svolgere funzioni superiori di controllo è a sua volta di manica larga nella gestione del pubblico danaro, allora non ci sarà un’autorità, una funzione in grado di stabilire e sancire che i 60 mila euro spesi per il lavoro straordinario dei dipendenti del settore alla sicurezza sui cantieri di lavoro dell’Asl siano stati  ben utilizzati.

    Ecco perché questa vicenda, apparentemente di minore significato rispetto a tante altre, per esempio al piano ospedaliero redatto nell’azienda Sant’Anna e San Sebastiano, diventa emblematica del disastro sistemico e rende amaramente realistico il paradosso e la provocazione utilizzati quando ho scritto della sterilizzazione di massa.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 2 luglio 2013 ALLE ORE 11:22