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    L’EDITORIALE – Alla scuola media di Casal di Principe ragazzi a casa perche’ nelle classi piove. Ma come vuole vincerla la sua battaglia di legalita’ questo Stato parolaio, straccione e malato di burocratite?


        Proprio in questi luoghi, occorrerebbe efficienza, qualità amministrativa, soprattutto ora che è il Governo ad aver preso direttamente il controllo dell’amministrazione comunale. E invece, siamo allo sfascio. E allora non vi lamentate se poi, da quelle parti in molti pensano che con la camorra si stava meglio Per operare un vero cambiamento della […]

     

    Nelle foto, da sinistra l’aula della scuola media Benedetto Croce e il Prefetto Silvana Riccio

     

    Proprio in questi luoghi, occorrerebbe efficienza, qualità amministrativa, soprattutto ora che è il Governo ad aver preso direttamente il controllo dell’amministrazione comunale. E invece, siamo allo sfascio. E allora non vi lamentate se poi, da quelle parti in molti pensano che con la camorra si stava meglio

    Per operare un vero cambiamento della mentalità, del pensiero dominante nel territorio di Casal di Principe, ma più in generale in quello dei comuni dell’agro aversano, in cui per decenni la vera legge, il vero ordinamento, il vero sistema di convivenza (in)civile sono stati quelli dettati con la forza del piombo della camorra, occorre che lo Stato insinui quantomeno il dubbio, nella testa di chi abita quei territori che la fine dei clan e la ricostituzione di un’ordine fondato sul primato della legge e del diritto, crei migliori condizioni di vita rispetto al passato.

    Ma lo Stato italiano riesce a distruggere, a vanificare se stesso, in quanto alcune sue articolazioni sono talmente scadenti nell’elaborazione di uno straccio di politica efficiente da cancellare tutto il lavoro che altre articolazioni, quelle che si incarnano nella magistratura e nelle forze dell’ordine, hanno costruito con fatica e lavoro indicibili.

    Scusate ma che cosa devono pensare stamattina, mercoledì, i genitori degli studenti della scuola media “Benedetto Croce” di via Cavour, rispediti a casa da un’ordinanza del commissario straordinario di governo?

    Cosa devono ammirare questi genitori di uno Stato che si esplica e si mostra attraverso un’espressione formale della sua impotenza, testimoniata con fredda e bolsa ritualità burocratico-notarile?

    Il commissario, di cui non ci interessa neppure scrivere il nome in quanto non conta, dato che quello non è una persona ma è lo Stato, l’ordine costituito, ha scritto nel 2014, che nelle classi ci piove perchè la famosa tubatura di cui abbiamo trattato già nei mesi scorsi, si è deteriorata definitivamente. Lo Stato tronfio dei convegni e dei proclami, quello che a chiacchiere dice di voler riportare la civiltà del diritto in un territorio che ha vissuto per anni e anni fuori dal diritto, quello che, per dirla alla Fabrizio De Andrè “si costerna, si indigna e si impegna e poi getta la spugna con gran dignità”, questo Stato si manifesta attraverso la sua sistematica inadempienza, attraverso la sistematica diserzione dalla sua funzione.

    Uno Stato che vuole affermare il primato della norma sul sopruso, del diritto sulla giungla, riesce a cogliere il suo obiettivo se lega una linea di dialogo con i cittadini che sono tessuto connettivo e, insieme a loro stabilisce il cammino perchè si annulli quella mentalità che porta il singolo a considerare lo Stato un soggetto estraneo a se stesso. Ma per fare questo occorre che i settori più deboli dello Stato è sicuramente dei cittadini di Casal di Principe stanno vivendo solo le prime fasi di una lunga convalescenza vanno sostenuti nel percorso che li deve affrancare dalle gravi patologie di cui hanno sofferto.

    Tornando a De Andrè, Il commissario getta la spugna, i docenti ed i ragazzi della scuola media la raccolgono e la utilizzano per la loro scuola allagata.

     

    Gianluigi Guarino

     

     

    PUBBLICATO IL: 22 gennaio 2014 ALLE ORE 11:11